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Origin: da dove veniamo e dove andiamo

origin copertina libroInutile negarlo. Origin è un libro che ha fin dal titolo la capacità non comune di aprirci la mente scavando nel labirinto di quegli ancestrali interrogativi alla base del concetto di “vita”.

«Da dove veniamo?»
«Dove andiamo?»

Eccole, le domande che sostengono e motivano l’intera narrazione del settimo romanzo thriller di Dan Brown, il cui vizietto di scoperchiare i vasi di Pandora lo ha reso lo scrittore più letto dell’ultimo ventennio. Non c’è che dire, anche in questo caso l’autore non risparmia aspre critiche alla condotta della Chiesa, sebbene in toni minori rispetto a quanto letterariamente rigurgitato in Angeli e Demoni e, in parte, ne Il Codice Da Vinci.

L’eterno conflitto fra scienza e religione

Nel mirino di Brown non entra soltanto il Cattolicesimo, questa volta, bensì il paradigma stesso di “fede”, un universo articolato di regole, dettami, storie antiche e testi sacri inviolabili in quanto assurti nel tempo a unica verità. Affrontando la lettura di Origin, intraprendiamo l’ennesimo viaggio di Robert Langdon alla conquista di nuova conoscenza, e nel dedalo ragionato delle oltre 400 pagine esiste un elaborato ordito in cui concorrono le due macroprospettive miliari: scienza e religione.

Sull’antitetico, per non dire ossimorico binomio si discute dall’alba dei tempi, ma a nessuna delle due fazioni è dato il privilegio di vincere sull’altra se non attraverso la formidabile componente del consenso. Il conflitto fra scienza e religione sussiste da quando l’uomo ha scoperto la devastante energia del fulmine, imputandone il fenomeno a qualcosa di soprannaturale ergo divino. Almeno finché non gli si è attribuita una spiegazione corretta inerente una manifestazione naturale del tutto definibile.

Dopo il conflitto arriva il dibattito ma la compatibilità risulta e permane pura utopia.

Breve trama spoiler free di Origin

guggenheim museum di bilbaoÈ qui che entra in gioco il geniale futurologo quarantenne Edmond Kirch, ateo convinto straricco e pieno di sé che promette all’opinione pubblica una definitiva spallata all’oppio dei popoli in favore di un ricostituente tangibile, ferreo, votato alla pratica dimostrazione.

L’annuncio di un’imminente presentazione volta a sconvolgere le convinzioni dell’essere umano in merito alle origini della vita getta nel panico le massime istituzioni religiose e nondimeno la monarchia spagnola vicina alla Chiesa.

Svegliare il gigante che dorme, si sa, implica conseguenze immani e catastrofiche, un vortice di effetti nel quale l’illustre professore e simbolista dell’Università di Harvard si ritroverà scosso insieme ad Ambra Vidal, curatrice del Guggenheim Museum di Bilbao nonché fidanzata del principe ereditario Juliàn. La loro relazione si ispira probabilmente a quella di Felipe di Spagna e Letizia Ortiz, poi tradottasi in matrimonio solido e duraturo.

La fuga dei due, entrambi amici di Edmond, si erge subito a spina dorsale di un racconto che indaga su più fronti evitando la piena linearità degli eventi, una formula stimolante soprattutto per i lettori del Terzo Millennio. Brown organizza una struttura a blocchi, portando avanti plurime direzioni.

Ci sono Robert e Ambra in giro per la Spagna alla ricerca di una misteriosa password, c’è la singolare storia dell’ex ammiraglio della marina in pensione Luis Ávila, e infine un presunto complotto di palazzo in cui sembra gran cerimoniere il vescovo e consigliere reale Antonio Valdespino, lontano “parente ecclesiastico” del monsignor Aringarosa comparso ne Il Codice Da Vinci.

Trama stringata = NO spoiler

Gli aspetti più interessanti del romanzo

Quali sono gli aspetti più interessanti che rendono ancora una volta fenomenico il gran lavoro letterario di Dan Brown e consorte? La dicotomia scienza – religione trova pieno soddisfacimento nel suo guerreggiare su piani differiti (e non differenti) in un’avventura a imbuto che intende restringere sempre di più il campo dell’azione fino alla risoluzione finale, semmai di risoluzione si possa parlare.

Dall’annosa contesa, riesplosa per grazia di un illuminato dei giorni nostri, fuoriesce la furia di una ragione desiderosa di esercitare il proprio potere senza la coercizione del pregiudizio, libera da chiavi di lettura imposte e, cosa ancora più grave, mai verificate.

La tecnologia al centro della contemporaneità

d-wave di googleIl romanzo elegge la tecnologia a midollo di qualunque linea di principio, uno strumento da rendere efficace sia per migliorare la qualità della vita, sia per sgretolare gli enigmi che affliggono l’uomo sin dalla sua comparsa sul pianeta.

Origin è completamente immerso nella contemporaneità di internet, di Conspiracy-net.com (rinominato ConspiracyNet.com), del worldwide web e finanche dell’oscuro Dark Web ottimamente approfondito dal teenthriller Unfriended: Dark Web di Stephen Susco.

Eppure ricerca il più remoto passato tentando digressioni e proiezioni tramite l’E-Wave, il supercomputer quantico assemblato da Kirch migliorando il D-Wave di Google. Il futurologo è proprietario peraltro di una Tesla Model X P90D.

Riflettere sulle dinamiche del presente e sull’evoluzione senza scollegarsi dall’indagine delle origini. Altro elemento cardine del romanzo è rappresentato dalla robotica e dall’Intelligenza Artificiale, temi ridondanti nella sci-fi cinematografica.

La grande adattabilità al cinema

Da prodotto letterario, Origin potrebbe rimaterializzarsi a buon diritto sul grande schermo dopo i grandi successi riscossi dalla trilogia di Ron Howard composta da Il Codice Da Vinci, Angeli e Demoni e Inferno. Dal libro al film: tutti aspettano questo salto, che consentirebbe una spiegazione non solo concettuale ma anche visiva, quindi ipoteticamente più potente e amplificata.

Darwinismo e Creazionismo, Franchismo e Liberalismo, la Chiesa Palmariana con il suo sedevacantismo (la denuncia di un papa considerato illegittimo) e il brodo primordiale ricreato dall’esperimento di Miller-Urey, panspermia, alieni, il tormentato Ávila, il cervello elettronico Winston e il carismatico Edmond Kirch sostenitore dell’Entropia: riuscire a dare consistenza a tutti questi elementi significherebbe consegnare al cinema un immaginario concreto e formidabile.

Dal monastero di Montserrat alla Sagrada Familia

sagrada familiaCo-protagoniste assolute della parabola, le sinergiche location minuziosamente illustrate per dare uno sfondo reale alla fantasia e alla finzione.

Brown ci conduce tra le suggestive esposizioni del Guggenheim Museum di Bilbao, nel sacro silenzio del monastero di Montserrat, a Palmar de Troya dove ha sede la Chiesa cattolica palmariana e, ancora, nella Sinagoga di Budapest, nel Palazzo Reale di Madrid, nella Casa Milà e nella sensazionale Sagrada Familia, entrambe a Barcellona e opere del visionario architetto Antoni Gaudì.

Ancora una volta, la missione di Robert Langdon – impegnato a decifrare codici, attribuire un senso alle progressive scoperte e a far della mente la sua arma migliore – ci cattura e affascina.

Samuele Pasquino

Samuele Pasquino

Laureato in Lettere Moderne e giornalista pubblicista freelance, sono il creatore e direttore responsabile di Recencinema.it, appassionato della Settima Arte e scrittore eclettico.
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