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Roberto, un assassino bonaccione

Ripensando a tutti i ruoli interpretati da Roberto Benigni dagli esordi a oggi, ci si può accorgere di una cosa: nella quasi totalità delle pellicole non è il suo personaggio a mettersi nei guai, ma sono i guai a trovarlo.

Assassino per caso in Daunbailò

Roberto, “assassino per caso” in Daunbailò (Down by Law, diretto da Jim Jarmusch) ne è una delle prime dimostrazioni.

benigni in daunbailòRoberto, un ingenuo italiano arrestato in America, si trova a condividere la cella con due compagni, ai quali racconta con candore l’omicidio da lui commesso. Durante una partita a carte è stato scoperto a barare: costretto alla fuga, viene inseguito dagli uomini al tavolo con lui, che cercano di bloccarlo con la forza.

Per difendersi Roberto scaglia una palla da biliardo contro i suoi aggressori, uccidendo uno di loro. Imprigionato ingiustamente, decide comunque di affrontare questo “sad and beautiful world” con le armi del gioco e dell’allegria.

Mentre Zack e Jack con un gessetto contano sul muro i giorni di reclusione, con lo stesso gessetto Roberto disegna per loro una finestra che si affaccia su un mondo immaginario. In più, intrattiene i due compagni coinvolgendoli nel cantare canzoni non-sense, che hanno lo straordinario merito di sciogliere la tensione e rafforzare lo spirito di gruppo. Ben presto i tre reclusi diventano amici e compagni d’avventura.

Il gioco nella poetica di Benigni

benigni in la vita è bellaLa componente ludica è un tratto irrinunciabile nella poetica di Benigni, uno stilema ricorrente in ogni suo lavoro: basti pensare alla caccia al tesoro in La vita è bella o la rassicurante fiaba inscenata per Vittoria in La tigre e la neve.

Il potere dell’immaginazione a favore del bello

Roberto, così come Guido (La vita è bella) e Attilio (La tigre e la neve), sfrutta il proprio potere immaginifico per trasformare le asperità della vita in qualcosa di bello. Fuga dai problemi? No, perché il personaggio rimane conscio della gravità della situazione e lucidamente gestisce il gioco in modo che i partecipanti vi siano immersi e abbiano un mondo più accettabile.

Roberto è un burattinaio, al servizio dei propri burattini, che custodisce un triste segreto per amore delle persone a lui care.

La lingua straniera al servizio del personaggio

roberto benigni e nicoletta braschi in la tigre e la neveAltro tratto tipico degno di nota è il modo in cui il personaggio piega al suo servizio la lingua straniera. Roberto ha poca dimestichezza con l’inglese.

Con le parole che conosce comunica, per quelle che ignora si immagina un significato a piacere, ovviamente positivo. Così anche uno scortese buzz off si trasforma, pronunciato da lui, in un cordiale saluto: “Good evening. Buzz off to everybody.”

Anche qui viene spontaneo il rimando alla “libera” traduzione dal tedesco che Guido Orefice fa del discorso della guardia nel campo di concentramento, per dare al figlio la forza di affrontare una situazione disperata.

Vivere il mondo a misura di bambino: la via verso la felicità

Vivere il mondo a misura di bambino sembra essere la via verso la felicità: abbassarsi, farsi piccoli e puri per passare sotto alla cappa dell’ipocrisia, e talvolta della legge. Ed è così facendo che Roberto riesce a trovare l’amore della sua vita, Nicoletta, della quale si innamora all’istante per starvi insieme, come dice lui “like in a book for children” … per sempre felici e contenti.

Di Roberto e della sua avventura verso il confine del Texas si può cogliere un’eco nel film Fratello dove sei? firmato fratelli Coen, che a sua volta cita il vecchio Sullivan’s travels, dove la didascalia che compare in apertura del film sembra calzare perfettamente al nostro personaggio in Daunbailò:

“Alla memoria di coloro che ci hanno fatto ridere […] i cui sforzi hanno alleggerito un po’ il nostro fardello, questo film è affettuosamente dedicato”.

Giulia Salvadori

Giulia Salvadori

Nata nel 1988, lavoro a Milano, città che amo, ma dalla quale ogni tanto ho bisogno di evadere! Le mie passioni più grandi? Il cinema, la cucina e il vino. Dopo una breve esperienza per la tv nell'ambito della redazione, ora mi occupo di comunicazione e marketing, ma non smetto di inseguire quello che è il mio sogno più grande: "scrivere di cinema".
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