- C'era una volta in Italia

Paisà

paisà locandinaTitolo originale: Paisà

Regia: Roberto Rossellini

Sceneggiatura: Sergio Amidei, Roberto Rossellini, Federico Fellini

Cast: William Tubbs, Harriet White, Carmela Sazio

Musiche: Renzo Rossellini

Produzione: Italia 1946

Genere: Drammatico

Durata: 120 minuti

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leone d'oro venezialeone d'oro venezia   Coppa ANICA e Menzione Speciale Premio Internazionale della Critica

 

Regia: stellastellastella

Interpretazione: stellastella

Sceneggiatura: stellastellastellastellastella

Musica: stellastella

Giudizio: stellastellastellastella

 

Trama

Sei episodi ambientati durante la Seconda Guerra Mondiale. Un manipolo di soldati americani in perlustrazione nell’hinterland siciliano prende come guida una ragazza di un paesino del palermitano, la quale muore nel tentativo di vendicare uno di loro, ucciso dai tedeschi.

A Napoli, un militare statunitense di colore si adira con un piccolo scugnizzo, reo di avergli rubato le scarpe, salvo scoprire che il ragazzino ha perso entrambi i genitori.

Un soldato americano ubriaco racconta a una donna romana l’incontro con una ragazza della Capitale, avvenuto sei mesi prima in occasione della Liberazione.

La giovane crocerossina Harriet si mette alla ricerca dell’amato Guido, divenuto partigiano leggendario.

Tre cappellani americani chiedono ospitalità in un convento, ma due di loro sono rispettivamente un ebreo e un protestante e la cosa non è vista di buon occhio dai frati locali.

Partigiani italiani e soldati americani combattono fianco a fianco sulle rive del Po, venendo infine sopraffatti dalle forze tedesche.

Recensione

Trilogia della guerra antifascista, secondo atto. Rossellini seguita a intonare il proprio personalissimo canto liberatorio con una pellicola fra le prime a fondere atmosfere documentaristiche e aneddotica bellica in un’unica testimonianza cinematografica tanto apprezzabile quanto esemplare.

Girato a nemmeno un anno di distanza dal capolavoro Roma città aperta, il Paisà del 1946 (che precede Germania anno zero) appare volutamente scevro di grandi nomi e ostinatamente anonimo a livello di regia, al fine di accentuare la “causalità” del girato.

Rossellini vuol essere in tal caso quasi un cineoperatore immerso nel dramma di chi si racconta e di chi scappa, mantenendo tuttavia le tecniche dell’inquadratura stabile e del carrello.

Il film si palesa molto austero, velatamente asfittico ma pervaso da un’aura tragica che, a braccetto con l’apparato dialogico, cinge la meravigliosa riflessione che si snoda attraverso sei episodi quali tappe di un viaggio attraverso l’Italia e raccordi di un discorso progressivamente più ampio e articolato, malinconico per non dire amaro.

La volontà di abbattere l’usuale prospettiva narrativa nostrana si traduce in una radicale virata di punto di vista, ch’è ora consegnato nelle mani dei liberatori, gli Alleati.

L’incontro anomalo e pregno di stupore misto a sostanziale (e ovvia) diffidenza di due culture – una potente e prestigiosa, l’altra povera e vessata – ha inizio con una distanza originatasi naturalmente fra due entità sconosciute (i primi capitoli recano sottotitoli che sono ben più di meri trafiletti tradotti), destinate però ad avvicinarsi, conciliarsi e confrontarsi (i sottotitoli svaniscono lasciando spazio alla sola lingua autoctona ramificata in più dialetti comunque comprensibili).

L’intento di Rossellini è chiaro fin dall’episodio pilota, il più suggestivo e dichiaratamente spurgo di particolari punti di contatto fra i due popoli, e matura con l’avvicendarsi di tutte le altre storie, raccontate con marcate sfumature dialettiche che, a loro volta, raccontano la realtà bellica e post-bellica vigente in un paese fisicamente e mentalmente distrutto, comunque in grado velocemente di rialzarsi.

Un’epopea frammentata che risale la penisola e, da sud a nord, mette a nudo le fragilità delle classi più povere, la ruralità di un territorio flagellato dalle bombe e impolverato dalle ceneri bruciate della vicenda storica.

Curiosità

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Federico Fellini ha collaborato con Rossellini anche nel ruolo di aiuto regista, girando alcune scene.

Samuele Pasquino

Samuele Pasquino

Laureato in Lettere Moderne e giornalista pubblicista freelance, sono il creatore e direttore responsabile di Recencinema.it, appassionato della Settima Arte e scrittore eclettico.
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