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La scuola cattolica

la scuola cattolica locandinaDove vederlo: Netflix

Titolo originale: La scuola cattolica

Regia: Stefano Mordini

Sceneggiatura: Stefano Mordini, Luca Infascelli, Massimo Gaudioso

Cast: Emanuele Di Stefano, Benedetta Porcaroli, Riccardo Scamarcio, Fabrizio Gifuni

Musiche: Andrea Guerra

Produzione: Italia 2021

Genere: Drammatico

Durata: 106 minuti

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Regia: stellastellastella

Interpretazione: stellastellastella

Sceneggiatura: stellastellastella

Musica: stellastella

Giudizio: stellastellastella

 

Trama

A Roma l’Istituto San Luigi è una scuola cattolica del quartiere Parioli frequentata da ragazzi appartenenti all’alta borghesia della Capitale. Ognuno ha una storia familiare complicata, come lo sono l’età post-adolescenziale e le difficoltà nell’approcciarsi all’universo femminile.

La volontà di spingersi oltre, di ammazzare la noia e compiere qualcosa di trasgressivo porterà alcuni di loro a rapire, seviziare e violentare le giovani Rosaria Lopez e Donatella Colasanti (Benedetta Porcaroli) fino all’omicidio della prima che sarà conosciuto come il “massacro del Circeo”.

Recensione

Adattamento del quarto romanzo scritto da Edoardo Albinati, La scuola cattolica di Stefano Mordini (su sceneggiatura del regista, di Luca Infascelli e Massimo Gaudioso) ne riprende la lucidissima visione facendo in modo che sia lo stesso Albinati a testimoniare la tragica evoluzione del dramma alla base del feroce delitto del Circeo, evento di cronaca mai dimenticato e che ha rappresentato una scossa a lungo termine al sistema giudiziario italiano.

Nel 1975, infatti, lo stupro era considerato un reato contro la morale pubblica, ma si iniziò a riflettere sull’ipotesi di convertirlo in reato contro la persona, conversione attuata nel 1996, quindi oltre 20 anni dopo. L’assassinio nel film rappresenta soltanto l’apice di un avvicendarsi di situazioni permeanti il vissuto di ciascun aguzzino in rapporto alla famiglia, al backround, allo sfondo romano dell’epoca.

Annullando ogni riferimento alla politica, alla cronaca e all’emulazione di criminali del passato (tutte componenti che invece fecero la differenza nella meditazione del massacro, dall’ammirazione per il Clan dei marsigliesi alla militanza nei movimenti neofascisti), Mordini opera una scrematura tale da imputare soltanto il disagio giovanile concatenato al carattere radicale di personaggi inquieti e inquietanti come Angelo Izzo, Gianni Guido e Andrea Ghira.

La morale cattolica, allora, diviene nel contesto un inutile tentativo di inquadrare, indottrinare e incanalare gli studenti, specie se la classe dirigente scolastica – propensa a piccoli altarini e a commissione di peccato (uno degli insegnanti va a prostitute) – non fornisce esempi di impeccabile integrità contribuendo al contrario al progressivo annichilimento degli animi.

In questo senso ha pienamente ragione di esistere la lezione del professor Golgota (Fabrizio Gifuni) che, davanti alla tela di Gesù Cristo e i Flagellanti arriva a equiparare vittima e carnefice suscitando interrogativi negli adolescenti interlocutori, e di rimando nei fruitori della pellicola di Mordini, dichiarata dala Commissione di maggioranza vietata ai minori di 18 anni, divieto ridimensionato dal Tar del Lazio ai minori di 14 anni.

La scuola cattolica è dunque un’interpretazione forte, spietata ma anche molto diplomatica delle cause che hanno condotto i giovani a perpetrare quell’inaudita violenza su Rosaria Lopez e Donatella Colasanti, lei che ha il volto e l’espressività incredibilmente somigliante di Benedetta Porcaroli.

Il cast amalgama attori ancora acerbi ma di interessanti prospettive e vecchie conoscenze del nostro cinema, Fabrizio Gifuni, Riccardo Scamarcio (presenza quasi fissa nella filmografia di Mordini, vedansi Pericle il nero, Il testimone invisibile e Gli infedeli) Jasmine Trinca, Valeria Golino e Valentina Cervi, più volani per la visione in sala che necessari.

Non tutto viene esplicato e contestualizzato nei 106 minuti raccontati, ma la sintesi costituisce indubbiamente un passo importante nel voler togliere – seppur con freno a mano tirato a più riprese – un po’ di polvere da sotto il tappeto, accumulata in anni di casi insoluti o dinamiche mai svelate fino in fondo.

Curiosità

benedetta porcaroli

Nel film vi sono due elementi che identificano l’anno 1975, ovvero la canzone di Mogol La collina dei ciliegi cantata da Lucio Battisti e il manifesto fuori dal cinema del thriller Profondo Rosso diretto da Dario Argento.

Samuele Pasquino

Laureato in Lettere Moderne e giornalista pubblicista freelance, sono il creatore e direttore responsabile di Recencinema.it, appassionato della Settima Arte e scrittore eclettico.
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