zeus zombie alfa
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Zeus, il carismatico leader degli zombie alfa

zeus zombie alfaQuando guardiamo uno zombie movie spesso ci si limita a osservare e a godere della violenza che caratterizza il genere. Un virus trasforma l’uomo in ciò che odia di più, un essere privo di ragione o pietà, portando lo spettatore ad avvicinarsi emotivamente ai personaggi più umani, a sentirsi parte del gruppo.

In pratica, spinge chi guarda a sviluppare un senso di protezione verso i protagonisti come quando, durante il film, urliamo: “Non entrare! Il mostro è proprio lì!” e quasi ci infastidiamo quando non ci ascoltano.

Differente è, invece, il caso di Army of the dead, opera che sancisce il ritorno al passato di Zack Snyder e che dà vita a una nuova idealizzazione dello zombie, rendendolo qualcosa con cui lo spettatore può veramente empatizzare. La storia segue un gruppo di mercenari alle prese con una rapina quasi impossibile, in un territorio dove i non morti dominano in modo organizzato e gerarchico e in cui vige il rispetto per l’autorità e il cameratismo.

L’armata dei morti viventi è suddivisa in due diverse categorie, gli zombie nella loro concezione più classica, ovvero violenti e fuori controllo, e gli zombie “alfa”, senzienti, fedeli al loro re e consapevolmente sottomessi ad esso. Il leader è Zeus, forte e pianificatore, che guida il suo esercito contro gli “invasori” e fa tutto ciò che è in suo potere per difenderlo.

I valori di un leader

zombie queenZeus è sensibile verso i propri seguaci e in particolare verso Athena, la sua regina, la cui morte provoca in lui un profondo sconforto, che verrà rapidamente tramutato in un sentimento di rabbia e vendetta a fronte del fatto che era incinta.

Questi valori che qualificano l’atteggiamento dei non morti si contrappongono con le dinamiche che, invece, si sviluppano nel gruppo dei mercenari, all’interno del quale si soffre per l’assenza di un vero condottiero e dove la mancanza di lealtà porterà quasi tutti i membri a un tragico quanto eroico destino.

I valori che lo contraddistinguono rendono Zeus un leader perfettamente coerente con il senso associato a questo termine da Platone nelle “Leggi”, opera realizzata dal filosofo greco nel IV secolo a.C., in cui viene rappresentata la figura guida come colui che deve “comandare, guidare e governare” gli altri perseguendo il bene della polis.

In prima linea

Il re degli zombie, omonimo del più grande dio greco, lotta in prima linea per eliminare la minaccia umana dal suo regno e proteggere i propri simili dal nemico. Il momento più significativo è localizzato nelle scene che introducono il finale, in cui Zeus riesce a mettere alle strette Lilly, la guida dei mercenari che, dopo essere stata gravemente ferita da quest’ultimo, espone la testa di Athena precedentemente tagliata via.

zeusSubito dopo aver inferto questo ultimo colpo emotivo al re, Lilly lascia la testa, ancora vivente, precipitare nel vuoto, mentre Zeus si lancia sul parapetto nel disperato tentativo di salvarla. Quello che si sviluppa nella trama è un vero e proprio conflitto psicologico, dal quale lo zombie ne esce devastato fino a mettere da parte l’autocontrollo che lo contraddistingueva, pur di annientare chi gli aveva tolto il suo bene più prezioso.

Army of the dead è una pellicola che si discosta dal tipico esempio di genere, in cui gli umani vivono, amano e sopravvivono nello scenario apocalittico. I sentimenti più sinceri e genuini vengono riscontrati proprio tra gli zombie. Le dinamiche interne all’élite di rapinatori, invece, risultano essere decisamente più oscure, contrassegnate dalla negazione del perdono, dal tradimento del prossimo e dalla mancanza di nobiltà delle loro intenzioni. Simbolo di questo netto contrasto è proprio lui, Zeus.

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Stefano Federico

Dal Salento con amore. Sono un aspirante giornalista, laureato in Sociologia e Criminologia all’Università “G. D’Annunzio” di Chieti. Sin dall’infanzia mi è stata insegnata l’importanza e la bellezza della Settima Arte e sono cresciuto in un ambiente in cui il cinema, la musica e la letteratura mi hanno fatto da fratello maggiore. Adesso, finalmente, è arrivato per me il momento di ricambiare il favore.
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