- Cinema e divano

Il Bene Comune

Titolo originale: Il Bene Comune

Regia e sceneggiatura: Rocco Papaleo

Cast: Rocco Papaleo, Vanessa Scalera, Claudia Pandolfi, Teresa Saponangelo

Musiche: Michele Braga

Produzione: Italia 2026

Genere: commedia

Durata: 103 minuti

Rocco Papaleo in Il bene comune
Crediti foto: Riccardo Ghilardi

Trama

Biagio (Rocco Papaleo) è un ex militare impegnato come guida turistica del Parco Nazionale del Pollino. Un giorno riceve l’incarico di accompagnare un gruppo di donne a visitare il famoso Pino loricato, un albero secolare ricco di fascino. Ne fanno parte l’attrice Raffaella (Vanessa Scalera), che per sbarcare il lunario effettua laboratori teatrali in una comunità, e le quattro detenute Samanta (Claudia Pandolfi), Gudrun (Teresa Saponangelo), Anny (Rosanna Sparapano) e Fiammetta (Livia Ferri).

Per affrontare al meglio l’escursione, Biagio chiede l’aiuto di suo nipote Luciano (Andrea Fuorto) e i sette si mettono in viaggio cercando di raggiungere l’agognata meta.

Recensione

Alla sua quinta regia di un lungometraggio cinematografico, Rocco Papaleo mette in scena una piccola opera teatrale, dove ogni attore pare recitare a soggetto. Tutti i protagonisti si muovono con eleganza e maestria nel raccontare il proprio passato, i disagi, la tanto agognata voglia di riscatto. Un film musicale e poetico, forse il più riuscito dell’autore lucano.

C’è un chiaro richiamo alla sua terra – come in Basilicata coast to coast – e a tutta la bellezza della natura a tratti incontaminata e selvaggia. Il pino loricato è il sinonimo di quella resilienza che Vanessa Scalera insegna alle sue ragazze in cerca di una rivincita rispetto alle fratture che tutte hanno subito: un marito violento incapace di comprendere, una delusione amorosa, la retorica razzista nei confronti di chi arriva da lontano e il sistema troppo spesso marcio.

Tra musica e poesia, la pellicola è un inno alla condivisione, all’empatia, alla comprensione e alla vicinanza: perché solo attraverso il racconto e l’ascolto si raggiunge il Bene Comune. Un vero e proprio viaggio che attraversa l’anima, un viaggio che scruta ognuno dei personaggi mediante flashback e ricordi evocati all’unico scopo di raggiungere un equilibrio.

Le donne, Claudia Pandolfi fra tutte, contrattaccano scacciando una sofferenza mai ostentata ma piuttosto quasi velata, raccontata con estrema discrezione. Non ci sono vittime e carnefici ma personaggi che osano sfidare i loro stessi limiti nella speranza di riuscire a superarli. Poco importa se l’obiettivo non viene raggiunto del tutto, ciò che conta è essere riusciti a sbloccarsi.

Un elogio alla lentezza come lo stesso utilizzo della macchina da presa che quasi dolcemente porta alla luce i segreti più reconditi donando un senso di appartenenza che non permette più a nessuno di sentirsi solo/a. Quell’albero enorme e secolare che rappresenta la forza e la resistenza ad ogni forma di avversità, il pino loricato, è là presente per insegnare come si fa a percorrere la propria strada.

Curiosità

Rocco Papaleo e Vanessa Scalera recitano insieme anche nella serie di Raiuno “Imma Tataranni”, sempre ambientata in Basilicata, mentre Claudia Pandolfi è stata una delle protagoniste di “Follemente”, ultimo film in cui Rocco Papaleo figurava solo come attore.

Caterina Putignano

Mi chiamo Caterina e il cinema è uno dei miei nutrimenti. Sono cresciuta a pane, film, musica e libri in una simbiosi armoniosa. Amo le pellicole che narrano di varia umanità, sono poco attratta dagli effetti speciali e le mega produzioni. Posso affermare che il Cinema mi ha "salvata' dopo un periodo buio.
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2 thoughts on “Il Bene Comune

  1. Questa recensione trasmette una grande curiosità verso un film che sembra quasi un viaggio spirituale nella natura. Non posso negare che ammiro da sempre Rocco Papaleo, che con la sua solita sensibilità riesce a raccontare la sua terra in modo poetico e autentico.
    Condivido pienamente il messaggio profondo dell’opera, sottolineato anche dalla recensione: l’idea che il vero “bene comune” nasca dall’ascolto degli altri e dalla forza di superare i propri limiti, proprio come il pino loricato che resiste a tutto.

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