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Loki Laufeyson

tom hiddleston as lokiEsangue il colorito, torvi gli occhi, il passo ora rapido ora lento, insomma nel volto e nell’aspetto aveva i segni della follia

(De coniuratione Catilinae XV, 5, Sallustio).

Così Loki Laufeyson, dio degli inganni e delle malefatte della mitologia norrena, nonché temuto antagonista presente nella tradizione fumettistica marveliana, appare sul grande schermo nel film Thor (Kenneth Branagh, 2011) e in The Avengers (Joss Whedon, 2012), interpretato dal talentuoso attore britannico Tom Hiddleston.

E’ uno dei più controversi supercattivi del mondo Marvel e l’acerrimo rivale del fratellastro Thor. Il corpo esile e longilineo è avvolto da un’armatura verde dotata di mantello, e sul capo indossa un elmo su cui svettano due corna ricurve. Supplì lo svantaggio corporeo e la scarsa inclinazione alla battaglia apprendendo la magia, di cui diventerà oscuro maestro.

Caratteristiche fisiche e psicologia

loki laufeysonI connotati fisici sono la chiave di lettura della psicologia contorta e vorticosa di questo personaggio. La pelle è pallida, quasi esangue, i capelli corvini e lo sguardo bieco e glaciale, sottolineato da un lieve colorito livido. Si possono notare i contrasti cromatici del suo aspetto, da cui traspare una personalità paradossale e spesso ambigua.

Questo geniale tessitore d’inganni è dotato di un’intelligenza straordinaria e di un animo temerario, subdolo, camaleontico, simulatore e contraddittorio. Nel film Thor viene resa manifesta la storia dell’infanzia di Loki e le sue vere origini: egli, infatti, fu abbandonato dal padre Laufey, re dei Giganti di Ghiaccio, perché troppo gracile per i canoni della sua specie, e in seguito fu adottato come proprio figlio da Odino, re di Asgard.

Questo trauma aleggerà sempre nell’inconscio del personaggio facendolo sentire inadeguato, diverso, non amato e per questo sempre alla ricerca di piccole vendette, e sarà anche il germe dell’ostilità con Thor, il guerriero modello, vero figlio di Odino, perciò oggetto di preferenze e amato da tutti.

L’invidia e l’isolamento spingeranno Loki nella morsa delle tenebre. Questa situazione drammatica tocca il suo apice quando Odino gli rivela la sua vera origine e il fatto che l’abbia adottato nella speranza di stabilire un giorno la fine dell’ostilità con la razza dei Giganti. Da qui il suo cuore viene corrotto dall’odio, dal sentimento di abbandono e dalla sete di vendetta.

Ambiguità ed evoluzione del personaggio

re e dio lokiLoki è un personaggio complesso e titanico, si mostra in tutta la sua tragicità con un suicidio apparente, lasciandosi cadere nel vuoto. Una delle sue caratteristiche principali è l’ambiguità in quanto, benché appartenga alla schiera degli Asi di Asgard, nel frattempo è imparentato con i Giganti di Ghiaccio.

Analizzando l’etimologia del suo nome, si può notare un legame col fuoco che è simbolo sia di civilizzazione che di distruzione. Egli, tramite le arti magiche, può cambiare forma e creare illusioni, per esempio sdoppiando la sua stessa persona.

E’ ambiguo perché è un dio, ma nel frattempo ha emozioni e atteggiamenti umani, e spesso non si è in grado di dare un giudizio oggettivo sul fatto che egli sia realmente buono o cattivo.

Da Thor a The Avengers si assiste a un’evoluzione del personaggio: mentre nella vicenda messa in scena da Branagh era più tormentato, quasi shakespeariano nelle sfaccettature interiori, nel secondo sembra quasi svuotato dalla sua passione. La paura lo attanaglia, un senso di smarrimento ne pervade l’animo, è un nuovo dittatore alla conquista della Terra, violento e folle, quasi demoniaco.

Un alfiere guidato dal fato sulla scacchiera cosmica

lokiIn realtà Loki, come tutte le divinità presenti nella mitologia nordica, non ha scelto il proprio destino. Egli rappresenta il male necessario per mantenere l’equilibrio, un male che, paradossalmente, spesso deve combattere per il bene – infatti è grazie a lui che si sono uniti i Vendicatori.

Egli è come un alfiere guidato dal fato sulla scacchiera cosmica: fa del male non perché effettivamente gli piaccia e ne tragga giovamento, ma perché altro non conosce e non può fare. Loki è un eroe incompreso e insicuro, da intendersi più propriamente come un antieroe, outcast moderno, segnato dalla tristezza e da una continua ricerca per trovare il suo posto nel mondo e nella sua stessa famiglia.

In lui si intravede un barlume di speranza che lo porterà infine alla redenzione. Questo personaggio può essere interpretato secondo diverse prospettive perché la sua essenza è ineffabile e sempre mutevole, proprio per questo risulta uno dei supercattivi più affascinanti e poliedrici di tutti i tempi.

Cecilia Elli

Cecilia Elli

Annata 1994, milanese, diplomata al liceo classico, ho studiato comunicazione d'impresa all’Università Cattolica di Milano. Sognatrice, romantica, frizzante, spontanea, un po’ folle, critica ma non troppo, byroniana e combattiva. Una delle mie più grandi passioni, oltre alla fotografia, è scrivere. Spesso mi diletto in poesie, articoli di moda, recensioni, sceneggiature e racconti autobiografici. Amo il cinema e adoro le serie televisive con le storie intricate dei gialli di Agatha Christie, come Poirot e Miss Marple, e di Sherlock Holmes, interpretato da Jeremy Brett. Non solo il cinema influenza la mia visione della vita, ma anche la letteratura e la poesia, principalmente quella inglese, dal Romanticismo ai primi del ‘900, con Chesterton e Tolkien; la musica come il symphonic gothic metal, quella classica e ovviamente le colonne sonore dei film; l’arte rinascimentale, romantica e impressionista; e infine il teatro, soprattutto quello elisabettiano di Shakespeare e greco di Sofocle ed Euripide.
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