- Cinema e divano

La Gioia

Dove vederlo: Al cinema

Titolo originale: La Gioia

Regia: Nicolangelo Gelormini

Sceneggiatura: Giuliano Scarpinato, Benedetta Mori, Chiara Tripaldi, Nicolangelo Gelormini

Cast: Valeria Golino, Jasmine Trinca, Saul Nanni, Francesco Colella

Musiche: Toti Gudnason

Produzione: Italia 2025

Genere: Drammatico

Durata: 108 minuti

Trailer

Saul Nanni e Valeria Golino in La Gioia
Foto di Maria Vernetti

Trama

Gioia (Valeria Golino) insegna al liceo, vive ancora con i genitori e non sa cos’è l’amore non avendone mai assaporato l’emozione. Alessio (Saul Nanni), studente nella stessa scuola, cerca di dare supporto economico alla madre cassiera, ma lo fa usando il proprio corpo come strumento per racimolare qualche manciata di euro. Gioia e Alessio intrecciano i destini dando vita a un legame proibito e terribilmente fragile.

Recensione

Dove abita il confine tra amore e annientamento? Quante volte ci siamo sentiti invisibili, non agli occhi del mondo, ma a quelli del nostro stesso cuore? Esistono esistenze che scorrono come fiumi sotterranei, silenziose e profonde, finché un incontro improvviso non ne devia il corso, portandole verso una cascata inevitabile.

Ispirato a un tragico fatto di cronaca del 2016, la nuova pellicola prodotta da HT FILM, Indigo Film e Vision Distribution in collaborazione con Sky, sceglie la via più difficile e preziosa: quella del pudore. Come dichiarato dal regista, l’opera rifiuta di saziare le necessità morbose che solitamente circondano la cronaca nera, preferendo una narrazione lineare, a tratti quasi fiabesca, che restituisce allo spettatore il riflesso di una realtà ben più complessa: l’invisibilità dell’animo, quell’illusione drammatica che nasce quando non riusciamo più a percepire noi stessi se non attraverso l’altro.

Al centro di questa collisione troviamo Gioia, interpretata da una Valeria Golino monumentale. L’attrice mette a disposizione del personaggio la sua storica capacità di incarnare una fragilità inquieta e sapiente. La sua Gioia è una Madame Bovary contemporanea che, dopo anni di cinema vissuto con intensità carnale, qui si spoglia di tutto per farsi puro spirito. Insegnante che conosce la vita filtrata dai libri di Flaubert, Gioia vive in un isolamento protetto finché non irrompe nella sua vita Alessio.

A dare il volto al ragazzo è un sorprendente Saul Nanni. L’attore compie un salto evolutivo straordinario rispetto al suo passato cinematografico, abbandonando ogni traccia di leggerezza adolescenziale per vestire i panni di un angelo caduto, sporco di realtà. Il suo corpo diventa uno strumento brutale per rimediare pochi euro e aiutare la madre, ma il suo sguardo rivela quel veleno silenzioso – il desiderio di un riscatto negato – che gli impedisce di farsi conquistare dalla dolcezza di Gioia.

La regia di Nicolangelo Gelormini è un esercizio di equilibrio magistrale: leggera nel tocco, poetica nell’estetica, ma rigorosamente strutturata. Gelormini evita ogni sensazionalismo, forgiando la propria visione su una delle sceneggiature più belle e stratificate del cinema contemporaneo, firmata da Giuliano Scarpinato e Benedetta Mori con la collaborazione dello stesso Gelormini e Chiara Tripaldi.

Il testo, che affonda le radici nell’opera teatrale Se non sporca il mio pavimento di Giuliano Scarpinato e Gioia Salvatori, mantiene intatta quella forza drammaturgica che trasforma il fatto di cronaca in un sacrificio laico. La scrittura scava nella decadente dissolvenza di una provincia feroce, dove il male non è un atto eclatante, ma un’abitudine quotidiana.

Il senso che ne deriva è quello di un disperato abbandono. Gioia combatte il cinismo circostante con disincanto puro e tenacia, ma si infrange contro l’impossibilità di redenzione alla quale Alessio si autocondanna, scegliendo di annientare l’unica mano tesa. La gioia non racconta un crimine, ma l’impatto irreversibile tra due solitudini che non hanno saputo proteggersi dal mondo, lasciandoci con una domanda sospesa: è possibile salvare chi ha già deciso di restare invisibile a se stesso?

Curiosità

Grazie al Patrocinio della Città di Torino e il sostegno della Film Commission Torino Piemonte, Nicolangelo Gelormini ha potuto girare alcune sequenze in luoghi particolari del capoluogo piemontese tra cui il Lingotto, ritenuto una struttura dalla potente espressività architettonica. Vi ha ambientato una delle scene cruciali, in cui la protagonista prova per la prima volta nella vita un marcato senso di gioia.

Giorgia Lanzilotti

Giorgia Lanzilotti, nata a Brindisi il 28 gennaio 2004. Studia Teatro, cinema e media presso l'università La Sapienza di Roma. Autrice e regista del corto "INSIDE" in concorso ai David di Donatello 2024. Si avvicina al mondo delle arti cinematografiche e teatrali sin da piccola (6 anni), e decide di farne un lavoro.
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