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Mia è l’adolescenza: dove un genitore non può entrare

Greta Gasbarri ed Edoardo Leo in Mia
Foto: © 01 Distribution

La cinematografia, soprattutto quella più recente, si è spesso soffermata sulle questioni più scottanti del tempo che viviamo, tracciando una realtà alla quale tentiamo di sfuggire e che invece ci attende sempre dietro l’angolo.

Mia, diretto nel 2023 da Ivano De Matteo, affronta in maniera egregia il delicato rapporto tra genitori e figli adolescenti, ivi compreso il cambiamento esistenziale di una quindicenne, provocato da una pericolosa virata.

La storia si muove intorna alla ragazza, Mia appunto, la quale si innamora di un giovane poco più grande di lei, che si assume il diritto di plasmarla, controllarla, soggiogarla e costringerla a non essere più se stessa.

Una delle notevoli qualità del regista romano – oltre a sapere utilizzare al meglio la macchina da presa senza mai sovraccaricarla di immagini – sta nel saper scegliere il cast più sensibile e idoneo a interpretare la situazione al centro della narrazione.  In questo caso è risultato cruciale dare piena identità e credibilità alla coppia genitoriale attraverso le performance eccezionalmente profonde di Edoardo Leo e Milena Mancini.

Proprio a Edoardo Leo è toccato il ruolo più delicato e difficile, quello del padre Sergio. Attore eclettico e versatile che ha abituato i telespettatori a delle prove recitative di tutto rispetto, può ora brillare tanto nella commedia quanto nel dramma, arricchendo di talento e spontaneità il panorama cinematografico italiano.

Proteggere una figlia

Rispetto a sua moglie, Sergio riesce subito a percepire quanto il rapporto della figlia con il fidanzato Marco sia tossico e distruttivo. Da un lato deve fare i conti con la risolutezza e voglia di indipendenza di Mia, dall’altro non riesce a comprendere la ragione di una trasformazione così evidente in così poco tempo, innaturale e apparentemente illogico.

Mia è una ragazza dolce, moderna e amichevole, che ama le serate con le amiche e pavoneggiarsi tramite i social e Sergio, che aveva accettato suo malgrado questa realtà, sprona la figlia a ritornare a essere spensierata e libera, com’era prima di legarsi a quel maschio possessivo capace con tanta facilità di isolarla e farla sua.

Come fa un padre a comprendere sino in fondo? Come può un genitore essere sempre “sul pezzo” senza risultare patetico o mieloso? Il film di De Matteo pone l’accento su tanti aspetti del vivere quotidiano e sui malesseri che ne derivano, tentando di dare una risposta ai tanti dubbi. Un padre del nuovo millennio ha l’arduo compito di interagire con discrezione con la nuova generazione evitando di commettere errori che potrebbero dare seguito a problemi seri.

Nella pellicola si evince il senso di smarrimento di Sergio insieme alla volontà di proteggere la figlia. Mia, infatti, nel momento in cui acquisisce la consapevolezza di ciò che le è accaduto, ovverosia un terribile e riprovevole atto di revenge porn a opera di Marco, reagisce nel modo più drastico e inaspettato. Tale reazione destazabilizza Sergio risvegliando in lui il suo istinto animalesco.

Distrutto e disperato al pari della moglie Valeria, ha un conto da regolare con il ragazzo manipolatore e vigliacco. Non gli resta che passare al contrattacco esorcizzando in parte quanto avvenuto, un’indelebile lacerazione dell’animo e della tranquillità famigliare.

Verità e violenza: la giustizia di Sergio

Venendo a conoscenza dell’amara verità e cioè di tutta la violenza subita da Mia, decide di farsi giustizia da solo appropriandosi di una pistola. Un gesto vendicativo che cela tutta la fragilità e l’impotenza di un padre incapace di difendere fino in fondo la figlia che ha messo al mondo e cresciuto, un mondo impietoso, sporco e pieno zeppo di minacce, soprattutto per una donna.

Sergio, inevitabilmente, pone lo spettatore di fronte a mille dubbi e perplessità, agitando le opinioni intorno al suo gesto così perentorio ma dirottato dal fattore umano, per antonomasia solcato da debolezza, tentennamento, scrupolo e paura di sbagliare. Dove può arrivare l’amore di un padre e perché certi malesseri appaiono troppo spesso irrisolti?

Sergio rappresenta pienamente la figura genitoriale dei giorni nostri, troppo spesso in bilico, impossibilitato a cogliere i segnali, ma nel contempo pronto ad assumersi le proprie responsabilità fino in fondo.

Caterina Putignano

Mi chiamo Caterina e il cinema è uno dei miei nutrimenti. Sono cresciuta a pane, film, musica e libri in una simbiosi armoniosa. Amo le pellicole che narrano di varia umanità, sono poco attratta dagli effetti speciali e le mega produzioni. Posso affermare che il Cinema mi ha "salvata' dopo un periodo buio.
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2 thoughts on “Mia è l’adolescenza: dove un genitore non può entrare

  1. Questo articolo colpisce per il tono appassionato con cui accompagna il lettore dentro la storia di Mia, senza limitarsi a raccontarla ma invitando a riflettere. La scrittura è fluida, sentita, e rende evidente la competenza di chi analizza il film con attenzione e partecipazione emotiva. Proprio grazie a questo approccio, nasce una forte curiosità nel vedere la pellicola: le tematiche affrontate, i conflitti interiori dei personaggi e l’intensità delle interpretazioni emergono con tale efficacia da spingere il lettore a voler vivere in prima persona ciò che l’articolo riesce solo ad anticipare.

    1. Grazie di cuore, signora Tiziana. Il suo commento mi gratifica molto. Scrivere e arrivare a qualcuno è davvero importante per me.

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