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Andy Warhol e il cinema pop

warhol marilyn monroeAndy Warhol, personalità eccentrica e sicuramente maniacale, è tra i più significativi esponenti del panorama culturale a partire dagli anni Sessanta, in particolare della Pop Art, movimento artistico nato tra l’America e l’Europa negli anni Cinquanta.

È un’arte universale, che tutti possono comprendere in quanto utilizza un linguaggio popolare (pop) fatto di immagini tipiche della nascente società consumistica.

Warhol sfruttò i nuovi mezzi tecnici di produzione seriale delle immagini, costituendo così un suo personale linguaggio “pittorico”. Celebri sono i ritratti serigrafici delle celebrità più amate come Marilyn Monroe, Liz Taylor o Elvis Presley, o i grandi acrilici con le scatole Campbell’s e le bottiglie di Coca-Cola.

Oltre alle attività di ripetizione eccentrica e ossessiva di immagini, l’artista americano, unitosi al movimento Underground, rivoluzionò il mondo della Settima Arte.

I primi lungometraggi: un ritorno alle origini

sleep andy warholLo scopo di Warhol era quello di tornare a un cinema “primitivo” ponendo l’attenzione sulle origini tecniche e scientifiche del mezzo, tramite un esasperato utilizzo di inquadrature fisse, l’ausilio di una cinepresa statica, pellicola muta e in bianco e nero e assenza totale del montaggio.

I primi lungometraggi di Warhol si possono definire minimali in quanto mostrano azioni statiche e ripetute, riprese a camera fissa: ne sono un esempio Sleep, ripresa di un uomo che dorme per sei ore, oppure Empire, fermo immagine di un grattacielo dalla sera fino alla mattina del giorno dopo.

Tutti i film appartenenti a questo primo approccio del regista al mezzo cinematografico mostrano azioni ripetute e dilatate nel tempo, come fossero “quadri proiettati su una parete e non appesi al muro”.

L’artista è interessato all’assemblaggio di immagini innovative che partono da un unico punto di vista, ma focalizza la sua attenzione anche sulla magniloquenza del corpo.

Nessun dialogo, per esaltare gli aspetti fisiologici e sessuali del corpo. Questa contestualità traspare in film come Kiss, Blow Job e Couch.

Il cinema come scabrosa osservazione della quotidianità

andy warholNel corso del tempo, tramite una maggiore sperimentazione, Warhol procedette nel perfezionare la sua tecnica cinematografica costituendo un cinema parallelo a quello tradizionale hollywoodiano. Un metodo narrativo originale che si basa sull’osservazione della quotidianità anche più scabrosa.

Il suo intento è fissare come una specie di quadro un personaggio che compie un’azione banale, ma che Warhol ritiene fondamentale, con l’obiettivo di entrare nell’intimità del personaggio.

I film della seconda metà degli anni Sessanta lo dimostrano: My Hustler, The Chelsea Girls, The Nude Restaurant sono ‘scandalose’ dimostrazioni di atti superficiali e banali ripresi con l’occhio eccentrico – e molto spesso ritenuto pornografico – del regista artista.

Tutti i suoi film sono in 16 mm, in bianco e nero, con un sonoro scadente: sono semplici registrazioni di scene quotidiane prive di significato, in cui lo spettatore è costretto a un’estenuante attesa di fronte a una camera fissa.

La Factory, un’open house delle sperimentazioni

andy warhol factoryLuogo fondamentale delle sperimentazioni di Warhol è la sua Factory, un’open house in cui tutti possono entrare, un luogo ideologico dove vi era uno scambio inesauribile di idee e progetti per far avanzare la cultura ad alti livelli.

Warhol, dopo poco tempo abbandonò il cinema, pur non rinunciando alla sua sperimentazione artistica.

L’intento fondamentale dell’artista era quello di scardinare la tradizionale cultura creativa per realizzare una nuova tipologia d’arte, fatta di simulacri e iperrealismi audaci.

Un cinema quasi documentaristico, che abbatte la barriera tra artificio e realtà.

Miriam Raccosta

Miriam Raccosta

Salve a tutti, sono Miriam! Sono una studentessa di Arti e Scienze dello Spettacolo, indirizzo Cinema all'Università 'La Sapienza' di Roma! Per me il cinema è come l'aria! Mi piace 'trasportare' le vicissitudini delle mia vita in una sorta di film o documentario. Il cinema ci proietta in un mondo parallelo, che io voglio assolutamente conoscere! Ovviamente i miei interessi sono molteplici: fotografia, letteratura e poesia, ma soprattutto l'arte, perché il cinema è l'arte più immediata che esista! Come sostiene Fellini, 'Il Cinema e' Arte figurativa in movimento'.
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