billy brown e layla
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Dovresti far finta di essere mia moglie!

Buffalo ’66 è il primo lungometraggio scritto e diretto nel 1998 da Vincent Gallo, impegnato anche nel ruolo di protagonista. La storia è molto secca e si svolge attraverso l’avvicendarsi di una serie di personaggi, isolati nel loro estremismo caricaturale, tradizionali “tipi” americani, osservati nella loro toccante umanità, anche se ridicola, sgradevole o grottesca.

Il regista si ispira in parte alla propria biografia, in un film che attraversa i luoghi più sotterranei del sentimento che si rivela lieve, spesso disperdendosi nel silenzio o nell’ironia corrosiva delle scene.

L’antefatto di Buffalo ’66: il debito di gioco e la prigione

Vincent Gallo interpreta Billy Brown, appena uscito di prigione dopo cinque anni di reclusione. Ha scontato una pena che non gli apparteneva per saldare un debito di gioco. Cinque anni prima aveva scommesso diecimila dollari sulla vittoria dei Buffalo Bill al Super Bowl. Scott Woods, giocatore dei Buffalo, sbagliò clamorosamente l’ultimo tiro segnando la sconfitta della squadra e la rovina di Billy, che non ha quei soldi. L’allibratore (Mickey Rourke) lo minaccia costringendolo a prendersi la colpa di un crimine per scagionare un’altra persona.

Flashback, ricordi e split-screen

vincent gallo in buffalo '66La storia descrive un solo giorno, quello in cui Billy lascia il carcere, ma viene dilatata da continui flashback attraverso l’uso particolare dello split-screen. In particolare il primo di questi, nell’insolita forma di collage di immagini vissute in carcere, traina nell’intima disperazione del protagonista. La solitudine è totale: la cinepresa lo riprende mentre va a sedersi su una panchina fuori dal cancello del penitenziario; la neve che ricopre il paesaggio ne esaspera l’isolamento.

Lentamente i ricordi riempiono tutto lo schermo coprendo la sua figura. Si addormenta sulla panchina finché si alza perché ha necessità di un bagno. Si dirige con un pullman in città e la ricerca del bagno si dilunga diventando sempre più insopportabile. Sembra che un suo particolare carisma lo costringa a un fastidio costante e alla totale incomunicabilità umana.

Nevrosi e bugie

Nelle scene successive comincia a delinearsi la nevrosi del personaggio. Billy ha ormai un unico obiettivo, quello di uccidere Scott Woods e suicidarsi. Il bagno continua a venirgli negato finché non si ritrova in una palestra. Avviene allora l’incontro con Christina Ricci, alias Layla, che in palestra fa lezione di tip tap. Non riesce ancora ad andare al bagno per cui rinuncia decidendo di fare una telefonata. Chiede alla ragazza, con cui si scontra immediatamente, se può dargli qualche centesimo per chiamare.

billy brown e laylaChiama a casa la madre mentre Layla ascolta di nascosto. La telefonata mostra la desolante distanza affettiva e indelicatezza della donna, che spiega tanto delle nevrosi del protagonista. Finita la telefonata, la ragazza gli passa nuovamente davanti per tornare a lezione. Lui la guarda un secondo, poi la aggredisce, le tappa la bocca e la trascina fuori dalla palestra.

Durante gli anni di reclusione, Billy ha preparato delle lettere da mandare a casa. I genitori hanno così sempre ricevuto notizie del figlio che li informa di avere un lavoro, di essersi sposato e di non poter andare a trovarli perché troppo impegnato. Le lettere vengono consegnate tutte a Tonto, il suo unico amico, ritardato, che in un incontro in carcere viene incaricato di spedirle.

