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Tron Legacy

tron legacy locandinaTitolo originale: Tron legacy

Regia: Joseph Kosinski

Cast: Garrett Hedlund, Jeff Bridges, Olivia Wilde

Musiche: Daft Punk

Produzione: USA 2010

Genere: Fantascienza

Durata: 130 minuti

walt disney pictures     Trailer

sam flynn  clu  kevin flynn

 

Regia: stellastellastellastella

Interpretazione: stellastellastella

Sceneggiatura: stellastellastellastella

Musica: stellastellastellastella

Giudizio: stellastellastellastella

 

Trama

Vent’anni dopo la misteriosa scomparsa del genio dell’informatica Kevin Flynn (Jeff Bridges), il figlio Sam (Garrett Hedlund) riceve uno strano messaggio dal padre, proveniente dalla vecchia sala giochi. Sam riesce ad entrare nella rete, nel mondo dove il genitore sembra essere rimasto intrappolato. Qui il clone Clu è divenuto un dittatore, ribellatosi proprio a Kevin, il suo creatore. Sam ritrova finalmente suo padre e insieme dovranno porre fine alla tirannia, liberare tutti i programmi schiavizzati e, soprattutto, fare ritorno a casa. Li aiuta Quorra (Olivia Wilde), un programma molto speciale.

Recensione

Si sappia che nel 1982 l’allora futuristico Tron aveva saputo stupire molti appassionati di informatica, facendo però emergere numerose lacune nell’ambito della sua presentazione grafica. Era stata compiuta certamente un’impresa, ma gli albori del computer non avevano potuto permettere eccessivi virtuosismi, soltanto piccoli accorgimenti. La Disney ha tenuto il progetto in caldo, riservandosi l’opportunità di riprendere la storia qualora i mezzi fossero stati più incisivi.

Da questa idea lungimirante nasce oggi Tron legacy, un sequel che ha davvero tutto in termini di spettacolarità. La connessione narrativa con il capitolo precedente fatica inizialmente a essere compresa, poi la trama fa in modo che ogni minimo dubbio venga risolto da un flashback breve e conciso. Le prime scene introducono con un tocco vagamente romantico e nostalgico quella che sarà la vicenda, lontana dalla realtà, sofisticata nelle sue dinamiche, infinita nei suoi spazi e tempi.

Il tema del viaggio fantastico risulta chiaramente la chiave di volta, ancor di più occorre focalizzare l’attenzione sul motivo principe, cioè la ricerca del genitore da parte del figlio, che ne ha raccolto la pesante eredità per ciò che concerne la sapienza. Kosinski fa bene a insistere sull’anacronismo, la contrapposizione fra tempi diversi, epoche molto distanti tra loro eppur collimanti in determinati frangenti: la sala giochi di Flynn rappresenta la radice, l’epopea degli anni ’80 che dà praticamente il via alla concezione futura del videogioco e conferisce un’atmosfera tangibile, percepibile fino all’approdo di Sam nella rete.

I toni caldi lasciano posto alla freddezza cyber di una dimensione pienamente informatizzata, una proiezione visiva (e immaginata, s’intenda) dei circuiti stampati e dei contatti elettrici che costituiscono la struttura di una memoria computerizzata. E’ incredibile come lo spettatore venga attirato nei più profondi meandri di tale struttura, un modello che la Disney ha curato nei minimi dettagli elaborando un intrattenimento assoluto e intelligente.

Molte cose sono cambiate rispetto alla trama originale: il clone Clu ha preso possesso della rete, schiavizzando i programmi e confinando Kevin (il suo creatore) in un limbo elegante ma solitario. Sam entra subito nel gioco contorto del clone, prima venendo coinvolto nella lotta coi dischi (buona l’idea di imprimere la storia vissuta del singolo programma all’interno del suo disco), poi nella gara mortale con le Light Cycles (l’apice atteso del film), infine nel confronto con il nemico.

I personaggi assumono dunque ruoli nuovi, tra questi è interessante scoprire il destino dell’eroe Tron, il paladino amico di Kevin. Come già accennato, molti sono gli aspetti approfonditi e caratterizzati appieno: si noti subito la contrapposizione cromatica tra il bene e il male (azzurro chiaro e arancione scuro), pareti e pavimenti riflettenti per giocare sull’elemento psicologico, infine il tema (delicato e storicamente già percorso) dell’epurazione delle Iso.

Tralasciando il clone Clu, gli altri interpreti risultano nel complesso all’altezza della situazione: il volto nuovo Garrett Hedlund si era già visto in Troy nella parte di Patroclo; Jeff Bridges è una presenza maestosa e fondamentale, carismatica; Olivia Wilde dona sicuramente un tocco di grazia e bellezza alla storia. Va decisamente elogiato il lavoro dei Daft Punk, la cui colonna sonora merita ben più di un apprezzamento per la sua capacità di dettare i ritmi e caratterizzare una dimensione descritta con impressionante dedizione grafica.

Curiosità

daft punk cameo tron legacy

I Daft Punk appaiono in un cameo nelle vesti di dj nel locale di Castor.

Samuele Pasquino

Samuele Pasquino

Laureato in Lettere Moderne e giornalista pubblicista freelance, sono il creatore e direttore responsabile di Recencinema.it, appassionato della Settima Arte e scrittore eclettico.
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