- C'era una volta in Italia

Il posto

il posto locandinaTitolo originale: Il posto

Regia: Ermanno Olmi

Sceneggiatura: Ermanno Olmi, Ettore Lombardo

Cast: Sandro Panseri, Loredana Detto, Tullio Kezich, Guido Spadea

Musiche: Pier Emilio Bassi

Produzione: Italia 1961

Genere: Drammatico

Durata: 93 minuti

titanus logo   Trailer

 

domenico cantoni ne il posto  sandro panseri e loredana detto in il posto  il posto scena

 

leone d'oro venezialeone d'oro venezialeone d'oro venezia   Premio Città di Imola, Premio OCIC, Premio Pasinetti

 

Regia: stellastellastellastella

Interpretazione: stellastellastellastella

Sceneggiatura: stellastellastellastellastella

Musica: stella

Giudizio: stellastellastellastellastella

 

Trama

Anni ’60. Domenico Cantoni (Sandro Panseri) risiede con la famiglia in una fatiscente palazzina a Meda, nella provincia lombarda. Al giovane si presenta l’occasione di concorrere per un impiego in una grande azienda di Milano, e in questo modo soddisfare le aspettative dei genitori che lo vorrebbero con un posto fisso.

Domenico partecipa alla selezione insieme alla bella Antonietta (Loredana Detto), con la quale instaura un rapporto di fine e timida complicità. Ironia della sorte, sarà proprio il lavoro ad allontanarli l’uno dall’altra: lei s’insedia nella sede centrale come dattilografa, lui in quella distaccata come fattorino in attesa di una scrivania.

Recensione

La seconda regia cinematografica di Ermanno Olmi consegna agli annali un capolavoro di semplicità increspata dalla crudezza del vivere, in un’alternanza di tenera illusione e innocente diffidenza. Dopo Il tempo si è fermato, il cineasta bergamasco replica l’analisi dell’incontro-scontro fra il giovane e il mondo del lavoro, ma questa volta esercitando anche una fortissima contrapposizione tra i quieti clichés della provincia e i topoi urbani della città.

«Per la gente che vive nelle cittadine e nei paesi della Lombardia, intorno alla grande città, Milano significa soprattutto il posto di lavoro.»

In pieno boom economico, la cinepresa tesse in palese controtendenza una storia il cui minimalismo mima i codici rappresentativi del neorealismo anziché le nuove correnti di Fellini, Germi e Pasolini, proiettati verso un cinema in evoluzione eppur sempre stilisticamente classico.

L’essenzialità dell’inquadratura – popolata da attori non professionisti che si ispirano ai cast poveri ma efficaci di De Sica – riempie la narrazione con i suoi sentimenti silenziosi, l’intimismo del provinciale messo sotto pressione dalle aspettative della famiglia e la scoperta romantica dell’altro sesso in una dimensione pseudo-platonica.

Il posto è soprattutto l’avventura umana di Domenico, un protagonista integro, di poche parole, che riassume quella commistione di smarrimento e stupore tipica di un’intera generazione alle porte del benessere, ma indugiante sulla soglia per paura di rovinare sogni e speranze. Sandro Panseri ci cattura con gli sguardi un po’ persi, la sua osservazione intelligente degli spazi e dei comportamenti, il rispetto per il prossimo e la generosità spasmodica spinta da genuina disponibilità.

Valori, questi, inconciliabili purtroppo con la variegata arena di maturi colleghi interessati a conservare uno status quo grigio, effimero e parecchio angosciante, a scapito di tutto e tutti. Domenico appare sempre come un pesce fuor d’acqua, esattamente come l’esemplare vinto alla giostra, fatto nuotare nel lavello del bagno aziendale prima di essere regalato a un nostalgico pover’uomo.

Riti, vizi, consuetudini e vuoti privati del gregge impiegatizio occupano il vero centro del film di Olmi, che elegge un intrigante osservatore e la sua musa latitante, la graziosa Magalì interpretata da Loredana Detto. Ostilità, indifferenza, arrivismo: sono temi riconvertiti in collanti fra un quadro narrativo e l’altro entro l’anamnesi ellittica di una società lanciata verso progresso e ricchezza, ma con enormi strascichi e alcune gravose perdite di coscienza.

Una perla assoluta del cinema italiano, avvalorata dalla fotografia di Lamberto Caimi e la scenografia di Ettore Lombardi. Premio della Critica alla Mostra Internazionale d’Arte cinematografica di Venezia e selezionato tra i 100 film italiani da salvare.

Curiosità

loredana detto in il posto

Loredana Detto divenne poi la moglie di Ermanno Olmi.

Samuele Pasquino

Samuele Pasquino

Laureato in Lettere Moderne e giornalista pubblicista freelance, sono il creatore e direttore responsabile di Recencinema.it, appassionato della Settima Arte e scrittore eclettico.
Leggi tutti gli articoli di Samuele Pasquino

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *