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Amélie Poulain

Amélie Poulain, una delicata, struggente “fatina moderna” della tradizione francese dei film d’autore, in questo caso Il favoloso mondo di Amélie (Le fabuleux destin d’Amélie, Jean Pierre Jeunet 2001). Eccola, nel pallore del suo viso coi suoi grandi occhi scuri, vivaci e i capelli corti, un po’ vintage, dell’attrice Audrey Tautou. Eccola, che ci accoglie con la voce narrante fuori campo, nella sua città, una meravigliosa, incredibile Parigi.

Amélie Poulain: carattere

audrey tautouCi racconta della sua infanzia, in flashback continui, il suo essere estraniata dal mondo reale circostante, la sua solitudine di bambina piena di fantasia. Il tempo ritorna, anche per noi, in un gioco straordinario di incontri e meraviglie sul filo dell’estro e della poesia. Ad Amélie piace la semplicità, o meglio le cose semplici: mettere le mani nei sacchi del verduriere di zona, aprire col cucchiaio la crème brulée, buttare i sassolini nel fiume…

Non è un alieno, una super donna, è una di noi con in dono una spiccata sensibilità. Con lei viaggiamo in lungo e in largo per le stradine del centro di Parigi, nei cafè dove lavora e nella casa dove abita, con il giardino, il babbo e uno gnomo impertinente. Entriamo in un mondo che si rivela fantastico nella sua dolce e meravigliosa libertà attraverso le lenti della immaginazione e del sogno.

Amélie Poulain: psicologia

Amélie sogna, immagina, ascolta gli altri, i solitari. Entra in contatto con le loro vite piene di rimpianti e di melanconia, se ne fa carico e decide di compiere per loro quella sorta di magia che la vita e il tempo le hanno negato. Come il caso della signora che aspettava l’ultima lettera dal suo amore in guerra, mai arrivata.

amelie poulainCome il povero garzone di bottega sempre bistrattato dal suo titolare, che lo riscatta, compiendo un scherzo tremendo, come farebbe esattamente una fata. Come l’ex ragazzo che ritrova la sua scatola dei tesori casualmente nella posta e rivive la sua vita magnifica d’infanzia per un attimo fuggente.

Come il padre stanco e solo, che sorride nel ricevere cartoline da un improbabile viaggiatore gnomo. Come la cassiera del bar, che sogna l’amore, che infine ritrova fiducia in se stessa grazie a un avventore strampalato ma molto originale. Come il pittore dalle ossa di vetro, che ritrova la sua vena poetica. Come il ragazzo misterioso delle foto tessere che si rivelerà la sua anima gemella, il grande amore.

Ognuno ottiene il proprio piccolo sogno, il sogno nel cassetto, la parte incompiuta, il grande desiderio, come ogni favola che si rispetti, dopo prove e divertenti quanto incredibili contrattempi. Tutti ritrovano se stessi. La fiducia ritorna, il sorriso, e noi con lei, sulle musiche di Yann Tiersen.

Un alter ego sognatore

amelie sognatriceCi lasciamo trasportare, attraversiamo questo mondo senza mostri, draghi, robot, ma sicuramente ricco di elementi immaginifici, simboli e metafore che ne fanno un piccolo capolavoro. Amélie, il nostro alter ego sognatore che trionfa, a dispetto dei cosiddetti esseri “normali”, lo zorro vendicatore dei casi quotidiani, il nostro happy end si compie.

Ci restano quella musica struggente, quelle fughe in vespa finali, da vacanze romane, quegli oggetti che si animano, quella fantasia surreale, quello sguardo dolce e fantastico, splendidi fotogrammi lirici.

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