- Fantascienza, Recensioni

Solaris

solaris locandinaTitolo originale: Solyaris

Regia: Andrei Tarkovsky

Sceneggiatura: Andrei Tarkovsky, Fridrikh Gorenshteyn

Cast: Donatas Banionis, Natalya Bondarchuk, Jüri Järvet

Musiche: Eduard Artemev

Produzione: URSS 1971

Genere: Fantascienza

Durata: 165 minuti

Trailer

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palma d'oro cannespalma d'oro cannes   Gran Prix speciale della Giuria e Premio FIPRESCI

 

Regia: stellastellastellastella

Interpretazione: stellastellastella

Sceneggiatura: stellastellastellastella

Musica: stellastellastella

Giudizio: stellastellastellastella

 

Trama

Lo psicologo Chris Kelvin (Donatas Banionis) viene incaricato dal governo russo di recarsi nella stazione orbitante intorno a Solaris. Il pianeta si trova fuori del sistema solare ed è circondato da un misterioso oceano reo di aver generato strane visioni capaci di sconvolgere gli scienziati impegnati nel suo studio, la “solaristica”.

Kelvin constata effettivamente un anomalo caos in cui la stazione versa e apprende della morte per suicidio dell’eminente Gheborian (Sos Sargsyan), nonché i comportamenti anomali dei sopravvissuti, il dottor Snaut (Jüri Järvet) e il dottor Sartorius (Anatoliy Solonitsyn). Lo psicologo tocca con mano la situazione altamente inquietante quando una notte si materializza Hari (Natalya Bondarchuk), adorata moglie morta da tempo.

Recensione

Anche il cinema fa da teatro alla guerra fredda che seguitano a combattere Unione Sovietica e Stati Uniti d’America. Solaris è la risposta russa al capolavoro di Stanley Kubrick 2001: Odissea nello spazio, un contrattacco preceduto però da uno sceneggiato del 1968 che reca il medesimo nome.

Coeva alla pietra miliare kubrickiana, la miniserie sovietica è a sua volta basata sul romanzo scritto nel 1961 dal polacco Stanislaw Lem, che non dibatte su intelligenza artificiale e dogmi temporali, bensì sulle riflessioni umane messe a confronto con gli specchi scuri sui quali esse si rivedono replicate.

Nell’affresco sci-fi di Andrei Tarkovsky si riscontra immediatamente una condizione di asimmetrico surrealismo costante e ossessivo sovrapposto a una sensazione di straniamento enfatizzata da una dicotomia che si genera semplicemente “ascoltando” la pellicola, dove le immagini sembrano quasi un substrato non subito necessario bensì accessorio ai fini di una maggiore comprensione.

Ogni inquadratura entro il claustrofobico spazio della stazione orbitante contiene il vuoto della solitudine, tanto che il ricorso reiterato allo sguardo in camera dei personaggi pare tradursi in un appello rivolto a chi sta assistendo a una tragedia umana, o meglio a un lento, inconsapevole annichilimento della ragione.

Il forte astrattismo dei dialoghi stabilisce la resa dei soggetti a clima e atmosfere volutamente deprimenti, alimentati da ambienti aderenti a una scenografia di ispirazione marcatamente daliniana. Sense e non-sense si mescolano obnubilando l’usuale concetto di film, ancorato unicamente alla sensibilità dello spettatore nel cogliere elementi realmente significativi, non proprio un “montaggio delle attrazioni” (orchestrato da Ėjzenštejn nel 1925 per il suo capolavoro La corazzata Potemkin) ma piuttosto una “summa delle considerazioni”.

Ogni sequenza può allorché essere rilevante o non esserlo affatto, e tale ambiguità suscita uno strano, angosciante coinvolgimento tutt’altro che ortodosso. Solaris non accetta e rifugge gli approcci logici, concependo invece modi personali di intendere una narrazione lenta costellata non di azioni ma di riflessioni, ricordi e ritenzioni riguardo l’esistenza correlata alla materializzazione filosofica priva di qualunque organico sillogismo.

Il pensiero s’erge a principale fattore umano e in tutto ciò emerge e cresce l’allusione di Tarkovsky all’Odissea omerica, più precisamente alla visione dei fantasmi e al ritorno a Itaca. Amore e morte, lucidità e follia, ammissione e rifiuto: sono questi alcuni dei binomi che governano la narrazione incanalandola verso dubbi, paure e incertezze che costituiscono la materia indissolubile di Solaris.

Curiosità

solaris spazio

Solaris venne trasmesso per la prima volta su Rai 2 nel luglio 1976, proprio mentre la sonda automatica Viking 1 stava atterrando sul suolo di Marte.

Samuele Pasquino

Samuele Pasquino

Laureato in Lettere Moderne e giornalista pubblicista freelance, sono il creatore e direttore responsabile di Recencinema.it, appassionato della Settima Arte e scrittore eclettico.
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