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Te l’avevo detto

te l'avevo detto locandinaDove vederlo: Al cinema

Titolo originale: Te l’avevo detto

Regia: Ginevra Elkann

Sceneggiatura: Ginevra Elkann, Chiara Barzini, Ilaria Bernardini

Cast: Valeria Bruni Tedeschi, Alba Rohrwacher, Valeria Golino, Danny Huston

Musiche: Riccardo Sinigallia

Produzione: Italia 2023

Genere: Drammatico

Durata: 100 minuti

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riccardo scamarcio e alba rohrwacher  valeria bruni tedeschi e danny huston in te l'avevo detto  valeria bruni tedeschi e valeria golino

Regia: stellastellastella

Interpretazione: stellastellastella

Sceneggiatura: stellastellastella

Musica: stellastella

Giudizio: stellastellastella

 

Trama

Nonostante sia gennaio, a Roma un’ondata di caldo anomalo fa boccheggiare la popolazione. Ognuno affronta la calura a modo suo. La fragile vedova Gianna (Valeria Bruni Tedeschi) sperimenta il sesso occasionale assillando con le proprie frustrazioni la figlia Mila (Sofia Panizzi), bulimica badante dell’anziana Maria Antonietta (Marisa Bonini). Altrove il prete Bill (Danny Huston) deve recarsi insieme alla sorella americana Frances (Greta Scacchi) in un cimitero acattolico per spargervi le ceneri della madre defunta nonostante sia in forte disaccordo con quest’ultima volontà.

Intanto Caterina (Alba Rohrwacher) cerca di ristabilire il rapporto con il figlio Max (Andrea Rossi) e il marito Riccardo (Riccardo Scamarcio), compromesso dai suoi precedenti da alcolizzata. Infine c’è Pupa (Valeria Golino), ex pornostar che vive di gloria passata e alle prese con la preparazione di uno spettacolo per adulti.

Recensione

Mentre era alle prese con la distribuzione del suo lungometraggio d’esordio Magari, Ginevra Elkann si stava già dedicando alla scrittura di questa pellicola molto particolare. Te l’avevo detto è dunque un’opera figlia del disagio, delle ansie e delle paure generate dall’annus horribilis 2020, quello del Covid-19 e delle sue tante vittime.

La tragedia straordinaria della pandemia, ancora adesso uno spettro psicologico che ha i contorni di un irriducibile spauracchio (e chi lo nega mente a se stesso), diventa per la regista un punto di partenza per mettere in scena un ulteriore grave problema, il cambiamento climatico causa degli stravolgimenti terrestri, delle mobilitazioni di massa a tema ambiente e lo sblocco di molteplici provvedimenti a favore di un troppo tardivo processo di disinnesco.

Nel caso del dramma elkanniano (celato dalla maschera della commedia), i personaggi devono affrontare calore estremo e umidità al 60% in una Roma rovente, rarefatta, annebbiata dall’afa e ancorata a un plumbeo immobilismo. I protagonisti si muovono nelle viscere della Città Eterna quasi fossero fantasmi assillati dai rispettivi ricordi, tutt’altro che belli e gratificanti.

Traumi che provano a esorcizzare ricorrendo a metodi ben poco ortodossi, e cioé facendo sesso, scappando, abbuffandosi di cibo, ritoccandosi e finanche tentando un suicidio che potrebbe rivelarsi la soluzione finale dall’empasse esistenziale. Tutti, sudici, stanchi e disidratati, vivono nell’assuefazione ai loro stili di vita, in un’atmosfera resa dalla fotografia di Vladan Radovic che vuole esprimere secchezza, vapore, toni gialli e minacciosi, rimandanti al ritratto apocalittico del vuoto.

In quel vuoto ansimano i peccatori, in contrasto con la solennità e universalità della Capitale: Gianna, Mila, Bill, Pupa, Riccardo, Caterina, Max e Frances viaggiano nel labirinto dello stato d’animo che li domina, un labirinto fatto di luoghi oscuri, meandri di dolore ma anche nicchie di speranza e amore. Ma vedono sempre e solo se stessi senza una visione d’insieme che possa illuminarli, affrancarli dalla schiavitù del mal de vivre, a dirla come Valeria Bruni Tedeschi col suo fascinoso accento francese.

Nel cast figura anche sua madre Marisa Bonini, nel ruolo di Maria Antonietta. Danny Huston recita in italiano e, considerando il suono in presa diretta, lo fa molto bene. Per inciso, l’attore è nato a Roma e cresciuto nel Belpaese. Valeria Golino imparruccata bionda offre una versione di sé assolutamente inedita, divertente ma anche profondamente drammatica. Il suo character incarna perfettamente l’umorismo pirandelliano incardinato su una duplice prospettiva, fra compassione umana e derisione del destino.

Curiosità

valeria bruni tedeschi

Il film si apre con una scena di sesso in cui è protagonista Valeria Bruni Tedeschi, ma la sequenza non è affatto piaciuta al suo compagno Sofiane Bennacer il quale, visibilmente contrariato, ha abbandonato la sala durante la proiezione.

Photo credits: © Francesca Fago

Immagini: © Fandango

Samuele Pasquino

Classe 1981, mi sono laureato in Lettere presso l'Università degli Studi di Torino. Giornalista dal 2012, ho studiato storia del cinema specializzandomi nell'analisi di pellicole di tutti i generi dalla nascita della Settima Arte a oggi. Tenendo ben presente il concetto di lettura non come intrattenimento bensì come formazione, mi occupo da anni anche di turismo e realizzo reportage di viaggio. Estremamente sensibile alla tematica enogastronomica, tratto la materia con un'attenzione specifica verso la filiera di qualità fra tradizione e innovazione. Per me il giornalismo non è solo una professione, è una missione!
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