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Da IT a Mamma ho riperso l’aereo: il concierge Hector di Tim Curry sarebbe in realtà Pennywise

Niente ci ha saputo terrorizzare di più di quel mefitico sguardo, di quelle echeggianti risate, di quei denti aguzzi nella bocca del perfido Pennywise, spauracchio di un’intera generazione. L’IT del secolo scorso è riuscito – seppur con dovizia di sintesi – a creare un ponte fra il celeberrimo e prolisso romanzo di Stephen King e il cinema attraverso la più costrittiva ma validissima finestra televisiva.

L’IT di Muschietti fra citazioni ed easter eggs

easter egg it 2019Il film di Muschietti, diviso in IT – Capitolo 1 (2017) e IT – Capitolo 2 (2019) – ma esiste la prospettiva di un IT – Capitolo 3 – ha puntato anzitutto su una narrazione forse più dettagliata, propensa a dare maggior spazio sia alla gioventù dei protagonisti che all’orrore suscitato dalla spaventosa entità, non riuscendo tuttavia a regalarci – nonostante picchi di violenza e qualche mirata allusione sessuale – la stessa suspense e il pathos emotivo del predecessore.

Sarà soprattutto per questo motivo che il dittico presenta una molteplicità di citazioni, facendo sovente riferimento alla pellicola di Tommy Lee Wallace tramite sottesi rimandi (colti certamente dai fan e dai fervidi lettori del libro matrice) ed easter eggs disseminati ad arte. Ce ne sono tanti, eppure tutti o quasi ricordano il pupazzo con la testa di pagliaccio dalle fattezze originali che compare sullo sfondo della scena nella stanza dei giocattoli.

Certo poi la marea di siti web a tema cinema si è sbizzarrita a cercare qualunque tipo di indizio, ogni minima sfumatura, scritta e segno riconducibili sia alla miniserie che a pietre miliari della cinematografia del passato, quindi a film “esterni” come ad esempio Christine – La macchina infernale o Carrie.

Solo noi di Recencinema.it abbiamo trovato l’easter egg più strano, inverosimile e… impressionante. Vi aggiungiamo un ulteriore aggettivo: inimmaginabile.

La foto di Pennywise

pennywise fotoNon facciamo sicuramente un torto a Bill Skarsgard affermando che – al netto della performance e del coinvolgimento – il miglior IT mai apparso sullo schermo sia indubbiamente quello del grande Tim Curry, il primo a vestire i terrificanti panni del demoniaco clown.

Una premessa necessaria per leggere la sequenza in cui Beverly, ormai adulta, è ospite in casa della vecchia signora, che da lì a poco la aggredirà. Intenta a osservare le foto appese al muro, viene rapita da una stampa antica, vistosamente ingiallita, nella quale compare una bambina malinconica in compagnia di un uomo, in piedi di fronte a un carrozzone da circo con l’immagine di un pagliaccio e la scritta “Il grande Pennywise, il clown danzante”.

L’individuo – identificato (non senza margini d’incertezza) con l’impresario circense Bob Gray, capitato a Derry nel XIX secolo e “corrotto” dalla malefica entità – veste un abito elegante dal motivo a righe verticali, sotto il quale si scorge una camicia bianca, un panciotto e una cravatta dal colore indistinguibile. Insomma, un outfit impettito, che ottempera a un dress code tipico della grande occasione o del protocollo.

Connessioni con Mamma ho riperso l’aereo: Hector il concierge

hector tim curryOra, torniamo un po’ indietro nel tempo, e precisamente al 1992, l’anno di Mamma ho riperso l’aereo – Mi sono smarrito a New York, sequel dell’esilarante Mamma ho perso l’aereo che ha lanciato l’enfant prodige Macaulay Culkin. Nella celebre commedia ritroviamo Tim Curry, ma questa volta nel ruolo di Hector, il concierge del Plaza Hotel in cui Kevin va ad alloggiare clandestinamente facendo credere di essere insieme alla propria famiglia.

Ebbene, lo stile d’abbigliamento è lo stesso, con l’eccezione dell’assortimento, invertito: il motivo a righe adesso riguarda la cravatta e non più la giacca, a tinta unita ma sempre abbinata alla camicia e a un gilet grigio chiaro a quattro bottoni. Siamo convinti che Muschietti, non potendo contare su una precisa descrizione del Pennywise delle origini, abbia perciò voluto omaggiare Tim Curry rifacendosi al look del suo Hector per ricreare l’inquietante impresario circense.

tim curryE c’è altro da dire. La teoria si completa analizzando Hector in qualità di personaggio antagonista di Kevin fra le mura del Plaza. E se Hector non fosse altro che l’ennesima incarnazione ingannevole dell’IT interpretato dall’attore appena due anni prima? Di fatto Kevin è un bambino, la preda per eccellenza del clown.

Gli sguardi perfidi del concierge rivolti al piccolo ospite dell’albergo vengono quasi sempre catturati secondo la soggettiva dal basso del protagonista, risultando perciò ancora più opprimenti e aggressivi, pieni di un’accennata volontà famelica. Essendo però una commedia young, Mamma ho riperso l’aereo impedisce a ogni violenza di entrare “limitando” Hector alias IT nei suoi veri propositi.

Hector come Ettore Bastianini: il delitto del pagliaccio nell’opera lirica

pagliacci leoncavalloSi ragioni poi sul nome non casuale, Hector. Abbiamo una spiegazione anche per questo, dal momento che la sua traduzione italiana è Ettore. Beh, se conoscete il ben noto baritono Ettore Bastianini, allora saprete che l’artista prese parte a una rappresentazione dell’opera lirica in due atti intitolata Pagliacci (ma che in origine prevedeva l’uso del singolare, ovvero Pagliaccio), scritta da Ruggero Leoncavallo.

L’opera racconta una storia realmente accaduta a Montalto Uffugo, e cioè il delitto di Gaetano Scavello – tutore del compositore all’epoca giovane fanciullo – da parte di un rivale in amore, tale Luigi D’Alessandro, con la complicità del fratello Giovanni. Leoncavallo dichiarò di aver assistito all’omicidio, commesso a suo dire da un pagliaccio.

Una teoria molto suggestiva quella che vi abbiamo sottoposto. Una teoria che ci porta a credere che Tim Curry, in fondo, non ha mai smesso di essere Pennywise!

Samuele Pasquino

Samuele Pasquino

Laureato in Lettere Moderne e giornalista pubblicista freelance, sono il creatore e direttore responsabile di Recencinema.it, appassionato della Settima Arte e scrittore eclettico.
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