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Erotismo soprannaturale e riferimenti sessuali in Ghostbusters

sigourney weaver in ghostbustersAvete mai provato a considerare Ghostbusters non come una semplice commedia fantastica bensì più come un saggio cinematografico di erotismo soprannaturale nemmeno troppo subliminale?

Per gli eighties un po’ ingenuotti e trasognati poteva risultare (e risulta tuttora) un po’ difficile concepire il cult di Ivan Reitman investito di un’aura spinta e provocatoria, infarcito com’è di tanta ectoplasmatica materia. Eppure il film, proprio al pari di tutte quelle pellicole eterne fatte per durare, resta perfettamente al passo coi tempi e ci riserva oggi un bagaglio di frasi, citazioni, parallelismi e similitudini esplicitamente riconducibili alla sfera sessuale.

In questo modo l’intramontabile capolavoro sugli acchiappafantasmi accompagna al divertimento e all’intrattenimento una dialettica a tratti scabrosa e impenitente, piena di calore e carnalità applicata all’immagine.

La Dana Barrett di Sigourney Weaver

Catalizzatrice di tale trasgressiva effervescenza è la Dana Barrett interpretata dalla statuaria Sigourney Weaver. Icona di fascino, bellezza e signorilità, la Weaver solleticò non poco gli orizzonti etero e lesbo nei panni di Ellen Ripley, apparendo in slip e canottiera minimal nell’ultima indimenticabile scena di Alien.

dana barrettSe in quell’occasione aveva letteralmente avvampato molti spettatori, in Ghostbusters tutta la sua strabordante femminilità esonda lasciando davvero a bocca aperta. La transizione forzata del suo personaggio da impostata femme di città a vorace Guardia di Porta alla ricerca del Mastro di Chiavi è sorprendente per la capacità di stravolgere proprio la sessualità individuale.

Lei, donna senza uomini, rivela però involontariamente a Peter Venkman un flebile desiderio di fuga dall’ordinarietà. Il parascienziato, già invaghitosi della bella cliente, se ne accorge durante il sopralluogo nell’appartamento, precisamente quando apre il frigo scoprendo la “fiera del precotto” e nel mezzo una confezione da 6 bottigliette di acqua Perrier, la minerale più frizzante al mondo, appunto un elemento di evasione.

Ma veniamo ai messaggi diretti, alle allusioni, alle pruriginose dichiarazioni disseminate in tutto il film. La sequenza in cui Peter fa visita a Dana oramai in balia di Zuul, adoratore di Gozer, si comprende essere verbalmente spregiudicata e disinibita. In abiti succinti dai quali s’intravede una spalla nuda, la nuova Dana parte a sedurre l’ospite:

Vuoi tu questo corpo?

E ancora…

Ti voglio dentro di me

sigourney weaver è dana barrettIl Guardia di Porta vuole il suo Mastro di Chiavi (facile, anzi ovvio pensare al gioco della chiave e della serratura, già di per sè dalla forte connotazione erotica) ma il buon Venkman non lo è e – seppur avvinghiato dalle lunghe gambe di lei – rifiuta un rapporto servito su un piatto d’argento. Che sia forse la paura dell’uomo (in senso lato) di essere dominato e di cadere in un torbido, pericoloso inganno?

La Weaver è padrona assoluta della scena, ammicca, digrigna i denti come fosse colta da spasmi di incontrollabile passione, posseduta da un focoso demone. E ricordiamoci come è stata posseduta, bloccata alla poltrona da tre mostruose braccia (di cui una fuoriuscita dal cuscino della seduta, fra le due gambe della vittima, in corrispondenza del monte di Venere).

Riferimenti sessuali in Ghostbusters

L’apice sessuale di Ghostbusters giunge, come detto, dopo numerosi riferimenti.

ghostbusters fellatioLei è mestruata al momento?” – chiede Venkman alla povera bibliotecaria interrogandola riguardo la presunta apparizione di un’entità, e violando il tabù dell’intimità femminile. Il sesso si esprime poi in diversi altri modi, nella fellatio praticata da un fantasma a Ray durante la notte, negli sguardi lascivi ma interessati di Janine rivolti a Egon, nel plumcake e, non ultimo, nel sollevamento della testa del Vinz prima dell’attacco al povero Louis dinanzi al ristorante, evidente richiamo all’erezione maschile.

gozerSpazio infine al gusto sadomaso, evincibile nell’abbigliamento dell’androgino Gozer (la modella Slavitza Jovan) e, nondimeno, nel tentativo dei quattro acchiappafantasmi di imbrigliarla con le “fruste”… ehm, cioè, con i flussi protonici.

Insomma, tutto il lunghissimo coito perpetrato nel corso della pellicola si risolve nello scioglimento del gigantesco pupazzo, ergo in una grande eiaculazione che non risparmia nessuno.

Il sesso deve essere innaffiato di lacrime, di risate, di parole, di promesse, di scenate, di tutte le spezie della paura, di viaggi all’estero, di facce nuove, di romanzi, di racconti, di sogni, di fantasia, di musica, di danza, di oppio, … di vino.” (Anais Nin).

Un aforisma perfetto per descrivere il capolavoro di Reitman.

Samuele Pasquino

Samuele Pasquino

Laureato in Lettere Moderne e giornalista pubblicista freelance, sono il creatore e direttore responsabile di Recencinema.it, appassionato della Settima Arte e scrittore eclettico.
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