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Il buono, il brutto, il cattivo

il buono, il brutto, il cattivo locandinaTitolo originale: Il buono, il brutto, il cattivo

Regia: Sergio Leone

Sceneggiatura: Sergio Leone, Luciano Vincenzoni, Agenore Incrocci, Furio Scarpelli

Cast: Clint Eastwood, Eli Wallach, Lee Van Cleef

Musiche: Ennio Morricone

Produzione: Italia 1966

Genere: Western

Durata: 176 minuti

Trailer

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Regia: stellastellastellastellastella

Interpretazione: stellastellastella

Sceneggiatura: stellastellastellastella

Musica: stellastellastellastellastella

Giudizio: stellastellastellastella

 

Trama

Durante la guerra di secessione Joe (Clint Eastwood), Tuco (Eli Wallach) e Sentenza (Lee Van Cleef) danno la caccia a un misterioso tesoro nascosto da un bandito prima di morire, alleandosi in un gioco di complicità e inganni.

Recensione

Anche con la realizzazione dell’ultimo capitolo della “trilogia del dollaro”, Sergio Leone non smentisce il suo enorme talento nel costruire le inquadrature e lavorare su una sceneggiatura corposa ma agile, scritta insieme a Luciano Vincenzoni, Agenore Incrocci e Furio Scarpelli.

Nel suo stile, il regista italiano rinvigorisce e perfeziona tecniche registiche che furono anni prima del mitico cineasta statunitense John Ford, ispirandosi ad alcuni cliché tipici del genere.

Se si osservano, infatti, i primi minuti del film, si avrà modo di notare un valido esempio di cinema fordiano, esprimibile nel primissimo piano del pistolero che guarda la cinepresa, negli attimi di silenzio che preludono a quelli più concitati, fino alla piena affermazione della scala dei piani, che varia a seconda della sequenza ripresa.

Leone decide, stavolta, di dare un tono sì epico alla vicenda, ma soprattutto comico, con sfumature ironiche evidenziate a partire dalla scena che vede Tuco scegliere e poi provare la pistola nella bottega dell’armaiolo in procinto di chiudere.

L’introduzione è in realtà molto lunga e consiste in una descrizione tripartita dei protagonisti, che si alternano nelle azioni come per presentarsi con i fatti, dimostrando la loro abilità nell’uso delle armi. La prima e poco lusinghiera caratteristica del trio è la meschinità tangibile nel loro comportamento e con l’aspetto caratteriale il regista lancia già un chiaro messaggio allo spettatore, e cioè che in tutta la vicenda solo il denaro muove veramente le azioni.

Io dormirò tranquillo perché so che il mio peggior nemico veglia su di me” è una frase estremamente significativa pronunciata dal Buono durante la sua convalescenza al convento di fronte a Tuco. Il Brutto rappresenta il personaggio più goliardico, crudele ma fortemente ironico, che riflette la sua ambigua logica nell’aspetto fisico grottesco e trasandato.

Il Cattivo quasi non ha bisogno di essere approfondito. Nella mimica di Lee Van Cleef sembra esserci tutto ciò che occorre per interpretarlo. Sergio Leone dà un impronta drammatica alla storia narrata ambientandola durante la guerra di secessione, che connota la vicenda in un contesto storico preciso.

In una sequenza i cannoni esplodono colpi dalle loro bocche, lasciando in terra vittime di una tragedia bellica di grandi proporzioni. Ciò nonostante, il Buono e il Brutto riescono addirittura ad addormentarsi come se il conflitto in atto fosse solo una triste circostanza, un intralcio al loro obiettivo.

Non può mancare il duello finale a tre, con riprese veloci in dettaglio degli sguardi dei contendenti, scena preceduta dalla corsa di Tuco nel cimitero, resa tale dalla straordinaria colonna sonora di Ennio Morricone. Nell’epilogo si traccia un destino beffardo che sembrava già segnato, ma Leone vuol essere anch’egli ironico riservando agli spettatori qualcosa di curioso.

Curiosità

lee van cleef ed eli wallach

Nel trailer americano viene commesso un errore, infatti Tuco viene presentato come the bad, quando si sa bene che è Lee Van Cleef a ricoprire quel ruolo.

Samuele Pasquino

Samuele Pasquino

Laureato in Lettere Moderne e giornalista pubblicista freelance, sono il creatore e direttore responsabile di Recencinema.it, appassionato della Settima Arte e scrittore eclettico.
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