- Al cinema e sul divano

The Forgiven

the forgiven locandinaDove vederlo: Amazon Prime Video

Titolo originale: The Forgiven

Regia e sceneggiatura: John Michael McDonagh

Cast: Ralph Fiennes, Jessica Chastain, Matt Smith, Ismael Kanater

Musiche: Lorne Balfe

Produzione: Regno Unito, USA, Canada, 2021

Genere: Drammatico

Durata: 117 minuti

Trailer

ralph fiennes e jessica chastain  the forgiven film  the forgiven party

Regia: stellastellastella

Interpretazione: stellastellastella

Sceneggiatura: stellastellastellastella

Musica: stellastella

Giudizio: stellastellastella

 

Trama

Nonostante l’abuso di alcol, l’inglese David Henninger (Ralph Fiennes) si mette alla guida per raggiungere insieme alla moglie Jo (Jessica Chastain) la fastosa residenza di due facoltosi amici, sede di un grande party nel bel mezzo del deserto dell’Alto Atlante in Marocco.

Lungo la strada polverosa, complice la notte e l’eccessiva velocità, la coppia investe accidentalmente un ragazzo. I coniugi arrivano a destinazione ignorando il fatto, archiviato anche dalla polizia locale, ma il vecchio padre della vittima reclama giustizia obbligando David a prendersi le proprie responsabilità.

Recensione

Resta indubbio e incontrovertibile il tema del profondo divario fra la cultura araba e quella occidentale, la differenza incolmabile fra le consuetudini sociali, il credo, i costumi e la filosofia. E quanto mai in The Forgiven tale distanza permane netta e contrastante.

Tuttavia, il film diretto da John Michael McDonagh tocca marginalmente la riconosciuta divisione fra nazioni, orientandosi verso il tema principale al centro del romanzo Nella polvere di Lawrence Osborne, adattato per il grande schermo senza pavidi indugi e con schiettezza ammirevole.

È un caso di coscienza che la scrittura di McDonagh configura come rigurgito crescente nell’ambito di una parentesi di festa il cui vuoto intellettuale, oltre che umano, origina solo sconforto e sfiducia nei confronti del “moderno” homo sapiens. La lussuosa dimora in stile morenico della coppia formata dai lascivi Richard e Dally – omosessuali snob affezionati al materialismo contemporaneo – è il bazar di piacere che si circonda di sterminato deserto, emarginando ogni sorta di criticità e povertà al di fuori delle sue mura.

In realtà il vero, vacuo deserto sta proprio là dentro, in mezzo allo spudorato campionario di viziati ricconi invitati al party. Strisce di coca, chiacchiere superflue, considerazioni impudenti e pettegolezzi animano il circo di empietà umane, un calderone di ipocrisia, dissolutezza e accenni di lussuria intorno alla piscina del peccato.

Gli eleganti rappresentanti del Nuovo Mondo non provano vergogna, semplicemente se ne fregano: bevono, ballano, urlano e si lasciano andare mentre fuori si consuma il dramma della morte, della perdita di un figlio, dell’ennesimo “dimenticato” il cui nome non interessa a nessuno. Così, il processo al colpevole avviene in un tribunale all’aperto, sotto un cielo notturno che resta muto, conservando il silenzio rotto dalle donne in lutto, dalle grida composte di un genitore ferito nell’animo e nell’orgoglio oltre che nel cuore.

Il confronto fra David e l’anziano Abdullah rimane confinato nell’intimità degli sguardi e delle poche parole scambiate dai due uomini. Ma può il forgiven trovare pace e ottenere il meritato rispetto? È la domanda cui la pellicola di McDonagh prova a dare una risposta, ricorrendo a un epilogo capace di ottenere sia consensi che delusioni relazionandosi al concetto di giusto o sbagliato.

Interpretazione canonica e convincente di Ralph Fiennes, più seducente e ammiccante quella di Jessica Chastain. Poche esclamazioni e tanta espressività per definire la bravura di Ismael Kanater, nel ruolo di Abdellah Taheri.

CINEFOCUS

Il deserto, teatro e fabbrica di visioni per il cinema

Curiosità

matt smith

Matt Smith è stato il dr. Who in alcune stagioni della serie dedicata al geniale viaggiatore del tempo.

Samuele Pasquino

Classe 1981, mi sono laureato in Lettere presso l'Università degli Studi di Torino. Giornalista dal 2012, ho studiato storia del cinema specializzandomi nell'analisi di pellicole di tutti i generi dalla nascita della Settima Arte a oggi. Tenendo ben presente il concetto di lettura non come intrattenimento bensì come formazione, mi occupo da anni anche di turismo e realizzo reportage di viaggio. Estremamente sensibile alla tematica enogastronomica, tratto la materia con un'attenzione specifica verso la filiera di qualità fra tradizione e innovazione. Per me il giornalismo non è solo una professione, è una missione!
Leggi tutti gli articoli di Samuele Pasquino

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *