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L’automa di Hugo Cabret

hugo cabret e l'automaNelle forme e nelle modalità più disparate, la materia onirica individualmente intesa può propagarsi attraverso catalizzatori in grado di colpire in virtù della loro primaria funzione: il prolungamento delle potenzialità umane.

Parliamo il più delle volte di macchine, di cyborg, di robot, inseriti in un contesto propedeutico o ludico entro un sistema che enfatizza l’inclinazione distopica (la tendenza, cioè, di delineare e descrivere una società con regole, leggi, costumi e adeguamenti nuovi, lontani ormai dal presente e proiettati verso un futuro freddo, globalizzato).

Hugo Cabret, una favola in piena regola

automa hugo cabretNel caso di Hugo Cabret, diretto nel 2011 da Martin Scorsese, si ha a che fare con una favola in piena regola, ambientata negli anni ’30 e in uno dei più classici luoghi d’incontro e confluenza umani, la stazione ferroviaria.

Hugo, dodicenne orfano curioso e intelligente, vive nascosto in quella di Parigi, ben attento a non farsi scoprire preservando il funzionamento di tutti gli orologi.

Il ragazzino, venendo a mancare anche la figura paterna, è condotto alla stazione dallo zio, manovale in quell’ambito e, purtroppo, ubriacone. Lasciato solo anche dal parente, Hugo trascorre una vita fatta di osservazione, esplorazione, piccole avventure, ma sempre e comunque in attesa di qualcosa, o di un sogno da realizzare.

L’automa meccanico

Tutto ruota intorno a un automa meccanico, unico lascito del padre orologiaio, trovato dall’uomo fra i cimeli abbandonati del museo in cui lavorava. L’automa presenta un ingranaggio interno piuttosto complicato, tale da far supporre al suo scopritore che esso possa essere stato costruito da un mago.

hugo cabretL’inventore è in realtà Georges Méliès, illusionista di inizio ‘900 divenuto regista e attore del primo cinema fantastico, genere di cui può essere a tutti gli effetti considerato il pioniere. In seguito alla dipartita del genitore, è Hugo a tentare l’ardua riparazione dell’automa, di forma umana, circa un metro di altezza, composto esternamente da strisce giuntate di ferro e costituito da un meccanismo a carica.

Se reso funzionante, è in grado di poter disegnare interamente e con precisione pressoché millimetrica la faccia della Luna che viene colpita a un occhio da un razzo. Si tratta di una delle immagini più famose della storia del cinema, un fotogramma del film Viaggio nella Luna, diretto proprio da George Méliès.

L’automa riporta sulla schiena, poco sotto la base del collo, una fessura a forma di cuore, attraverso la quale si aziona il meccanismo. L’oggetto che collima con tale fessura è una chiave appartenente a Isabelle, amica di Hugo e figlia adottiva di Papa George, alias Méliès.

Unite le forze e caricato l’ingranaggio, l’automa si rivela decisivo per dipanare molti misteri legati al disegno della Luna, un messaggio che giunge da un passato glorioso ma recante una profonda nostalgia.

Samuele Pasquino

Samuele Pasquino

Laureato in Lettere Moderne e giornalista pubblicista freelance, sono il creatore e direttore responsabile di Recencinema.it, appassionato della Settima Arte e scrittore eclettico.
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