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Crimes of the future

crimes of the future manifestoDove vederlo: al cinema

Titolo originale: Crimes of the future

Regia e sceneggiatura: David Cronenberg

Cast: Viggo Mortensen, Léa Seydoux, Kristen Stewart, Scott Speedman

Musiche: Howard Shore

Produzione: USA 2022

Genere: Fantascienza

Durata: 147 minuti

lucky Red logo   Trailer

 

viggo mortensen in crimes of the future  lea seydoux  cast crimes of the future

 

Regia: stellastellastellastella

Interpretazione: stellastellastellastella

Sceneggiatura: stellastellastella

Musica: stellastellastella

Giudizio: stellastellastella

 

Trama

Quando la specie umana si adatta a un ambiente sintetico, il corpo subisce nuove trasformazioni e mutazioni. Con la sua compagna Caprice (Léa Seydoux), il famoso artista e performer Saul Tenser (Viggo Mortensen) mostra pubblicamente la metamorfosi dei suoi organi in spettacoli d’avanguardia.

Timlin (Kristen Stewart), investigatore del National Organ Registry, segue ossessivamente i loro movimenti, quando viene rivelato un gruppo misterioso la cui missione consiste nell’usare la notorietà di Saul per far luce sulla prossima fase dell’evoluzione umana.

Recensione

David Cronenberg ripercorre a ritroso la sua filmografia, tornando quindi in un certo senso alle origini, e realizza con quest’ultima opera (il cui titolo, non a caso, è omonimo di un altro suo progetto del 1970) un sorta di summa e sintesi del proprio cinema, attraverso però uno sguardo diverso, quasi inedito, così da poter mettere a fuoco tempi altrettanto diversi. Questo, va detto, purtroppo è andato inevitabilmente a scapito di qualcosa di caratteristico del passato: lo sconvolgere, il portare l’orrido in scena.

Ciò è accaduto anche perché nel cinema contemporaneo non è così facile farlo e infatti le strade che si arrivano a percorrere di solito sono due quando ci si accosta al body horror: la prima vede i cineasti pronti a scioccare a ogni costo, al punto da spingersi talmente tanto oltre che finiscono con il far apparire ridicole le loro opere, suscitando in alcuni spettatori l’effetto opposto di quello desiderato; la seconda mostra i cineasti rinunciare massicciamente all’horror, lasciando quindi solo il body.

Cronenberg, intrapresa la seconda, ha poi deciso di rendere quel solo corpo rimasto il più possibile una forma d’arte, in un mix tra evoluzione biologica, chirurgia e sesso. E c’è pure riuscito restando quasi sempre dentro le righe (qualche sbavatura c’è, ovviamente, ma non ci si poteva aspettare diversamente). Questo certo può deludere, soprattutto i fan di un autore così provocatorio, ma gli elementi per un buon film comunque non mancano.

Tra questi, oltre a un comparto tecnico degno di nota, effetti visivi e trucco in particolare, c’è anche l’ottimo cast: la chimica tra Viggo Mortensen (alla quarta collaborazione con il cineasta), Léa Seydoux (nella sua migliore interpretazione da La vita di Adele) e la recente candidata all’Oscar Kristen Stewart è palpabile dall’inizio alla fine, così come quella con il resto dei comprimari.

Meno giustificabile l’aver trattato in maniera troppo esplicita quello che sarebbe stato meglio confinare a sottotesto del film, finendo con lo spiegare troppo la metafora portata avanti dalla realtà distopica raccontata. Anche qui è principalmente una questione di gusto e forse qualcuno apprezzerà questa estrema chiarezza d’intenti che innegabilmente inquadra l’oggi attraverso un fantascientifico domani in modo magari non innovativo ma sicuramente centrato.

Curiosità

david cronenberg e viggo mortensen

Cronenberg aveva già scritto la sceneggiatura nel 1999, aspettando il momento giusto per realizzare il film.

 

 

Immagini: © LUCKY RED S.r.l.

Massimo Vozza

Massimo Vozza

Romano di Roma, nato nel 1992, laureato al DAMS e aspirante sceneggiatore, sono cresciuto a pasta, film, libri e musica sin dall’infanzia. Non posso fare a meno di scrivere sul cinema e per il cinema almeno dalla fine della pubertà, anche se è soltanto da quattro anni che mi è stata data la possibilità di venire anche pubblicato e letto.
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