- C'era una volta in Italia

A ciascuno il suo

a ciascuno il suo locandinaTitolo originale: A ciascuno il suo

Regia: Elio Petri

Sceneggiatura: Elio Petri, Ugo Pirro

Cast: Gian Maria Volontè, Irene Papas, Gabriele Ferzetti

Musiche: Luis Bacalov

Produzione: Italia 1967

Genere: Drammatico

Durata: 93 minuti

Trailer

a ciascuno il suo scena iniziale  la vedova luisa  gian maria volontè e irene papas

 

palma d'oro cannes   Miglior sceneggiatura al Festival di Cannes

 

Regia: stellastellastella

Interpretazione: stellastellastella

Sceneggiatura: stellastellastella

Musica: stellastellastella

Giudizio: stellastellastella

 

Trama

In un piccolo paese della provincia di Palermo, un farmacista sciupafemmine viene ucciso insieme all’amico Antonio Roscio. Le indagini vertono sul delitto d’onore a sfondo passionale, conseguenza delle lettere minatorie che il dongiovanni aveva ricevuto nelle settimane precedenti l’assassinio.

Qualcosa tuttavia non quadra secondo Paolo Laurana (Gian Maria Volontè), professore introverso e un po’ asociale che conosceva entrambe le vittime. L’uomo inizia a scavare per proprio conto, imbattendosi nell’ambiguo avvocato Rosello (Gabriele Ferzetti) e in sua cugina Luisa (Irene Papas), moglie di Antonio e donna bellissima desiderata ardentemente da Paolo.

Recensione

A ciascuno il suo è un film che sblocca alcuni arcaici meccanismi del vecchio cinema italiano, proiettandolo in un nuovo universo fatto di trame controverse, intrecci narrativi connaturati strettamente alla realtà e legami fra intellettualismo e politica.

Leonardo Sciascia è il radiografo letterario perfetto dell’amata Sicilia, terra arretrata (all’epoca del suo romanzo), piena di misteri, immersa sotto una coltre di omertà rinvigorita dall’atteggiamento del popolino affacciato alla finestra, insomma un osservatorio di complotti e corruzioni sulla rampa di lancio del malaffare mafioso.

Il suo libro trova l’interesse di Elio Petri, che ne architetta e mette in scena una trasposizione di stampo sardonico, a metà fra la commedia nera e il giallo d’autore. Fedele alla fonte, l’opera inaugura il sodalizio instauratosi fra Petri, Ugo Pirro e Gian Maria Volontè. I tre, infatti, saranno il motore di aspre pellicole di denuncia come Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto (1970), La classe operaia va in paradiso (1971) e Todo modo (1976), quest’ultimo ancora fomentato dalla penna audace quanto sensibile di Sciascia.

Tornando ad A ciascuno il suo, ecco affiorare come detto tutta la sicilianità dell’estremo meridione italico, l’isola più frastagliata dal punto di vista sociale, contenitore di rapporti sottesi e indefiniti. Lo scrittore descrive questo mondo dai dialoghi rarefatti, dalle passioni accaldate e dalle voci inqualificate, piccoli sussulti e pettegolezzi saltellanti in un campionario di intellettuali disillusi, vedove (in)consolabili e avvocati collusi.

Gian Maria Volonté interpreta il suo Paolo Laurana affrancandosi per una volta dal ruolo di mattatore, mantenendo così un’aderenza specifica al character letterario, uomo istruito ma dimesso, sessualmente frustrato e fatalmente ingenuo, relegato ai margini della vita sociale.

Intorno a lui, tutto si muove troppo velocemente rispetto alla sua reale capacità di catturare i momenti, analizzarli e risolverli, una capacità ottenebrata dalla non celata lussuria provata per l’addolorata Luisa, un oggetto del desiderio irrimediabilmente distante e schivo.

Le tinte gialle del film sbiadiscono quasi subito a favore dell’indagine dei ruoli, e a quel punto non importa aggiudicare una colpevolezza, quanto attribuire un secondo significato alla vicenda scatenante, l’omicidio. Vincitore di quattro Nastri d’argento, A ciascuno il suo trionfa anche a Cannes per la migliore sceneggiatura.

Curiosità

scena scabrosa con irene papas e gian maria volontè

Il manifesto ha creato all’epoca problemi all’uscita nelle sale del film, a causa dell’immagine ritenuta scabrosa.

Samuele Pasquino

Samuele Pasquino

Laureato in Lettere Moderne e giornalista pubblicista freelance, sono il creatore e direttore responsabile di Recencinema.it, appassionato della Settima Arte e scrittore eclettico.
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