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Radiofreccia

radiofrecciaTitolo originale: Radiofreccia

Regia: Luciano Ligabue

Cast: Stefano Accorsi, Luciano Federico, Enrico Salimbeni

Musiche: Luciano Ligabue

Produzione: Italia 1998

Genere: Drammatico

Durata: 112 minuti

medusa film logo   Trailer

 

componenti di radiofreccia  trasmissione  anni giovanili

 

Regia: stellastellastellastella

Interpretazione: stellastellastellastellastella

Sceneggiatura: stellastellastellastella

Musica: stellastellastellastellastella

Giudizio: stellastellastellastella

 

Trama

La storia della nascita della mitica radio Raptus, (poi divenuta Radiofreccia) attraverso il racconto delle vite, tra risate e drammi, di cinque amici: Tito (Enrico Salimbeni) tenta di uccidere il padre che abusa della sorella; Iena (Alessio Modica) sposa una donna che lo tradisce con Boris (Roberto Zibetti) proprio nel giorno delle loro nozze; Bruno (Luciano Federico), affascinato dalla nascita delle prime radio libere, dà vita a radio Raptus mentre Freccia (Stefano Accorsi), frequentando una ragazza eroinomane, cadrà nella tossicodipendenza, ne uscirà e infine ne morirà a causa anche del sentimento non corrisposto per la cugina di Iena, Cristina (Cristina Moglia).

Recensione

Il film, prima regia del cantante emiliano Luciano Ligabue, è tratto dalla raccolta di racconti Fuori e dentro il borgo, scritta dallo stesso Ligabue. Il rocker crea una pellicola la cui narrazione ricade, ciclicamente, sul personaggio principale Freccia. La ciclicità è un po’ la chiave tecnica della pellicola, il concetto di spirale è visibile sin dall’inizio quando la cinepresa inizia un giro dai dintorni del borgo fino a entrarci dentro e quindi a salire, attraverso l’immagine di una scala a chiocciola,  alla postazione radio di Bruno, terminando con un giro intorno al dee-jay.

Il film dipinge in maniera brutalmente veritiera la realtà di un piccolo paesino di provincia (Correggio, città natale di Ligabue) e dei suoi limiti geografici, culturali e sociali. La terribile lotta di un ragazzo che combatte tra “un buco grosso dentro” e la voglia di credere, di non arrendersi, di sperare in qualcosa di migliore, il desiderio di pensare che le “cazzate” con gli amici, l’amore, non sottomettersi ai più forti e ai padroni questo buco lo possono colmare e forse farlo trasbordare oltre, verso una vita migliore.

Purtroppo vincerà il buco e ci porterà via Freccia (a lui sarà intitolata la radio), dimostrandoci malinconicamente che a volte la voglia non basta, che purtroppo, nella maggior parte dei casi, certi pilastri come la famiglia, gli affetti e la realtà sociale in cui si vive ci trascinano lentamente a fondo: questo fondo per Ivan Benassi sarà l’eroina.

Ligabue disegna magistralmente tutto questo con siparietti reali di vita da “paesino”, ad esempio il bar di Adolfo (Francesco Guccini), riuscendo in pieno a trasmettere l’angoscia delle crudità esistenziali dei vari protagonisti, con ottimi attori tra cui alcuni di fama (l’idea iniziale era quella di usare tutti attori non professionisti) e con il grande aiuto, dal punto di vista tecnico, dell’esperto Antonello Grimaldi, già attore, regista e sceneggiatore italiano (Caos calmo, L’età dell’oro, Come te nessuno mai).

Naturalmente nel film ha molta importanza la musica, con le varie canzoni a fare da sfondo a ogni scena “clou”, attentamente scelte in base a quelle che venivano passate dalle varie radio libere all’epoca (anni ’70) come Rebel Rebel di David Bowie, Sweet Home Alabama dei Lynyrd Skynyrd e You Ain’t Seen Nothing Yet dei BTO (Bachman-Turner Overdrive), assieme ad alcuni pezzi creati ad hoc da Ligabue come Ho perso le parole.

Curiosità

ligabue

Il film a inizio 2006 ottiene un importante riconoscimento internazionale: è proiettato negli Stati Uniti al “Moma”, il Museo d’Arte Moderna di New York.

Lorenzo Tesei

Lorenzo Tesei

Lorenzo, classe 1980, diplomato all'istituto tecnico biologico di Ancona, lavoro come operaio nel settore metalmeccanico e vivo ad Ancona. Appassionato forse piu di libri e scrittura che di cinema vero e proprio, riconosco però il grande vantaggio della pellicola nell'essere, a differenza del libro, più diretto e accessibile a tutti soprattutto nei tempi. Mi ritengo all'apparenza taciturno, un po' burbero e irascibile, però dietro, come le due facce di una stessa medaglia, sono sensibile, riflessivo, sognatore e soprattutto un gran simpaticone una volta sciolto! I miei hobby sono la lettura, la mountain bike "tosta" freeride, il calcetto e lo sci. Tendo un po' a sottovalutarmi e a impaurirmi davanti alle difficoltà ma poi con la mia "scorzaccia" affronto tutto come sempre!
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