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Un urlo squarcia la notte

famiglia szpilmanDa Il Pianista di Roman Polanski, 2002

Varsavia 1939. Esplode la guerra. Il partito nazionalsocialista tedesco è salito al potere e Hitler ha iniziato la sua conquista xenofoba. A seguito dell’emanazione di decreti restrittivi contro gli ebrei divulgati tramite i principali mezzi di comunicazione di massa, la situazione precipita vertiginosamente.

La prima notizia pubblicata sull’organo di stampa ufficiale ordina che tutti gli ebrei residenti nel ghetto di Varsavia indossino un segno distintivo: una banda recante la stella di David blu su sfondo bianco. È il primo allarmante segno di intolleranza.

Il ghetto: la fine della libertà

adrian brody ne il pianistaCome migliaia di altre famiglie ebree, anche quella di Wladyslaw, radunata attorno al tavolo da pranzo, ascolta attonita e indignata la notizia letta ad alta voce dal padre. Dopo breve tempo un altro decreto stabilisce che gli ebrei dovranno trasferirsi in un ghetto a loro destinato, abbandonando definitivamente le proprie abitazioni: l’area prescelta dovrà ospitare oltre 400.000 persone in un territorio a dir poco insufficiente.

È solo l’inizio della ghettizzazione nazista. Qualche giorno dopo, con un lungo esodo attraverso le strade di Varsavia, migliaia di ebrei si allontanano dalla città con piccoli bagagli recanti l’essenziale, costretti a lasciare le loro case, la loro vita, il loro lavoro. Tutt’intorno al distretto ebreo viene eretto un alto muro di cinta a delimitare la zona. È la fine della libertà.

All’interno dell’area la povertà dilaga, il controllo nazista è totale, violento, intollerante. Le uccisioni si susseguono, la fame incombe, i bambini e gli anziani muoiono, la paura e l’odio per il persecutore serpeggiano tra la gente ormai priva d’identità.

Orrore e follia nel buio della notte

sedia a rotelle scena il pianistaUna sera nel buio del ghetto si sente una sirena, un’auto di soldati nazisti si ferma tra i caseggiati, le luci nelle case si spengono una dopo l’altra al sentore del pericolo che incombe, tutti terrorizzati restano in silenzio. Wladyslaw e la sua famiglia interrompono la misera cena a base di patate e si radunano alla finestra.

L’incedere rumoroso dei soldati che salgono le scale è allarmante, le luci si riaccendono via via. I soldati irrompono nella casa di fronte all’appartamento di Wladyslaw, ordinano ai componenti della famiglia seduta a tavola di alzarsi.

Uno degli astanti non obbedisce all’ordine, non può, è costretto sulla sedia a rotelle. Due soldati, su ordine del superiore, lo sollevano e affacciandosi al balcone lo gettano nel vuoto. Un urlo squarcia la notte. È la follia.

Gli osservatori nascosti nell’oscurità sono sconcertati alla vista di quell’odio cieco che si fa arbitro delle vite umane, ma l’orrore non è ancora finito: il resto della famiglia è costretto con la forza a uscire per strada e mettersi a correre. Non c’è scampo, uno dopo l’altro gli ebrei, solo per il fatto di essere ebrei, cadono sotto i colpi di pistola dei soldati che giocano al tiro a segno.

Lo spettacolo è finito, i soldati rimontano in macchina travolgendo i corpi inerti delle vittime come fossero terra brulla. Ma i sopravvissuti restano, resta la sofferenza, lo sconcerto, la paura, l’indignazione, l’impotenza di migliaia di uomini che temono per se stessi e per la propria famiglia.

Musica salvifica: l’arte nelle mani del pianista

scena pianoforte SSLa guerra ridurrà la popolazione ebrea a poche migliaia di persone. Di lì a poco, infatti, il distretto verrà evacuato e gli abitanti portati nei campi di concentramento.

Wladyslaw scamperà alla prigionia ma conoscerà la fame, gli stenti, la clandestinità. Le sue mani, le mani di un pianista di eccezionale bravura, non potranno toccare il pianoforte per molti anni.

Sarà la musica a salvarlo da morte certa quando, suo malgrado, un ufficiale delle SS gli ordinerà di suonare e la sua arte lo colpirà a tal punto da salvargli la vita.

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Chanda Tannakoon

Chanda Tannakoon

Chanda, di padre cingalese e madre italiana è nata a Torino. Ha studiato al DAMS, specializzazione cinema. Va da sé la sua passione per la settima arte e per i film d’Essay in particolare, oggi si occupa di correzione di bozze ed editing, nel tempo libero fa tanto sport e crea inediti complementi d’arredo. È solare, estroversa, creativa, vivace.
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