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Alla scoperta degli Speakeasy del Montana: in America il Proibizionismo fa tendenza

c'era una volta in America Esiste un intero filone cinematografico ricco di film che, direttamente o per vie traverse, hanno reso il Proibizionismo l’innesco di situazioni cruciali nell’ambito della trama, oppure lo sfondo della vicenda, il motivo principale delle azioni, o ancora il substrato storico da cui partire per raccontare.

Senza troppo zigzagare, individuiamo dei capolavori del cinema pienamente intopic come il primo Scarface di Howard Hawks (1932), l’esilarante commedia di Billy Wilder A qualcuno piace caldo (1959), Gangster Story di Arthur Penn (1967) e Il grande Gatsby diretto da Jack Clayton (1974).

Sacrilegio sarebbe lasciar fuori dal compendio C’era una volta in America dell’immenso Sergio Leone (1984) e Gli intoccabili di Brian De Palma (1987), citando i più “recenti” Era mio padre di Sam Mendes (2002) e Lawless di John Hillcoat (2012).

I locali speakeasy nel Montana

retata alcolici 1922Se fra il 1920 e il 1933 il Proibizionismo aveva fomentato negli Stati Uniti d’America reazioni, dure contestazioni e, soprattutto, un illecito coacervo di attività di contrabbando dal volume di affari di svariati milioni di dollari in mano alla malavita organizzata, oggi lo si ricorda quasi con nostalgia sebbene gli alcolici facciano oramai parte integrante delle nostre vite, costellando l’enogastronomia di tutto il mondo e dominando a corredo eventi e occasioni di svago.

Beh, a quasi un secolo di distanza dalla storica entrata in vigore del XVIII emendamento che chiuse al consumo di birra, vino e spiriti per 13 lunghi anni, in America assistiamo a un fenomeno quantomeno curioso, oseremmo dire “commemorativo”: il proliferare dei locali speakeasy (tradotto parlare facile, come richiedevano i baristi degli anni ’20 ai loro clienti per non insospettire le autorità chiamate a vigilare sulla condotta della popolazione).

Gli statunitensi hanno imparato nell’ultima decade a gustare birre artigianali di qualità, abitudine diffusa invece da molto più tempo in Europa. Stato capofila di questa tendenza nel Nuovo Continente è sicuramente il Montana.

Speakeasy Forty One Brewing Co.

speakeasy forty one co.Nella capitale del Southwest, Helena, ha aperto la Speakeasy Forty One Brewing Co., una fabbrica di birra alla quale si accede passando da un ingresso posto dietro una libreria, vecchio nascondiglio in auge durante il Proibizionismo. D’improvviso ci si ritrova catapultati negli anni ’20, complici gli arredi a tema e il mobilio d’epoca, tavoli a forma di botte in stile vintage, un bel camino e il caratteristico bancone al quale sedersi scambiando qualche chiacchiera col barista.

Lo stock di birre è molto fornito, potendo contare su 15 etichette alla spina e 4 varietà analcoliche insieme a bibite, Arnold Palmers e White Lightning Seltzer, infine un menù molto… proteico. E, udite udite, tra una bevuta e un’altra c’è anche la possibilità di guardare film in bianco e nero grazie alla presenza di un proiettore.

Il locale può ritenersi una costola del popolare Missouri River Brewing Co. allocato a East Helena: i proprietari, infatti, sono gli stessi e hanno rilevato il datato birrificio Snowhop rendendo il tutto più esteticamente moderno.

Stave & Hoop

stave & hoopA Missoula si trova un altro innovativo speakeasy, lo Stave & Hoop, che prende il nome dai due elementi di cui si compone la botte tradizionale, ovvero lo Stave (doga verticale in legno) e l’Hoop (l’anello metallico che tiene insieme le doghe). Aperto nell’estate 2021, ha tutti i segni inconfondibili del bar clandestino e s’incastona nell’edificio costruito nel 1896 dal Garden City Bottling & Liquor Co., il cui seminterrato fungeva da luogo per lo stoccaggio delle botti.

Il locale serve ottimi cocktail artigianali, vino, food di certa corposità e, naturalmente, birra a volontà. Vi lavorano inoltre bravi musicisti.

1908 Speakeasy

1908 speakeasyA Bigfork, sulle sponde del Lake Flathead, il ristorante Showthyme Act II nasconde sotto le sue fondamenta il nuovo 1908 Speakeasy, bar molto intimo e raccolto che punta sulla qualità del suo gin e su un ambiente ispirato completamente al Proibizionismo. Il tono riservato è accentuato da rustiche pareti di roccia e pavimenti in cemento, mobili arancioni e le classiche lampadine Edison.

Vi si organizzano serate jazz e spettacoli teatrali anche di notte. Prevista una registrazione online agli eventi ma in primis la presenza per confermare la prenotazione.

The Jawbone

the jawbone

The Jawbone – nome che rende onore alla storia della ferrovia cittadina – è di proprietà delle gemelle Cassie e Amber Coburn. Fucina di gustosi bocconi, è molto frequentato da singoli viaggiatori, di passaggio nel Montana rurale.

Lo speakeasy in questione ha sede a White Sulphur Springs, poco lontano da Helena. La bevanda più gettonata, lo Speakeasy, si compone di gin, creme de Violette, Cointreau, limone, sciroppo semplice e soda.

Rookwood Speakeasy

rookwood di butteNel Montana tutti conoscono il Rookwood Speakeasy di Butte, considerato all’epoca “uno dei più bei bar clandestini a ovest di Chicago”. Lungo quasi 8 metri, si sviluppa sotto i marciapiedi di Main Street e del mitico Rookwood Hotel risalente al 1912. I suoi trenta inquilini solevano in tempi non sospetti scendere nel bar sotterraneo per rifocillarsi dopo una dura giornata in fabbrica.

Pensare che l’ambiente venne scoperto casualmente durante un’operazione di pulizia, e così si scoprì l’ingresso segreto con tanto di specchio bidirezionale, gli archi Tudor decorativi, le colonne con i grifoni scolpiti, i rivestimenti in legno e le finiture in marmo. Il Rookwood Speakeasy è ubicato ora nel National Historic Landamark District, tappa fondamentale del tour guidato Old Butte Historical Adventures.

Adesso vi chiederete perché vi abbiamo parlato soltanto degli Speakeasy del Montana. Il motivo sta nel fatto che questo stato fu il primo ad abrogare nel 1926 l’applicazione del Proibizionismo, sancendo il futuro fallimento del cosiddetto “nobile esperimento”.

Samuele Pasquino

Samuele Pasquino

Laureato in Lettere Moderne e giornalista pubblicista freelance, sono il creatore e direttore responsabile di Recencinema.it, appassionato della Settima Arte e scrittore eclettico.
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