Dove vederlo: Al cinema
Titolo originale: 28 Years Later – The Bone Temple
Regia: Nia DaCosta
Sceneggiatura: Alex Garland
Cast: Alfie Williams, Ralph Fiennes, Jack O’Connell
Musiche: Hildur Guðnadóttir
Produzione: Regno Unito, USA 2026
Genere: Horror
Durata: 109 minuti

Courtesy of Sony Pictures
Trama
Nella desolazione di un mondo invaso dagli infetti, una setta di giovani fanatici guidati dal leader Jimmy Crystal (Jack O’Connell) si muove silenziosamente propugnando una nuova forma di violenza. Il dr. Ian Kelson (Ralph Fiennes) sa bene che quel gruppo di adepti può essere molto più subdolo e pericoloso dei non morti. Farà conoscere a quel manipolo di ragazzi il suo tempio delle ossa, proseguendo intanto la ricerca della cura contro il terribile virus.
Recensione
28 anni dopo: Il tempio delle ossa è il quarto capitolo della saga iniziata con 28 giorni dopo (2002), proseguita con 28 settimane dopo (2007) e 28 anni dopo (2025).
Nel primo film, ambientato a Londra, un gruppo di animalisti aveva liberato degli scimpanzé affetti da una malattia sconosciuta e terribile. Anche quando il Regno Unito sembrava essersi liberato completamente dal virus, un incidente di laboratorio lo aveva riportato in circolazione, rendendo il mondo definitivamente irriconoscibile e invaso dagli zombie.
Anche in Il tempio delle ossa, come nei capitoli precedenti, non mancano scene di cannibalismo disumane e disturbanti. Questa volta, però, l’horror di Nia DaCosta propone agli spettatori un vero e proprio viaggio nella mente degli infetti. Spicca la riscoperta della natura: la luna, i ruscelli, paesaggi che sembrano aver resistito meglio degli uomini. È una riflessione sull’essenza dell’essere umano e sul suo posto nel mondo. Un ritorno all’uomo primitivo.
Le storie parallele dei personaggi finiscono per intrecciarsi e da qui emerge un concetto chiave: gli infetti non sono più la minaccia principale. La vera paura nasce dalla disumanità dei sopravvissuti.
Fin dall’inizio appare chiaro che gli infetti non sono tutti uguali. Gli Alpha sono veri e propri capi: dimostrano intelligenza e capacità di comando, e il dr. Ian Kelson lo sa bene. Figura solitaria e meticolosa, quest’ultimo ha dedicato la quarantena alla costruzione del cosiddetto Tempio delle ossa, un santuario memoriale delle vittime, carico di mistero e simboli.
Creativo e amante della musica, il dottore non è né in fuga né rassegnato. Il suo obiettivo è trovare una cura osservando il virus da una prospettiva diversa, analitica, medica e senza farsi prendere dal panico. La morfina e le droghe lo aiutano a calmare il cuore e la mente dei malati, ma le scorte non sono infinite. Nonostante ciò, il dottore continua la sua ricerca, ponendosi domande radicali e concentrandosi in particolare su un Alpha.
E se il virus non stravolgesse del tutto la mente? Se, in un angolo remoto, esistesse una parte dell’essere umano che aspetta di essere risvegliata? Cosa vedono davvero gli infetti? Agiscono così per un motivo? Forse, prima di tutto, devono ritrovare loro stessi.
L’apocalisse mostra il suo volto più crudele. Il silenzio diventa fondamentale per la sopravvivenza: ogni rumore, ogni urlo può attirare orde di zombie. In questo silenzio si muove una setta religiosa, composta da un gruppo di ragazzini, guidata da uno squilibrato con manie di protagonismo.
Tra loro circolano motti inquietanti, parrucche indossate come simbolo e un nome comune, “Jimmy”, scelto per identificarsi e restare uniti. Il gruppo compie atrocità mascherate da carità. Le loro scene sono sadiche e truculente. Nudità, sporcizia, fame e sete accompagnano una stanchezza fisica e mentale costante. Eppure, fanno squadra, mostrando una disperazione umana profonda. In mezzo a tutto questo, un ragazzino finisce lì quasi per caso. Si distingue dagli altri e stringe amicizia con una ragazza.
Le musiche rock contribuiscono a creare un’atmosfera ruvida e inquieta, diventando parte integrante della storia. 28 anni dopo: Il tempio delle ossa è avvincente, a tratti comico e politico, ma anche crudo e splatter. Racconta il narcisismo e lo spettacolo dell’orrore, mostrando non solo i mostri, ma una parte profonda e disturbante della psicologia umana.
È un film che parla di inganno e di ego, fin dove può spingersi l’uomo quando cadono le regole.
CINEFOCUS
Ian Kelson: il medico e il suo Memento Mori
Curiosità
Il ritorno di Cillian Murphy apre la strada a un possibile sequel, lasciando allo stesso tempo spazio a nuove direzioni narrative.
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