- C'era una volta in Italia

I bambini ci guardano

i bambini ci guardano locandinaTitolo originale: I bambini ci guardano

Regia: Vittorio De Sica

Sceneggiatura: Vittorio De Sica, Cesare Giulio Viola, Margherita Maglione, Cesare Zavattini, Adolfo Franci, Gherardo Gherardi

Cast: Luciano De Ambrosis, Emilio Cigoli, Isa Pola

Musiche: Renzo Rossellini

Produzione: Italia 1943

Genere: Drammatico

Durata: 84 minuti

 

padre e figlio  scena i bambini ci guardano  finale i bambini ci guardano

 

Regia: stellastellastella

Interpretazione: stellastellastella

Sceneggiatura: stellastellastella

Musica: stellastellastella

Giudizio: stellastellastella

 

 

Trama

Innocenza e serenità del piccolo Pricò (Luciano De Ambrosis) si incrinano quando la madre Nina (Isa Pola) fugge improvvisamente dall’amante lasciando il padre Andrea (Emilio Cigoli). Il bambino, afflitto, spera nel ritorno della donna, la quale ci ripensa, si riunisce alla famiglia salvo abbandonarla un’altra volta.

Andrea non regge e si suicida, non prima però di aver affidato Pricò a un collegio di preti.

Recensione

I bambini ci guardano è un film nel quale appare ancora disgiunto il De Sica regista dal De Sica sceneggiatore, ma è pur vero che ci si trova ad analizzare soltanto la sesta pellicola diretta da un cineasta assurto a padre fondatore – insieme a Roberto Rossellini e Luchino Visconti – del Neorealismo Italiano, fautore dell’epoca d’oro della celluloide tricolore.

L’opera soffre di indecisioni, imperfezioni e interpretazioni a tratti visibilmente contratte, asettiche, ovattate peraltro da una fotografia in bianco e nero mai pulita, torbida e sgranata. L’incipiente filosofia di mastro Vittorio esprime una volontà ancora spuria di definire un preciso specchio dei tempi composto dai fotogrammi del dramma di casa nostra.

Ma è appunto un’incipienza che si traduce in coraggiosa sperimentazione di temi, carica della consapevolezza di poter ogni modo comunicare con proba schiettezza un messaggio rivolto alla coesione famigliare e alla necessità di preservare i figli nel vivo della loro delicata educazione.

La pellicola trasuda onestà nella descrizione di uno scisma genitoriale la cui tragicità investe con subdola crudeltà e infima gradualità il piccolo Pricò, vittima dell’incuria di una madre non affetta da pentimento bensì da un’esistenza irrisolta, tanto insoddisfacente quanto acquiescente alla rovinosa tentazione.

Zavattini indaga con personale ritrattismo il romanzo Pricò di Cesare Giulio Viola incanalando la storia cinematografica là dove deve andare senza binari alternativi, scorciatoie o scappatoie. È innanzitutto in questo che risiede la sincerità de I bambini ci guardano, un monito significativo che invita molto caldamente a non trascurare il viatico naturale dell’innocenza perchè i giovanissimi occhi appunto osservano tutto ciò che avviene intorno a loro, assorbendo sogni, aspettative, maturando delusioni e violando immaginari ormai distanti dall’idillio dell’inesistente perfezione.

De Sica continua a lavorare sui primissimi piani, sui contesti, sull’emotività e su tutti quei brillanti strumenti che adopererà con certosino genio per dare corpo alla prima delle sue eccellenti creature, Sciuscià, in cui sarà l’adolescenza costretta nella correttiva prigionia di un istituto detentivo per minori il primo fulcro argomentativo della grande visione neorealista.

Curiosità

luciano de ambrosis

Luciano De Ambrosis, all’epoca figlio di un operaio Fiat e scelto per il ruolo del piccolo protagonista, divenne in età adulta un apprezzato doppiatore. La Scalera film lo selezionò per la parte di Pricò dopo aver indetto un concorso.

Samuele Pasquino

Samuele Pasquino

Laureato in Lettere Moderne e giornalista pubblicista freelance, sono il creatore e direttore responsabile di Recencinema.it, appassionato della Settima Arte e scrittore eclettico.
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