
Ph. Loris T. Zambelli
L’ultima notte di Amore – thriller diretto nel 2023 da Andrea Di Stefano e interpretato da un superlativo Pierfrancesco Favino affiancato da Linda Caridi, Antonio Girardi e Francesco Di Leva – è ambientato in una Milano dall’atmosfera noir, città fagocitante e caotica.
Tra le sue strade si muove il tenente Franco Amore, pronto a trascorrere la sua ultima notte da poliziotto prima della tanto agognata pensione.
È sempre vissuto nel capoluogo meneghino e ha fatto dell’onestà la sua dote più grande: correttezza e professionalità sono in lui intrinseche, al punto che con orgoglio può ammettere di non aver mai sparato a nessuno in 35 anni di carriera. La moglie Viviana ha predisposto la festa in suo onore, organizzata per il sospirato congedo. La quiete prima della tempesta!
Durante la notte, viene richiamato in servizio in quanto c’è stata una sparatoria e il suo caro amico e collega Dino ha perso la vita. L’evento segna una svolta nella vita del tenente, il quale si ritrova a mettere in dubbio tutte le proprie certezze sconvolgendo i piani. La domanda è una: come può un uomo dalla moralità integerrima affrontare una situazione pericolosa e ingarbugliata rimanendo indenne?
Una notte interminabile
Chiunque in un frangente del genere verrebbe pervaso dal desiderio di vendetta. Succede anche a Franco, nonostante il background da uomo ligio, onesto, imperscrutabile e poco incline a impugnare la pistola. Per tale motivo, quella che doveva essere una festa si trasforma in un incubo e la città tanto amata in una metropoli oscura dove il crimine impera.
Amore resta coinvolto suo malgrado in una serie di eventi al limite e costretto a rapportarsi con esponenti della malavita e gangster cinesi mettendo in pericolo la sua vita e il rapporto con la moglie Viviana e la sua famiglia. Un crollo psicologico e fisico da affrontare in una notte interminabile in mezzo all’autostrada dove le macchine che sfrecciano, noncuranti, non fanno altro che alterare ulteriormente il suo delicato equilibrio.
La dura legge della sopravvivenza: potrebbe avere questo capoverso se fosse stato un racconto, perché di fronte alla reale eventualità di soccombere, il tenente Amore tradisce se stesso e le sue convinzioni. Ogni persona che ruotava intorno a lui si rivela falsa, manipolatrice e dotata di quell’ambiguità tipica di chi non ha nulla da perdere. È caduto in una rete di imbrogli e la “salvezza” richiede che anche lui debba scegliere, accettare dei compromessi e disfarsi della natura di persona perbene per adeguarsi a un sistema marcio da cui nemmeno lui può sottrarsi.
Il tenente supera la sua ultima notte ma allo spettatore non è dato sapere con quali conseguenze. Non c’è un vero e proprio lieto fine e lo scopo del regista era esattamente questo: raccontare un poliziotto di fronte al pericolo, al terrore di perdere ciò che ha di più caro. Un uomo non più in grado di tener fede ai propri principi, diventando fallibile.
Ogni esperienza ha il potere di fuorviare e la grande maestria attoriale di Favino ha contribuito a rendere un personaggio così complesso, a tratti anonimo e ingenuo, Franco Amore, uno capace di superare anche quella lunga, interminabile notte.

