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Edward, l’artista con le mani di forbice

edward mani di forbiceIspirato ai disegni d’infanzia del regista, e, tra gli altri, al Frankenstein di Mary Shelley, al Fantasma dell’opera di Gaston Leroux, al Gobbo di Notre-Dame di Victor Hugo, nasce il personaggio di Edward, protagonista di Edward mani di forbice, diretto nel 1990 da Tim Burton.

Edward è la creatura amata ma incompleta di un vecchio scienziato che muore prima di aver portato a termine la propria opera, cioè sostituire con delle vere mani le protuberanze a forma di enormi, taglienti lame di forbice di cui è dotata. Rinchiuso in un castello gotico in cima a una montagna, Edward vive solo finché Peggy, una rappresentante di cosmetici, non scopre la sua presenza decidendo di portarlo a casa con sé e la propria famiglia.

Il finto buonismo della provincia americana

johnny depp is edwardIntrodotto nell’ambiente paranoico e conformista di una qualsiasi piccola provincia americana, Edward di primo acchito desta curiosità per l’aspetto fuori dall’ordinario: le cesoie al posto delle mani, i capelli arruffati, il volto esangue e coperto di cicatrici, gli occhi cerchiati. In un moto di finto buonismo, viene in seconda istanza accolto – ma non per questo accettato – esaltato, quasi fosse un artista da circo, per le lame taglienti di cui è provvisto, che gli permettono di diventare abile scultore di alberi, arbusti, ghiaccio e ideatore di originali quanto improbabili acconciature per donne e cani.

Ma Edward rimarrà sempre altro rispetto al resto della comunità e al primo errore, tradito da troppa ingenuità, sarà ricacciato dov’era prima di intraprendere la propria avventura cittadina, recluso ancora una volta nel tetro, incombente castello, al quale nessuno oserà più avvicinarsi.

Creazione e distruzione: il tema del diverso

edward sculture di ghiaccioIl personaggio di Edward racchiude mirabilmente in sé creazione e distruzione: creazione per l’animo sensibilmente poetico e immaginoso, capace di provare meraviglia in modo quasi fanciullesco e di dare nuova forma al reale; distruzione per l’isolamento che, suo malgrado, lo accompagna, la mancanza di vera comunicazione, comprensione e integrazione.

Rendendo i suoi gesti goffi e impacciati, le forbici, in sostituzione delle mani, sono emblema dell’impossibilità di avvicinarsi realmente agli altri e di comunicare con loro. Nel complesso, l’aspetto di Edward è una maschera dark e inquietante, ben diversa dall’animo tenero, elegante, gentile del personaggio.

Regista, produttore e ideatore del soggetto del film insieme a Caroline Thompson, Burton ha creduto fortemente in questa fiaba drammatica che ruota attorno al tema del diverso e che segna l’inizio del connubio artistico tra lui e l’attore Johnny Depp, qui in una delle prime magistrali interpretazioni della sua carriera.

Elisabetta Molteni

Elisabetta Molteni

Nata e cresciuta vicino a “quel ramo del lago di Como”, pendolare per studio e per lavoro tra Como e Milano, dove mi sono laureata in Lettere con indirizzo in Storia e critica delle arti, appassionata da sempre di tutto ciò che è arte, sono qui per cimentarmi in una nuova esperienza, felice di poter dare il mio contributo alla realizzazione del sito. Tra i film preferiti degli ultimi anni: “Monsoon wedding”, di cui amo colori, suoni, profumi, e “Once”, bellissima (e anche un po' strappalacrime) storia di amore e musica.
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