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Saw – L’enigmista

saw - l'enigmista locandinaTitolo originale: Saw

Regia: James Wan e Darren Lynn Bousman

Cast: Cary Elwes, Monica Potter, Danny Glover

Musiche: Charlie Clouser

Produzione: USA 2004

Genere: Thriller

Durata: 100 minuti

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Regia: stellastellastellastella

Interpretazione: stellastellastellastellastella

Sceneggiatura: stellastellastellastella

Musica: stellastellastellastella

Giudizio: stellastellastellastella

 

Trama

Due uomini apparentemente estranei fra loro si risvegliano in una stanza buia e sporca, incatenati e isolati dal resto del mondo. Si scoprono prigionieri di un efferato serial killer chiamato “L’enigmista”, che impone loro un macabro gioco in cui l’uno dovrà uccidere l’altro per salvarsi la vita. Un ex poliziotto (Danny Glover) è sulle tracce del micidiale assassino.

Recensione

Sconvolgente, brutale, tremendamente reale quanto alienante: tutto questo è Saw – L’enigmista, violento ma essenziale thriller diretto da James Wan e Darren Lynn Bousman. Attraverso la formula dell’angoscia fisico-psicologica, la tragica storia dell’enigmista prende vita ruotando proprio intorno al concetto di valore esistenziale.

A differenza del capolavoro fincheriano Seven, in cui l’assassino colpiva in base alla celebre legge del contrappasso dantesco, Saw si concentra sulla frustrazione folle di un misterioso individuo che mette alla prova uomini e donne sprezzanti della propria vita, divenendo per essi un implacabile mentore e al tempo stesso aguzzino che si manifesta per tramite di una voce registrata.

La prova offre ai partecipanti un’unica possibilità di salvarsi, costellata di indizi, enigmi, soluzioni affidate ai ricordi, deduzioni scavate e stanche. Nel limbo di una stanza simile a un tugurio infernale la connessione fra i protagonisti, il medico Lawrence Gordon e il fotografo Adam Faulkner, non si percepisce ma sussiste in qualche maniera.

La carta vincente dei due registi si gioca sul filo del montaggio, che conferisce alla vicenda un ritmo anticonvenzionale in grado di legare frammenti di tempo e coinvolgere nelle varie fasi dell’azione terzi elementi importanti in egual misura.

Un abile uso della fotografia plasma gli ambienti, mentre un’accurata disposizione degli oggetti ricrea un puzzle dove l’essere umano è costretto a fare i conti con i propri peccati ricercando disperatamente una via di fuga. La figura dell’Enigmista appare poco ma risulta sempre decisiva nelle sue estemporanee apparizioni: il grande show è affidato alla marionetta divenuta icona del film, prolungamento e araldo inquietante dello spietato killer.

A tal proposito Wan e Bousman fanno trapelare una cultura del thriller che trae spunti dalla maestria tutta italiana di Dario Argento, il quale nel celeberrimo Profondo Rosso fa entrare in scena un pupazzo sghignazzante poco prima dell’assassinio del professor Giordani.

Gli anni ’70 sono ormai lontani, ma la suspense rimane intatta e in un contesto così moderno e raggelante molti motivi tradizionali trovano la loro miglior espressione.

Curiosità

leigh whannell

Le riprese sono state effettuate in soli diciotto giorni.

Samuele Pasquino

Samuele Pasquino

Laureato in Lettere Moderne e giornalista pubblicista freelance, sono il creatore e direttore responsabile di Recencinema.it, appassionato della Settima Arte e scrittore eclettico.
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