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La burocrazia nell’Oltretomba

Chi pensa che nell’Aldilà le cose siano più semplici si sbaglia di grosso. Lo scoprono Adam e Barbara Maitland, protagonisti di Beetlejuice – Spiritello porcello, la fantacommedia diretta nel 1988 da Tim Burton, maestro del genere.

Il Manuale del novello deceduto

La giovane coppia, appena trapassata, trova nella soffitta di casa il Manuale del novello deceduto, una guida che offre precise istruzioni ai nuovi spiriti in merito a percorsi da intraprendere, dipanando eventuali dubbi e timori che possono nel frattempo sopraggiungere.

Adam legge i primi passi del libro, concernente la creazione di un passaggio per accedere all’Oltretomba: disegnare la sagoma di una porta con un gessetto e bussare tre volte (il numero tre, già ridondante nella struttura e nel contenuto de La Divina Commedia di Dante Alighieri, si rivela decisivo per alcune soluzioni da adottare nel corso della vicenda). L’istruzione funziona e i due oltrepassano l’ingresso appena creato, che si richiude alle loro spalle.

Il corridoio

beetlejuice corridoio oltretombaAdam e Barbara si ritrovano in un corridoio alquanto bizzarro, che presenta sulle pareti altri ingressi e finestre di vario tipo, nonché un pavimento lucido e sconnesso con piastrelle bianche e nere. Una stanza in particolare cattura la loro attenzione, quella dove fluttuano sofferenti anime perdute, osservate attraverso il vetro di un oblò. I due giovani vengono distolti dall’intervento di un addetto alle pulizie, che li invita con fare gentile a proseguire il cammino.

Uffici, scrivanie, archivi e sportelli: la burocrazia nell’Aldilà

oltretomba burocraziaIl corridoio porta a un caotico atrio composto da uffici e scrivanie colme di scartoffie, popolato da impiegati dal corpo piatto appesi a un filo scorrevole: uno di loro spiega alla coppia la sua mansione – lo smistamento di pratiche e documenti – prima di infilarsi velocemente in una fessura presente sul muro, che riporta la scritta “file” (Archivio).

Sconvolti da questo ambiente soffocato da una malsana burocrazia, Adam e Barbara finiscono in una sala d’aspetto affollata da personaggi pittoreschi che attendono il proprio turno davanti allo sportello. sala d'aspettoLa segretaria è una donna molto giovane, dalla pelle bluastra, con profonde occhiaie, trucco marcato e un’estrosa acconciatura tinta: si tratta di Miss Argentina, che racconta ai due di essersi suicidata senza sapere che poi sarebbe finita lì in eterno.

Infastidita dalle continue domande, li esorta ad attendere Juno, l’assistente tombale, colei che assiste i morti in determinate circostanze.

Juno, l’assistente tombale

juno assistente tombaleJuno, signora distinta sulla settantina, amante della sigaretta e morta in seguito a un taglio alla gola (dal quale fuoriesce il fumo), risulta essere estremamente pragmatica e irritata dai fallimentari tentativi degli sposi di spaventare i nuovi proprietari della casa. Dedica pochi minuti, consigli brevi e qualche sguardo di disappunto, poi scompare.

Il secondo incontro tra la coppia e l’assistente avviene nel suo ufficio in un momento concitato, in quanto la donna deve risolvere il caso di un’intera squadra di football appena trapassata in seguito a un incidente aereo e formata da giocatori che non fanno altro che lamentarsi chiamandola coach.

Adam e Barbara si rendono ancora una volta conto della terribile burocrazia che li circonda e decidono di far ritorno alla propria abitazione.

Samuele Pasquino

Samuele Pasquino

Laureato in Lettere Moderne e giornalista pubblicista freelance, sono il creatore e direttore responsabile di Recencinema.it, appassionato della Settima Arte e scrittore eclettico.
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