I genitori, dal canto loro, sono talmente slegati dalla realtà e da qualunque attenzione verso il figlio, tanto da non poter notare nessuna anomalia nelle lettere e nella sua assenza. Per telefono avverte la madre che si trova in città e che andrà a trovarli. Lei prima si preoccupa che non arrivi durante la partita dei Buffalo, di cui è tifosa sfegatata (qui si spiega il più intricato legame con quella squadra che racconta una tragedia forse ancora più profonda rispetto alla perdita della scommessa e alla reclusione), poi insiste di voler conoscere la moglie. Nonostante l’insofferenza che prova nei riguardi della donna, non può fare a meno di assecondarla.

Billy rapisce Layla: il dialogo

dialogo fra Billy e LaylaLayla viene rapita per recitare la parte della moglie inventata. Fuori dalla palestra prendono la macchina della ragazza, che è costretta a guidare. Dopo poco la fa accostare, le fa mettere le mani in vista sul volante intimandole di non allontanarsi (senza neanche pensare di portare con sé le chiavi) e può infine correre a fare i bisogni di fianco a un albero.

Lei lo aspetta fino a quando egli torna ansimante. Comincia allora a parlarle. Layla ha un aspetto irreale: bionda, truccata, formosissima come una bambola e come una bambola ha spesso uno sguardo ambiguo, intenso e insieme vacuo e movenze da bambina. Lui si spiega e lei lo guarda.

Billy:Togli le mani dal volante. Mi innervosisce. Prima di tutto, adesso che ce l’ho fatta, vorrei chiederti scusa, va bene? Ti chiedo scusa. Erano ore che dovevo andare al bagno, ero fuori di me, completamente fuori di me. E comunque, giuro su Dio, non volevo spaventarti. Scusa se ti ho spinto la testa, tutto a posto? Stai bene? Eh? Sì, bene. Va bene. Ora non dire niente, va bene? Ti prego.

Devo chiederti un favore. È un bel po’ che non vedo i miei, va bene? Sai, sono appena uscito di prigione. Ero innocente. okay? Prima di andare dentro ho detto un po’ di bugie, va bene? Ho detto che mi ero sposato, ho anche raccontato che lavoravo per il governo e che dovevo stare via per un bel po’. Ora tu dovresti fare una cosa, dovresti venire dai miei genitori, va bene? E far finta che sei mia moglie, recitare, va bene? Oggi è il tuo grande debutto, il giorno della prima, è una recita, va bene?

Tu sei mia moglie e questo significa che mi adori, mi ami, mi coccoli e che non ce la fai a vivere senza di me. Dunque, la storia è andata così, ci siamo incontrati al liceo e siamo usciti insieme. Quello che ti pare. Tu mi ami, sei sempre stata innamorata di me, va bene? E il tuo nome è Wendy Balsam. Va bene? Non preoccuparti dei dettagli, va bene? Me ne occupo io, tu pensa a essere carina quando arriviamo, cerca di essere educata, va bene? Sii gentile. E come ti chiami? Qual è il tuo vero nome?

Layla:Layla.

Billy:Layla. No, non va bene. Lasciamo Wendy Balsam, okay? Tu sei Wendy Balsam, dunque in sostanza non ti chiedo altro, non ti chiedo altro che venire lì e farmi fare bella figura, va bene? E se mi prendi in giro, giuro su Dio ti ammazzo lì, subito, boom, davanti a mamma e papà. E ti dico un’altra cosa, se mi fai fare brutta figura, non ti guardo più in faccia. Mai più. Se fai le cose fatte bene, invece, allora diventerai la mia migliore amica. L’amica migliore che io abbia mai avuto, intesi? Bene. Adesso andiamo, va bene? Metti in moto.

Layla:Come ti chiami?

Billy:Billy. Billy Brown.

Buffalo ’66: luogo e anno di nascita di Vincent Gallo.

Benedetta Cosentino

Do il mio contributo e faccio confluire la mia passione per il cinema e i miei studi in un sito web veramente adatto. Al di fuori del contesto mi occupo anche di storia dell'arte, illustrazione e design di moda.
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