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Blood Simple

Scritto da Luigi Annecchiarico   
Mercoledì 10 Ottobre 2012 11:40

blood simpleTitolo originale: Blood Simple

Regia: Joel Coen

Cast: Frances McDormand, Dan Hedaya, M.Emmet Walsh

Musiche: Carter Burwell

Produzione: USA 1984blood simple1

Genere: Thriller

Durata: 97 minuti

Trailer

 

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Regia:

Interpretazione:

Sceneggiatura:

Musica: blood simple3

Giudizio:

 

Trama

Abby (Frances McDormand), ormai stanca del suo matrimonio con Marty (Dan Hedaya), intraprende una relazione adultera con il giovane Ray (John Getz). Marty sospetta del tradimento e decide di ingaggiare un detective privato (M.Emmet Walsh) per fare chiarezza.

Recensione

Film d’esordio dei fratelli Coen, "Blood Simple" viene concepito per avere un legame con l’immaginario collettivo sia cinematografico sia letterario. I Coen si confrontano con un campo estremamente familiare per loro: il noir e la letteratura hard boiled. Sono chiari i riferimenti al romanzo The Postman Always Rings Twice di James M. Cain: “Un uomo di origini greche, proprietario di un punto di ristoro su una strada polverosa della California, assume ai suoi servizi un giovane libertino che s’innamora a prima vista di sua moglie. Tra i due nasce una storia passionale che li porta a progettare di uccidere il “greco”, ma tutto deve sembrare un incidente”. I Coen adattano la storia del romanzo a oggi, la spogliano di passione e relegano l’omicidio entro un personaggio esterno al triangolo. I due fratelli applicano delle piccole deviazioni alla struttura classica del noir. Alcuni degli stereotipi tipici del genere vengono sottoposti a un ribaltamento. Tale operazione viene esasperata al punto da spingere il film in territori di confine tra il thriller e lo splatter. La figura del detective Visser è il principale veicolo attraverso il quale avviene l’operazione di stravolgimento del genere: il suo cappello da cowboy e la cravatta di cuoio sostituiscono l’impermeabile e il borsalino del classico detective chandleriano. Il personaggio di Visser tradisce la figura classica del private eye, non solo nell’aspetto esteriore ma anche nelle intenzioni e nella funzionalità. I protagonisti agiscono in modo piuttosto isolato. Il film appare come una riflessione sui comportamenti di esseri umani privi di senso morale, in preda ai propri istinti animaleschi. Loro stessi non sono coscienti delle proprie azioni e restano inebetiti di fronte a esse. Le sequenze sono quasi interamente girate in notturna. Il buio avvolge i personaggi, ma, paradossalmente, gli eventi minacciosi che incombono su di essi vengono annunciati dalla luce. La tensione viene caricata dai grandangoli e dai vertiginosi movimenti di macchina. La pellicola si rivela un susseguirsi di eventi paradossali, da cui i protagonisti sembrano quasi essere travolti.

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Per produrre il film, Joel ed Ethan hanno chiesto finanziamenti a comuni imprenditori della loro città.

 
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