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Wyatt Earp

wyatt earp locandinaTitolo originale: Wyatt Earp

Regia: Lawrence Kasdan

Cast: Kevin Costner, Gene Hackman, Dennis Quaid

Musiche: James Newton Howard

Produzione: USA 1994

Genere: Western

Durata: 200 minuti

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wyatt earp  wyatt earp  i quattro

 

Regia: stellastellastella

Interpretazione: stellastellastella

Sceneggiatura: stellastellastellastella

Musica: stellastellastella

Giudizio: stellastellastella

 

Trama

Nell’epoca del selvaggio West il giovane Wyatt Earp (Kevin Costner) diviene cacciatore di bufali, poi giocatore di carte nei saloon. Trova l’amore della bella Urilla, ma il matrimonio è breve perchè la donna muore di tifo. In preda alla disperazione, Wyatt si scopre fuorilegge, prima di ritrovare un motivo per vivere grazie al padre. La leggenda nasce con l’attività di sceriffo a Dodge City e Tombstone, dove Earp affronta la banda dei Clanton insieme ai fratelli Morgan e Virgil e al fidato Doc Holliday (Dennis Quaid). Il duello è epico.

Recensione

Il lungometraggio di Kasdan ripercorre trent’anni di vita del celebre sceriffo Wyatt Earp, evidenziandone gli aspetti emblematici che ne hanno fatto una leggenda del West. Quella dell’uomo rappresenta una parabola esistenziale che ha del sorprendente e il regista la illustra in tre ore di buona qualità e ricchezza di contenuti.

Il giovane Wyatt cresce nella piena ammirazione del padre, capofamiglia autoritario ma buono, interpretato da un Gene Hackman straordinariamente incisivo ai fini della prima parte della narrazione; gli episodi e gli aneddoti si susseguono con rilevante importanza: Wyatt diviene cacciatore di bufali, poi sposa Urilla, che muore poco dopo di tifo. L’innocenza e la spensieratezza del giovane allora si sgretolano, egli conosce con il lutto della moglie, il dolore e la disperazione, elementi che forgiano il futuro sceriffo.

E’ interessante notare come il personaggio perda momentaneamente la sua innata bontà diventando un fuorilegge dedito al furto e all’alcol, ritrovando però nel padre una forza sopita, un richiamo all’onore e all’orgoglio. Le radici della leggenda iniziano qui: Wyatt assume il ruolo di tutore della legge e a quel punto l’impresa più ardua risiede nella possibilità di circondarsi di amici fedeli. L’ambiguo e pittoresco Doc Holliday, cui dà il volto Dennis Quaid, rimarrà il primo e unico scudiero di Wyatt, che fonda la sua forza sul valore della famiglia.

Infatti lo sceriffo porta la sua missione all’apoteosi attraverso la coesione dei fratelli, escludendo in un gioco di fedeltà persino le mogli di ciascuno. A livello narrativo la sceneggiatura attinge a varie fonti, mentre sotto l’aspetto cinematografico la componente descrittiva ha sicuramente il sopravvento. Il mondo nel quale Earp si muove consiste in un West agevolmente messo in scena, con cittadine piegate dai criminali, saloon sovraffollati, sparatorie di ogni tipo e rese dei conti montate ad arte.

Facile allora che i personaggi assumano il fascino del contesto che li circonda, elevando su tutti il protagonista e Doc Hollyday. Nonostante l’apparato filmico sia tutto sommato buono, non mancano critiche al modo con cui Wyatt viene fatto crescere per quanto riguarda immagine e atteggiamenti: per il primo aspetto va decisamente rimandato il trucco con il quale Kevin Costner viene ringiovanito, il suo volto pare visibilmente artefatto; per il secondo aspetto risulta difficile decifrare i comportamenti di un uomo troppo sfaccettato, dubbioso della vita e del proprio ruolo all’interno della società, troppo legato al ricordo del passato e stranamente disinteressato alle evoluzioni del futuro.

Egli si ricopre di gloria e rispetto, ma non motiva agli occhi dello spettatore il mito guadagnato. Il cast stellare garantisce a Kasdan un sicuro intrattenimento, tuttavia il film non decolla e descrive un’epopea più umana che di genere. Un buon western il cui script abbisognava di uno stile più sicuro e maggior solidità nella messa in scena.

Curiosità

pronti alla resa dei conti

Il film ha ottenuto una nomination all’Oscar per la fotografia.

Samuele Pasquino

Samuele Pasquino

Laureato in Lettere Moderne e giornalista pubblicista freelance, sono il creatore e direttore responsabile di Recencinema.it, appassionato della Settima Arte e scrittore eclettico.
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