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Youth – La giovinezza

youth - la giovinezza locandinaTitolo originale: Youth – La giovinezza

Regia e sceneggiatura: Paolo Sorrentino

Cast: Michael Caine, Harvey Keitel, Rachel Weisz, Paul Dano

Musiche: David Lang

Produzione: Italia 2015

Genere: Drammatico

Durata: 118 minuti

indigo film logo   Trailer

 

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Regia: stellastellastellastellastella

Interpretazione: stellastellastella

Sceneggiatura: stellastellastellastella

Musica: stellastellastellastellastella

Giudizio: stellastellastellastellastella

 

Trama

Fred (Michael Caine) e Mick (Harvey Keitel) sono amici da più di 60 anni. Ex compositore e direttore d’orchestra il primo, regista ancora in attività il secondo, condividono una vacanza relax in un centro benessere svizzero e una senilità il cui lascito consiste in tanta amarezza per un passato controverso.

Recensione

La leggerezza è un’irresistibile tentazione ma anche una perversione”.

Così si pronuncia uno dei protagonisti, Fred Ballinger, e per sua bocca è in realtà il regista Paolo Sorrentino a parlare, scolpendo un’epigrafe introduttiva che costituirà il leit motiv sottotestuale dell’intero film. Con quest’opera impregnata di senilità riflessiva, il cineasta partenopeo non cede alla suddetta tentazione e mira, invece, a un impegno che sa nobilitare il cinema e il pubblico che ne fruisce.

La sua pellicola, da ritenersi straordinaria (alla faccia dei più intellettualoidi detrattori) per quanto ha da dire più che mostrare, dipinge nella quieta stasi di un centro benessere – una sorta di purgatorio, anticamera dantesca orfana del tempo dove tutti cercano una redenzione senza esserne coscienti – una pletora di solitudini che mancano di vere e proprie affermazioni personali.

Sul telo evanescente di immagini singolarmente irrilevanti, scivolano con attrito fragoroso esistenze che comunicano con una peristalsi verbale progressivamente assimilabile, a volte contrita, a volte dilatata. La regia di Sorrentino immerge delicatamente i personaggi in un torpore illusivo dove la leggerezza, ricercata fra bagni corroboranti, massaggi e trattamenti corpo, mitiga una vecchiaia strascico di una profonda insoddisfazione individuale.

Fred, ex compositore e direttore d’orchestra, è ricordato per essere l’autore delle “canzoni semplici”. Se, dunque, la leggerezza corrisponde a perversione, l’apatia di Fred costituisce il risultato di tale rapporto. Ci pensa la figlia Leda a tracciare un tremendo profilo dell’uomo, riesumandone in un sol colpo il passato ricolmo di amarezze e contraddizioni.

In parallelo viaggia Mick, regista alla ricerca del proprio capolavoro a monte di una filmografia che si fregia unicamente del successo della sua attrice feticcia, Brenda Morel (una dispotica e intensa Jane Fonda). Questa coppia di disincantati artisti arriva a una svolta, una resa dei conti dura e spietata con gli errori compiuti in una vita.

Inutile scovare, nell’apparente complessità della pellicola, contenuti altri che esulino dalla messa in scena della condizione importante: la solitudine. In Youth – La giovinezza tutti sono soli: Fred, Mick, Leda, Jimmy, la “coppia muta”, la giovane prostituta, la massaggiatrice, l’ex calciatore (l’innominato Diego Armando Maradona), l’alpinista e Miss Universo appartengono all’inappartenenza, perchè nessuno ha più nessuno e ognuno splende di impagabile anonimato.

La creatura del Sorrentino (inter)nazionale non è un coacervo memorabile di interpretazioni ma un bassorilievo di situazioni inciso da dialoghi (e monologhi) penetranti, che passano e trapassano lasciando una scia indelebile di perturbabilità.

Evidente la somiglianza strutturale con quel This must be the place che aveva di fatto rappresentato il primo passo oltre confine del talentuoso regista. La sceneggiatura d’alto profilo a disposizione di un cast di pietre miliari completa ma non circoscrive l’iperbole onirico-erotica che prende per mano ironia e dolore glorificando un autentico masterpiece drammatico.

CINEFOCUS

I dialoghi amari di Youth – La giovinezza

Curiosità

francesco rosi

Sorrentino ha dedicato il film a Francesco Rosi.

Samuele Pasquino

Samuele Pasquino

Laureato in Lettere Moderne e giornalista pubblicista freelance, sono il creatore e direttore responsabile di Recencinema.it, appassionato della Settima Arte e scrittore eclettico.
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