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Un uomo giusto è un uomo solo

Mezzogiorno di fuoco è considerato da sempre un caposaldo del cinema western. Ha ispirato generazioni di sceneggiatori e registi, affascinato il grande pubblico e deliziato i puristi del genere; i produttori stessi lo hanno preso a modello. Tuttavia, nella sua fama si nasconde un grande equivoco, che in questa sede tenteremo di svelare.

Cos’è il western? Nascita della nazione americana e i suoi eroi

mezzogiorno di fuocoInnanzitutto, è necessario rammentare cos’è il western. Il western non è altro che la trasposizione in chiave epica di un avvenimento storico, e cioè la nascita di una nazione, quella americana, e la sua successiva espansione. Come in tutte le epopee, quindi, è proprio lo spirito di un popolo ciò che viene esaltato, la sua forza e il suo valore. È dunque nell’elemento corale che si appunta l’attenzione narrativa e tutto il pathos; è proprio questo che si vuole celebrare.

E gli eroi, allora? Non sono forse personaggi straordinari, infinitamente superiori ai comuni mortali? Certamente. Ma il carattere di fondo che li contraddistingue è proprio la loro appartenenza: la loro eccezionalità non è eccezione; la loro grandezza è riferita pur sempre a un sostrato comune, da cui attinge la forza.

In altre parole, l’eroe è la quintessenza della virtù di un popolo; nelle sue azioni ci si identifica, nella sua voce è compresa la voce di tutti. Egli non può fare a meno del suo popolo, che lo conforta e gli dona il premio più ambito, cioè la gloria. Che ruolo ha il nostro eroe, invece, lo sceriffo Willy Kane, nell’economia del film? Proviamo a dedurlo.

Trama di Mezzogiorno di fuoco

gary cooper e grace kellyWilly Kane (Gary Cooper), dopo aver svolto per anni e con successo il lavoro di sceriffo nella piccola città di Hadleyville, abbandona la stella il giorno stesso delle nozze e si appresta a partire per intraprendere una nuova vita con la sposa, una giovanissima Grace Kelly. Prima di prendere definitivamente congedo, però, viene a sapere che in giornata arriverà in paese una pericolosa banda di fuorilegge, capitanata dal suo vecchio nemico Frank Miller (Ian McDonald).

Kane decide così di rimandare la partenza, nonostante l’ostilità della moglie e di tutti i suoi concittadini, che preferirebbero aprire le porte ai banditi piuttosto che affrontarli a viso aperto. Da questo momento in poi, lo sceriffo sarà completamente solo: nessuno infatti è intenzionato ad aiutarlo; nessuno rischierà la vita per lui.

A questo punto, il ribaltamento è completo: l’isolamento dell’eroe rende impossibile realizzare quell’ideale di esaltazione di un popolo che invece, come abbiamo visto, è vitale per il western. Di più: l’eroe acquista grandezza solo nella contrapposizione col suo popolo; il quale popolo è sminuito da lui, che lo schiaccia sotto la sua enorme mole.

In attesa dei banditi: il linguaggio del confronto per immagini

willy kaneCome si traduce tutto questo in immagini? Proviamo a rivedere una sequenza molto breve. Siamo circa al minuto 70 e Willy Kane è appena uscito dal suo ufficio. Mezzogiorno è passato da poco e i banditi arriveranno di lì a poco. Inizialmente, lo sceriffo si presenta in primo piano: è quindi possibile leggere tra le pieghe del suo volto, intuirvi pensieri ed emozioni. Vi cogliamo infatti un misto di paura, angoscia, sconforto, ma anche determinazione cieca e coraggio.

All’improvviso, con un breve stacco entra in azione una seconda cinepresa, alla sinistra dell’attore, sistemata questa volta su una gru. La macchina può così eseguire un movimento combinato sia all’indietro che in alto: il personaggio in questo modo si farà sempre più piccolo e al tempo stesso entrerà in relazione con lo spazio che gli è attorno, uno spazio altamente espressivo.

mezzogiorno di fuoco scena banditiPossiamo allora distinguere una lunga strada polverosa e deserta, circondata da case con finestre e porte sbarrate. La solitudine del protagonista non poteva essere descritta con maggiore efficacia, e anche stavolta attraverso il linguaggio del confronto. E quando poi la cinepresa si allontana ulteriormente, facciamo in tempo a notare alcuni gesti impacciati del nostro sceriffo: prima abbassa le mani verso la fondina; quindi si ferma, ci ripensa, e infine si asciuga il sudore sulla fronte.

Willy Kane non è affatto l’eroe che ci aspettavamo. È soltanto un uomo, che ha deciso di compiere il proprio dovere fino in fondo, senza mai tirarsi indietro, contrariamente a tutti i suoi concittadini. Ed è questa l’accusa del regista Fred Zinnemann, il suo grido di protesta. Possiamo proclamarci nazione, comporre gli inni e sollevare le bandiere. Eppure, alla fine, in ogni luogo della terra, in ogni posto, un uomo giusto sarà sempre un uomo solo.

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