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Black Panther: Wakanda Forever

black panther: wakanda forever posterDove vederlo: al cinema

Titolo originale: Black Panther: Wakanda forever

Regia: Ryan Coogler

Sceneggiatura: Ryan Coogler, Joe Robert Cole

Cast: Tenoch Huerta, Letitia Wright, Angela Bassett, Lupita Nyong’o

Musiche: Ludwig Göransson

Produzione: USA 2022

Genere: Fantastico

Durata: 161 minuti

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angela bassett  wakanda forever  namor

 

Regia: stellastellastellastella

Interpretazione: stellastellastella

Sceneggiatura: stellastellastella

Musica: stellastellastellastella

Giudizio: stellastellastella

 

Trama

La Regina Ramonda (Angela Bassett), Shuri (Letitia Wright), M’Baku (Winston Duke), Okoye (Danai Gurira) e le Dora Milaje (tra cui Florence Kasumba) lottano per proteggere la loro nazione dalle invadenti potenze mondiali dopo la morte di Re T’Challa.

Mentre gli abitanti del Wakanda cercano di comprendere il prossimo capitolo della loro storia, gli eroi devono riunirsi con l’aiuto di War Dog Nakia (Lupita Nyong’o) e di Everett Ross (Martin Freeman), e forgiare un nuovo percorso per il regno.

Recensione

Sono passati più di due anni dalla morte prematura dell’attore Chadwick Boseman e finalmente esce in sala il sequel del film che l’aveva visto protagonista. Lo studio Marvel, davanti a tale imprevisto evento, ha deciso non solo di non optare per un recasting per il personaggio ma anche di rimettere mano alla sceneggiatura che era stata già scritta, rendendola di fatto un omaggio al loro collega scomparso.

Black Panther: Wakanda Forever infatti è il punto di incontro tra gli snodi narrativi che sarebbero stati raccontati a prescindere dalla morte di T’Challa (quindi immaginiamo gli eventi legati a Namor, agli abitanti di Talican e il debutto del personaggio di Riri Williams) e l’elaborazione del lutto non solo della famiglia del compianto re ma di una nazione intera, ossia la più potente del MCU.

Dopo un prologo toccante e centrato (speculare al suo epilogo), il film però mostra discontinuità nel mantenere omogenee queste due importanti linee narrative, palesando quindi in alcune scene una riscrittura affatto fluida (soprattutto per la prima metà dell’opera). Il punto di forza emotivo di Wakanda Forever è insomma un’arma a doppio taglio ma, mettendo tutti gli elementi sulla bilancia, probabilmente si finirà col tendere a un giudizio positivo, in particolare da parte del fandom più accanito.

Ryan Coogler inoltre si conferma decisamente un regista capace nell’ambito del cinema di intrattenimento, non solo per la riuscita estetica di alcune sequenze, le coreografie di battaglie spettacolari e un azzeccato uso del ralenti, ma anche per aver nuovamente riproposto con bravura la cultura di un popolo che si trova in una terra di mezzo tra fantascienza e tradizione africana, grazie pure all’operato dei reparti di scenografia e costumi.

Lo stesso si può dire del lavoro svolto dal compositore Ludwig Göransson (candidato all’Oscar per il precedente capitolo), che non si è solo ripiegato sui temi musicali già presenti in Black Panther ma anche su nuovi legati a Namor e il suo popolo, pure questo tra sci-fi e, diversamente, popolazioni azteche e maya. Chiudono il buonissimo lavoro sulla musica i due brani sui titoli di coda, interpretati entrambi dalla cantante Rihanna.

Il cast svolge il proprio lavoro dignitosamente (spicca Angela Bassett) ma per quanto brava, Letitia Wright non riesce a essere il perfetto rimpiazzo di Boseman, grossomodo quanto Shuri non riesce totalmente a esserlo di T’Challa. Per questo il film è più corale di quel che si potrebbe immaginare e la cosa ha un il suo peso. Per gli appassionati delle sorprese non mancano un paio di ritorni di noti personaggi Marvel.

Black Panther: Wakanda Forever è a conti fatti un’operazione riuscita nonostante i difetti non troppi imputabili a chi, davanti e dietro la macchina da presa, ha davvero cercato di dare il meglio con lo scopo in particolare di onorare la memoria di un giovane e talentoso attore.

Curiosità

tenoh huerta

Alla realizzazione degli effetti speciali hanno preso parte 6 diverse divisioni, tra cui la Industrial Light & Magic.

 

Photo courtesy of Marvel Studios © 2022 MARVEL

Massimo Vozza

Massimo Vozza

Romano di Roma, nato nel 1992, laureato al DAMS e aspirante sceneggiatore, sono cresciuto a pasta, film, libri e musica sin dall’infanzia. Non posso fare a meno di scrivere sul cinema e per il cinema almeno dalla fine della pubertà, anche se è soltanto da quattro anni che mi è stata data la possibilità di venire anche pubblicato e letto.
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