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Red Snake

red snake locandina

Titolo originale: Soeurs d’armes

Regia e sceneggiatura: Caroline Fourest

Cast: Dilan Gwyn, Amira Casar, Maya Sansa

Musiche: Mathieu Lamboley

Produzione: Francia 2019

Genere: Azione

Durata: 112 minuti

eagle pictures logo   Trailer

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Regia: stellastellastellastella

Interpretazione: stellastellastella

Sceneggiatura: stellastellastella

Musica: stellastellastella

Giudizio: stellastellastella

 

Trama

La tranquilla vita di Zara (Dilan Gwyn) sprofonda nell’incubo quando una squadra di jihadisti fa incursione nel suo villaggio Yazidi prelevando donne e bambini dopo aver giustiziato i capi famiglia. Assistere all’esecuzione di suo padre è soltanto il primo trauma in un lungo calvario. Zara, infatti, viene venduta come schiava sessuale a un giovane guerrigliero dell’Isis che abusa di lei, mentre il fratello è destinato a diventare un soldato bambino.

Sfuggita fortunosamente ai suoi aguzzini, entra nelle file di un temuto gruppo di donne combattenti, acerrime nemiche dei terroristi e alleate delle milizie curde in Medio Oriente. Conoscere i valori e i principi delle sue sorelle d’armi aiuterà Zara nel difficile percorso alla scoperta di sé e della propria concreta identità di donna.

Recensione

I telegiornali e quotidiani di tutto il mondo ne fanno appena menzione confondendo la cronaca di guerra col giornalismo di costume, eppure quella delle donne combattenti in Medio Oriente è una realtà ben calcificata (ma troppo poco enfatizzata) nel tessuto bellico di paesi come Iraq, Siria e Israele.

L’Isis, si sa, condiziona da qualche decennio ormai l’esistenza di interi popoli sdoganando fanatismo e violenza in ogni parte del globo e Red Snake, diretto dalla reporter francese Caroline Fourest, vuole una volta di più esportare le drammatiche situazioni vissute, offrendo una prospettiva genuinamente femminile.

Lei, ch’era fra le redattrici del settimanale satirico transalpino Charlie Hebdo nel periodo più nero patito dalla testata (torna alla memoria la sanguinosa strage dopo le vignette su Maometto), ora tiene ben salda la cinepresa occupandosi della storia vera del Premio Nobel Nadia Murad, giovane yazidi (sebbene il termine sia abusato come etnonimo e coincida piuttosto con l’appartenenza curda) perseguitata dai militanti di fede sunnita e wahhabita.

La ragazza, etichettata come “adoratrice del diavolo” e “apostata”, ha qui il volto atipico e delicato di Dilan Gwyn, già nota per la serie televisiva Beyond e soprattutto Da Vinci’s Demons. Nel cast anche Maya Sansa, francamente un po’ sprecata, e Amira Casar.

La Fourest recalcitra la violenza in esubero e spettacolare tanto cara al cinema statunitense, guardando invece alla costruzione di ogni singola scena con il tocco più idoneo e affabile della sensibilità, necessaria in particolar modo per la descrizione delle “sorelle d’armi” e il tema delle foreign fighters unite però nella lotta al terrorismo (in questo caso l’accezione è positiva, lasciando da parte la categoria dei ribelli stranieri impegnati nella guerra civile siriana).

Non mancano tuttavia sequenze ad alta tensione, slow motion intensi e scontri a fuoco carichi d’azione, ma Red Snake resta un manifesto dedicato alla libertà troppo spesso oltraggiata, al desiderio di giustizia in un contesto dominato da uomini accecati dal fanatismo, alla forza del gruppo solidale in una dimensione di esistenze offese e diritti infangati.

Curiosità

caroline fourest

Le attrici ingaggiate da Caroline Fourest per affiancare Amira Casar e Maya Sansa sono tutte molto giovani.

 

Copyright immagini: Eagle Pictures

Samuele Pasquino

Samuele Pasquino

Laureato in Lettere Moderne e giornalista pubblicista freelance, sono il creatore e direttore responsabile di Recencinema.it, appassionato della Settima Arte e scrittore eclettico.
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