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Sorry we missed you

sorry we missed you posterTitolo originale: Sorry we missed you

Regia: Ken Loach

Cast: Kris Hitchen, Debbie Honeywood, Rhys Stone

Musiche: George Fenton

Produzione: Gran Bretagna 2019

Genere: Drammatico

Durata: 100 minuti

Trailer

famiglia a tavola  padre e figlia  lavoratore

 

Regia: stellastellastellastella

Interpretazione: stellastellastella

Sceneggiatura: stellastellastella

Musica: stellastella

Giudizio: stellastellastella

 

Trama

Ricky (Kris Hitchen) è un serio padre di famiglia e un gran lavoratore, con un passato da operaio edile. Con la moglie Abby (Debbie Honeywood) – badante a domicilio che si ammazza di lavoro per pochi soldi e si sente in colpa per non essere abbastanza presente per i due figli – aveva risparmiato abbastanza da potersi permettere un deposito di garanzia per l’acquisto di una casa a Newcastle.

Tuttavia, la crisi finanziaria del 2008 ha causato la perdita della mansione per Ricky e la fine del sogno di una casa di proprietà. Passando da un lavoro precario all’altro e schiacciato dai debiti, l’uomo intravede un’opportunità nell’acquisto di un furgone che gli permetta di lavorare in proprio come corriere per una ditta in franchise.

Si tratta di un lavoro duro, ma il piano di Ricky è quello di sacrificarsi per due o tre anni per poter mettere da parte i soldi per l’acquisto della tanto agognata casa e per poter mandare i due figli all’università. L’unità familiare è forte, ma il nuovo lavoro di Ricky mette seriamente in discussione i rapporti in famiglia.

Recensione

Sempre dalla parte degli ultimi, il regista inglese Ken Loach torna a raccontare una storia di sfruttamento economico dal taglio profondamente sociale e umano.

Dopo la battaglia per il sussidio di disoccupazione da parte di un uomo ormai anziano narrata in Io, Daniel Blake – Palma d’Oro al Festival di Cannes nel 2016 – Loach si schiera al fianco di un precario che lotta per sopravvivere in un sistema capitalistico caratterizzato dalla concorrenza selvaggia tesa alla riduzione dei costi e all’ottimizzazione del profitto.

In un’economia del genere non ci si preoccupa della qualità di vita dei lavoratori, della loro necessità di conciliare il lavoro con gli affetti. Lavorando 14 ore al giorno, 6 giorni su 7, correndo col furgone da una parte all’altra della città per rispettare i pressanti tempi di consegna della merce, pena sanzioni economiche, il protagonista, sulla soglia della povertà, paga un prezzo familiare troppo alto.

Padre e marito orgoglioso, Ricky, che ha sempre rigato dritto e lavorato duro, farebbe di tutto per migliorare la situazione economica della propria famiglia e dare ai suoi intelligenti figli tutte quelle opportunità che lui non ha avuto da giovane.

L’uomo è arrivato al punto di dubitare di se stesso e di chiedersi se le decisioni prese fino a quel momento siano state giuste per i suoi cari. Ricky sta crollando e questa è la situazione ideale per un imprenditore che vuole arricchirsi sulle spalle dei lavoratori. La tecnologia alla base degli e-commerce è nuova, ma il sistema di sfruttamento del lavoro che vi gravita attorno è vecchio come il mondo.

Loach lo racconta da 50 anni e 26 film, come sempre con sguardo partecipe, solidale, umano e commosso. Non possiamo, quindi, non empatizzare con Ricky e sua moglie Abby, che affrontano un’interminabile serie di avversità.

A film terminato, non possiamo non riflettere sulle dinamiche della società in cui viviamo, di cui tutti ci avvantaggiamo, dimenticando che dietro i nostri comodi computer ci sono uomini in carne e ossa che sudano e a volte sanguinano, nella speranza di un futuro migliore.

Curiosità

famiglia sorry we missed you

 

Gli attori erano sul set talmente affiatati da risultare a tutti gli effetti componenti di una famiglia vera.

 

Immagini: Copyright LUCKY RED S.r.l.

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