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Rapina a mano armata

rapina a mano armata locandinaTitolo originale: The killing

Regia e sceneggiatura: Stanley Kubrick

Cast: Sterling Hayden, Coleen Gray, Vince Edwards

Musiche: Gerald Fried

Produzione: USA 1956

Genere: Gangster Movie

Durata: 83 minuti

Trailer

piano della rapina scena  the killing scene  rapina

 

Regia: stellastellastellastella

Interpretazione: stellastellastellastella

Sceneggiatura: stellastellastellastella

Musica: stellastella

Giudizio: stellastellastellastella

 

Trama

L’ex galeotto Johnny Clay (Sterling Hayden) organizza un colpo all’ippodromo insieme ad altri sei complici. La rapina, progettata nei minimi dettagli, riesce ma i 2 milioni di dollari di refurtiva non verranno mai spartiti a causa di un grosso e inatteso imprevisto.

Recensione

Un giovane Stanley Kubrick realizza a 28 anni il suo terzo lungometraggio dopo Paura e desiderio e Il bacio dell’assassino.

Rapina a mano armata, trasposizione cinematografica del romanzo Clean Break scritto da Lionel White, è un film che si aggrappa agevolmente a uno stile visivo distinto in un periodo di noir e gangster movie costruiti nell’ascendenza di Hollywood. Ebbene, la pellicola sposa entrambi i generi e attraverso di essa Kubrick rivela un talento notevole esprimendo un eclettismo raro, proprio di un mestierante d’esperienza più che di un giovanotto sul trampolino di lancio.

L’opera, autorevole e di rimarcata eleganza, si dipana fra toni cupi, un’atmosfera tesa e una logica che guida un gruppo scelto verso la spirale di accadimenti tipici di una rapina studiata ad arte. Il caso e l’imprevisto ci mettono lo zampino e il loro intercorrere irruento sfocia in un finale spiazzante ma non controverso, limpido e dunque obiettivamente inopinabile date le lineari dinamiche.

Rapina a mano armata è progetto, è preparazione, è insieme di orpelli e preamboli con il desiderio di rivalsa e le aspirazioni che si rincorrono come fanno i personaggi assoldati per attuare il colpo. L’ippodromo stesso risulta essere la grande illusione mangiasoldi su cui riversano la propria attenzione uomini scontenti e irrealizzati, in balia dell’incertezza, delle proprie fedifraghe mogli e di consorti che nutrono aspettative nei confronti dei loro mariti incompleti.

Ogni complice ha una storia e Kubrick le tratta tutte ordendo un raffinato gioco di oscillazioni temporali, di prospettive che rappresentano in sintesi le sfaccettate angolature di una vicenda a senso unico da cui nessuno torna indietro, subendo lo strano dualismo causa-effetto assolutamente inatteso.

Kubrick narra i malumori dell’America post-conflitto, il tradimento, il razzismo, l’arrivismo individuale ma in tutto ciò la violenza è centellinata, accumulata e convogliata in una scena da classica resa dei conti. Finale fra sardonica comicità e amarezza.

Curiosità

sterling hayden in the killingStanley Kubrick realizzò le riprese senza percepire stipendio ma soltanto compensi di James B. Harris, che a sua volta dovette far fronte alle mancanze finanziarie della United Artists, la quale stanziò appena 200.000 dollari poiché non voleva puntare troppo su Sterling Hayden, attore non considerato sufficientemente famoso per le platee americane.

Samuele Pasquino

Samuele Pasquino

Laureato in Lettere Moderne e giornalista pubblicista freelance, sono il creatore e direttore responsabile di Recencinema.it, appassionato della Settima Arte e scrittore eclettico.
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