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Black Friday: il Venerdì Nero e gli shopping movies

centro commerciale zombiPronti, partenza, via! Ogni anno in ogni parte del mondo imperversa la corsa agli acquisti, saltando da un grande magazzino all’altro, dai negozi di elettronica – MediaWorld, Unieuro, Trony, Euronics, Expert – ai siti online come Amazon dove tutto si compra a prezzi decisamente scontati nella finestra conosciuta con il nome di Black Friday. Non è, infatti, lo shopping lo sport preferito del cittadino tipo?

Il cinema ci continua a offrire nel tempo una speciale panoramica di questo trend che ha raggiunto livelli addirittura compulsivi. Comprare, fare proprio qualcosa, esercitare un possesso, aggiudicarsi un oggetto rappresentano un’ambizione ma al contempo una conquista capace di arrecare benessere. Certo, un benessere effimero, ma tangibile.

Supermercati e grandi magazzini al cinema

corsa agli acquistiSupermercati, centri commerciali e boutique risultano tra le ambientazioni preferite di molte pellicole, pensiamo alla commedia all’italiana Grandi Magazzini (Castellano e Pipolo, 1986), a horror come il celebre Zombi (George A. Romero, 1978) e il suo remake L’alba dei morti viventi (Zach Snyder, 2004), e ancora il fantascientifico Supermarket horror (Jim Wynorski, 1986), il divertente I love shopping (P.J. Hogan,  2009) e il mitico Pretty Woman (Gary Marshall, 1990).

Di esempi se ne possono fare a centinaia e il Black Friday potrebbe essere il periodo giusto per riscoprire le pellicole di questo particolare genere, che potremmo definire “shopping movie”. Ma cosa realmente sappiamo della 24 ore – ma talvolta le promozioni partono in anticipo e durano fino al Cyber Monday, cioè il lunedì successivo al BF – dedicata alla ricerca dell’occasione d’oro, dello sconto folle, del prezzo di costo (o quasi)?

Chissà perché gli americani sono fissati con il venerdì, preludio al weekend, alla due giorni di riposo (per alcuni), alla pausa dal tran tran lavorativo. Prima Venerdì 13, la saga slasher più famosa insieme ad Halloween, ora il Venerdì nero.

Il Black Friday dopo il Giorno del Ringraziamento

julia roberts in pretty womanSi tratta di una tradizione statunitense instaurata all’indomani del Thanksgiving Day, ovvero il Giorno del Ringraziamento stabilito il quarto giovedì di novembre e risalente al 1621. In quell’anno a Plymouth nel Massachusetts, i padri pellegrini si ritrovarono per ringraziare Dio del buon raccolto e quattrocento anni dopo, nel 1924, i Magazzini Macy’s diffusero l’abitudine – abbracciata da tutti gli altri esercenti – di incentivare lo shopping pre-natalizio applicando il giorno successivo sconti vantaggiosi alla merce in vendita. Negli anni ’60 l’iniziativa riscontrò molto successo ma la moda vera e propria esplose definitivamente negli anni ’80.

Perché Venerdì Nero?

Bello e allettante, ma.. perché allora dovrebbe essere un Venerdì Nero? La traduzione italiana non rende l’idea e letteralmente può risultare un po’ infelice e fuorviante. Il termine “Black” fa riferimento all’inchiostro nero che i negozianti e le aziende utilizzavano per compilare a penna i registri contabili e segnare conti in attivo, contrariamente all’inchiostro rosso usato per marcare le perdite.

Leggenda vuole che la parola “Black” indicasse anche il traffico e il disagio generati dalle file davanti ai negozi, o l’umore delle aziende nel constatare l’assenza in massa dei dipendenti che si davano malati per approfittare degli sconti. Il Black Friday asseconda l’istintiva propensione alla spesa e alla cultura del consumismo in una società in cui il bene materiale ha assunto un’importanza sempre crescente, specialmente con lo scoccare del Terzo Millennio e il lancio sul mercato di nuove ammalianti tecnologie.

Samuele Pasquino

Samuele Pasquino

Laureato in Lettere Moderne e giornalista pubblicista freelance, sono il creatore e direttore responsabile di Recencinema.it, appassionato della Settima Arte e scrittore eclettico.
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