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Clarence Boddicker, il boss della vecchia Detroit

Tra i villains apparsi sul grande schermo negli anni ’80, difficilmente si può trovare un criminale più spietato e crudele di Clarence Boddicker. Il personaggio antagonista creato per il film Robocop, mitico cult del cinema diretto nel 1987 da Paul Verhoeven, è interpretato con estrema bravura da Kurtwood Smith. L’attore deve la propria fama principalmente a questo ruolo, che a detta di molti avrebbe dovuto essere premiato con qualche riconoscimento (non è un’eresia pensare all’Oscar).

Un leader carismatico e spietato

clarence boddicker Clarence è a capo di una banda di assassini dedita a ogni sorta di crimine: rapine a mano armata, omicidi, stupri, spaccio di droga sono solo alcuni dei passatempi redditizi scelti per terrorizzare la città di Detroit. È un leader carismatico, risoluto, spiccio nel concludere ogni tipo di affare, senza alcuno scrupolo (non esita a uccidere un suo uomo per un errore commesso durante un colpo).

La sua unica forma d’arte, la violenza, viene espressa con una ferocia lucida, nascosta dietro uno sguardo glaciale, impassibile, e una strafottenza che denota il profondo disprezzo per la vita e gli esseri umani.

L’omicidio dell’agente Alex Murphy

Chi si ritrova a subire più di tutti la sua orribile determinazione è Murphy, giovane agente di polizia con una moglie e un figlio. Dopo l’irruzione nel quartier generale della gang, una fabbrica abbandonata nella vecchia Detroit, Murphy viene accerchiato dai criminali e disarmato, per poi incrociare lo sguardo di Clarence, comparso davanti a lui.

boddicker kills murphyIl confronto si rivela drammatico: il capobanda non gradisce la resistenza verbale di Murphy, così lo immobilizza a terra e con un fucile a pompa mira direttamente alla mano del poliziotto facendogliela saltare in un tripudio di risa corali e sbeffeggi.

Murphy, attonito per il dolore e lo shock fisico, è percosso dalla terribile potenza di fuoco dei suoi aguzzini, disposti come un plotone di esecuzione, che ne scempiano il corpo. Il colpo di pistola finale alla testa parte dall’arma di Clarence, ormai annoiato dallo “spettacolo” e desideroso di nuove avventure di strada.

Si può dire, perciò (e lo si evince chiaramente nella pellicola di Verhoeven), che egli sia l’inconsapevole creatore causale del cyborg che diverrà il suo invincibile nemico giurato, Robocop. La descrizione della scena che determina la morte di Murphy (non celebrale ma fisica) e la nascita del superpoliziotto corrispondono a un semplice cappello introduttivo volto a descrivere il personaggio di Boddicker.

Killer per il vicepresidente dell’OCP Dick Jones

boddicker gunCostui sembra essere il criminale perfetto per un ambizioso dirigente dell’OCP (la più importante multinazionale di Detroit), intenzionato a sbaragliare ogni tipo di concorrenza in seno alla società e raggiungere i vertici di potere.

Lui è Dick Jones, il numero due della dirigenza, pronto a immettere sul mercato ED-209, una macchina robotizzata che dovrebbe garantire il rispetto della legge ma, in realtà, concepita per essere l’arma in più di un criminale in doppiopetto più subdolo e meschino di Clarence.

L’omicidio di Robert Morton

boddicker kills mortonPer non sporcarsi le mani incarica proprio il capogang di uccidere Robert Morton, il finanziatore e ideatore del progetto Robocop.

Clarence irrompe nel domicilio di Morton, manda via le due prostitute presenti e costringe il dirigente a inginocchiarsi piegandone le gambe a colpi di pistola, prima di avviare il videomessaggio di Jones, una sorta di pronunciamento della condanna a morte.

Clarence innesca una bomba staccando la sicura con la lingua e la depone su un tavolino troppo lontano per essere raggiunto da Morton, incapace ormai di camminare. Il criminale esce dalla casa e pochi istanti dopo tutto salta in aria, sancendo la riuscita del piano.

Lo scontro finale con Robocop

I due esempi bastano ampiamente per tracciare il profilo di Clarence Boddicker, che si può a ragione definire un killer votato unicamente alla violenza, ai soldi e al commercio di cocaina. Nello scontro finale con Robocop, sostenuto con odio ed esente da ogni paura, soccombe ferito mortalmente alla gola, ma non dimostrerà un solo accenno di pentimento a redimere la sua incorreggibile natura malvagia.

Samuele Pasquino

Samuele Pasquino

Laureato in Lettere Moderne e giornalista pubblicista freelance, sono il creatore e direttore responsabile di Recencinema.it, appassionato della Settima Arte e scrittore eclettico.
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