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Le ragazze incinte di Gloucester

La vicenda che ispira il film 17 ragazze di Delphine e Muriel Coulin non potrebbe essere più vera. Per qualche tempo è stato possibile leggerne qualche riga anche sulle pagine cronachistiche dei giornali italiani. La notizia è del 19 giugno 2008.

Il fatto

ragazze incinte gloucesterIn un liceo di Gloucester, nel Massachussets, 17 ragazze – tutte fra i 15 e 16 anni – rimangono incinte. La piccola comunità (appena 30.000 abitanti) è sconvolta. Genitori, professori, preside e autorità svolgono un’indagine che li porta a una scoperta: le ragazze si sono messe d’accordo, come in un patto, per dare alla luce i loro bambini quasi in contemporanea e allevarli tutte insieme, senza l’aiuto dei padri – per lo più sconosciuti – e soprattutto senza l’assistenza degli adulti.

Vengono consultati psicologi e medici, il preside Joseph Sullivan arriva a convincersi, in una scuola moderna – ma benpensante – frequentata per lo più da ragazze di buona famiglia, che occorrano più ore di educazione sessuale e maggior sensibilizzazione su contraccezione e rischi del parto. Ma le ragazze non mollano. Entro la fine dell’anno gran parte di loro avrà partorito, e almeno altre 140 si saranno sottoposte a una visita per sospetta gravidanza.

Le dichiarazioni di Amanda Ireland alla stampa

Come nel film delle Coulin, a dare il via al domino di gravidanze è stata una studentessa più grande, ma non di molto. Amanda Ireland, 18 anni, la prima delle ragazze a dare alla luce un bambino, è diventata per qualche settimana la star della stampa americana. Intervistata dal Time, Amanda rivela al settimanale la fatica di essere una giovane madre sola, apparendo quasi pentita dalla sua decisione.

Dice di condannare il “gesto irresponsabile delle amiche” ma di comprenderle: in assenza di attenzioni da parte di parenti e amici e in mancanza di una vita appagante, può succedere di sentirsi sole e desiderare l’amore di un figlio, anziché quello dei genitori.

La possibile ispirazione a Juno: analogie

junoQualcuno che ha indagato meglio sulla strana circostanza, ha sospettato che insieme alle cause psicologiche del gesto, alla radice del patto tra le ragazze possa esserci anche l’influenza del film Juno, di Jason Reitman, storia di una sedicenne incinta, grande successo del 2007. Una storia che dal cinema passa per la realtà e ritorna al cinema.

Le analogie con il film delle Coulin sono molte. Anche qui, a Gloucester, c’è una scuola di provincia, con poco più di 1.200 studenti, un’infermiera saggia che si interroga sulle cause della decisione delle ragazze, un’intera comunità che dibatte se dare la colpa alle famiglie, alla scuola, alla provincia, all’ambiente esterno.

Anche qui ci si interroga su cosa significhi responsabilità e irresponsabilità e dove termini la giurisdizione di un genitore sul proprio figlio.

Dibattimenti televisivi, slogan e comitati

Alla notizia delle 17 ragazze incinte seguono negli States interminabili dibattimenti televisivi con slogan neofemministi (“Il corpo è mio e ne faccio quello che voglio”) che si contrappongono a comitati di genitori preoccupati che l’esperienza di Gloucester possa uscire dai confini cittadini e spandersi a macchia d’olio.

gloucester high schoolQualcuno dà la colpa al cinema, altri alla società, altri ancora a una sorta di “segregazione” che colpisce i giovani nelle province americane. In pochi si sono interrogati se alla radice di un gesto tanto eclatante e apparentemente sconsiderato non ci sia una ribellione sociologica, più che psicologia: abbattere i pregiudizi trasformando un “dramma” adolescenziale in una scelta, più o meno consapevole ma comunque autonoma; declinare le regole del mondo adulto in favore di una presunta migliore gestione giovanile del mondo; far diventare normale, dunque tollerabile, quello che di solito fa scandalo.

In 17 ragazze il mondo degli adulti e quello degli adolescenti appaiono distanti anni luce e privi di comunicazione. E nella realtà?

Aurora Tamigio

Aurora Tamigio

Aurora, 23 anni, palermitana di nascita, milanese d’adozione, laureata in storia dell’arte, dissennate aspirazioni intellettuali, gusto classico - romantico stile "Via col vento" e una vera passione per tutto ciò che è creativo e innovativo. Studio, leggo, scrivo per lavoro e per piacere, e quanto al cinema… che dire? Il cinema, come diceva Hitchcock, «è la vita, ma con le parti noiose tagliate».
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