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Piccoli, adulti, anziani ma eternamente giovani!

da grande“Voglio diventare grande! Voglio diventare grande!” gridava a pugni stretti un bambino di nome Marco nella solitudine della sua cameretta. Accadeva nel 1987 in Da grande (Franco Amurri), quando il giovane protagonista si trovava improvvisamente catapultato nel corpo di un adulto dopo aver espresso il desiderio di crescere per sfuggire alle difficoltà dell’infanzia.

Questo film con Renato Pozzetto è sicuramente uno dei più radicati nella memoria mediatica di noi italiani e da molti è preso a emblema del tema dello scambio di identità o età tra bambini e adulti. Con Da grande possiamo dire che si è ufficialmente inaugurato questo filone tematico, che è proseguito per anni nel cinema contemporaneo.

bigBasti pensare che solo pochi mesi dopo, oltreoceano esce nelle sale Big (Penny Marshall, 1988), con un soggetto molto simile alla pellicola di Amurri, dove il piccolo Josh (Tom Hanks) sembra la copia americana del nostro Marco Marinelli. Al centro sempre i primi imbarazzi e le prime cotte per ragazze più grandi, e la voglia di evadere dal sentirsi piccoli e impacciati.

Una strana somiglianza che fa sussurrare ad alcuni che si tratti di una volontaria ispirazione al film di Amurri. Nessuno è contento dell’età che ha. Ogni fase della vita ha i suoi fardelli da portare e i suoi grattacapi da fronteggiare.

Sono essi i dolori e gli acciacchi della vecchiaia, gli amori adolescenziali, i rimproveri di mamma e papà, la nostalgia per un’infanzia che non può più ritornare, il desiderio di correre in avanti nel tempo per godere dei piaceri dell’età adulta.

L’evasione dalla propria dimensione anagrafica

quel pazzo venerdìChe ogni età abbia i suoi pro e i suoi contro è quello che riescono a capire Anna (Lindsay Lohan) e sua madre Tess (Jamie Lee Curtis) grazie a uno scambio d’identità causato da un biscotto della fortuna in Quel pazzo venerdì (Mark Waters, 2003).

Per un giorno mamma e figlia devono vivere una la vita dell’altra… nel corpo dell’altra: un’esperienza sconvolgente che insegnerà a entrambe ad apprezzare le gioie dei propri anni e a comprendere le difficoltà dell’età che non si ha ancora, o che non ci si ricorda più di aver vissuto. Senza contare che evadere dalla propria dimensione anagrafica può concedere qualche piacevole “sgarro” alla regola.

Approfittiamo dei biscotti cinesi di Quel pazzo venerdì per fare un salto in Oriente e approdare ai giorni nostri con l’esilarante Miss Granny (Hwang Dong-hyuk, 2014). Tocca ora a Ho Mal-soon, anziana vedova senza peli sulla lingua, tornare giovane nel giro di un attimo. Trent’anni in un secondo, come nell’omonimo film di Gary Winick?

grannyNo, questa volta lo scatto temporale supera i cinquant’anni e dona alla donna le sembianze di una ragazza ventenne. Angosciata dall’idea di essere portata in un ospizio e di doversi arrendere al passare del tempo, la 74enne Mal-soon aveva deciso di affidarsi all’abilità di uno studio fotografico, noto per fotoritratti che catturano la giovinezza di ogni soggetto, non pensando che ciò sarebbe potuto accadere nel vero senso della parola.

Ella ha così l’opportunità di rivivere il fiore degli anni con una spensieratezza che le era stata preclusa da delle esperienze dolorose del passato, e di cercare di inseguire il suo sogno sfruttando il proprio talento canoro. In questo senso Miss Granny non è fuga dalla realtà, ma riscatto e seconda chance per realizzarsi.

Andando contro i luoghi comuni della gerontologia e contro i rigidi schemi mentali della comunità, Mal-soon dimostra che la vera età è quella che noi sentiamo dentro di noi.

Giulia Salvadori

Giulia Salvadori

Nata nel 1988, lavoro a Milano, città che amo, ma dalla quale ogni tanto ho bisogno di evadere! Le mie passioni più grandi? Il cinema, la cucina e il vino. Dopo una breve esperienza per la tv nell'ambito della redazione, ora mi occupo di comunicazione e marketing, ma non smetto di inseguire quello che è il mio sogno più grande: "scrivere di cinema".
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