- C'era una volta in Italia

Caro papà

caro papà locandinaTitolo originale: Caro papà

Regia: Dino Risi

Sceneggiatura: Bernardino Zapponi, Dino Risi, Marco Risi

Cast: Vittorio Gassman, Stefano Madia, Aurore Clément

Musiche: Manuel De Sica

Produzione: Italia 1979

Genere: Drammatico

Durata: 106 minuti

Trailer

 

caro papà  padre e figlio caro papà  albino legge il diario

 

Regia: stellastellastella

Interpretazione: stellastellastellastella

Sceneggiatura: stellastellastellastella

Musica: stellastellastella

Giudizio: stellastellastellastella

 

Trama

L’ing. Albino Millozza (Vittorio Gassman) è abilissimo nel condurre affari col solo scopo di arricchirsi, incurante della precaria condizione famigliare. Nonostante la moglie depressa, una figlia drogata e un primogenito scontento, l’imprenditore sembra pensare unicamente a soldi, belle donne e viaggi di lavoro.

Quando scopre per caso il diario del figlio Marco (Stefano Madia), nel quale si accenna alla prossima esecuzione di un personaggio influente indicato con la lettera P, Albino inizia a sospettare qualcosa di terribile.

Recensione

L’obiettivo di una pellicola così schietta e amara non tocca né moralità né tantomeno sentimenti paternalistici, bensì punta al ritratto cruciale e spietato di una società ansiosa di cambiamenti ma intrappolata, negli anni ’70, in una mentalità capitalistica promossa da faccendieri senza scrupoli.

Il protagonista tanto ben definito da Risi rappresenta in tutto e per tutto questa prospettiva tesa alla ricchezza e all’influenza politica, pronta a sacrificare e superare gli affetti di cui abbisognerebbe il singolo individuo. Albino e i personaggi facenti parte del suo ambiente presentano, sebbene sotto diverse vesti, i medesimi tratti e sono uniti da una linea che disciplina rigorosamente la logica speculatrice in vigore in quel determinato periodo.

L’ingegnere è investito piacevolmente da un successo riconosciuto e indiscusso, che nasconde tra le piaghe inevitabili un sottobosco marcio, formato dagli elementi diretti e indiretti del nucleo familiare. La moglie, l’amante e il socio risultano caratteri atrofizzati dai soldi. Il figlio Marco, per contro, rifugge dall’agiatezza e, onde evitare di soccombere per il lusso stucchevole, ripone le speranze in un gruppo di anacronistici sessantottini rivoltosi e subdoli, in piena antitesi con la convenzionalità dei tempi che dettano legge.

Albino, nella sua inconsapevole ignoranza affettiva e nella superficialità interiore, cade in un vortice contraddistinto dal dubbio incalzante e dal pentimento inconscio, che ne fanno una persona vulnerabile ma pronta a rivalutare la propria situazione. Il fatto che nessuno, veramente, riveli una spiccata propensione ad amarlo crea in lui un silente conflitto che emerge soltanto alla fine, confinandolo nel limbo delle vittime colme di interrogativi e rimorsi.

Forse, in fondo, la morale c’è ed è espressa con convinzione esemplare. Risi, comunque, smuove le acque e agita la melma ormai alle porte di un nuovo decennio, proponendo un problema serio e da risolvere, la difficoltà delle diverse generazioni ad aprirsi al sincero dialogo.

Curiosità

vittorio gassman caro papà

Grazie alla sua grande interpretazione, Vittorio Gassman vince il David di Donatello come miglior attore protagonista.

Samuele Pasquino

Samuele Pasquino

Laureato in Lettere Moderne e giornalista pubblicista freelance, sono il creatore e direttore responsabile di Recencinema.it, appassionato della Settima Arte e scrittore eclettico.
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