- Cinema e divano

La mia famiglia a Taipei

Dove vederlo: Al cinema

Titolo originale: Zuopiezi nuhai

Regia: Shih-Ching Tsou

Sceneggiatura: Shih-Ching Tsou, Sean Baker

Cast: Janel Tsai, Nina Ye, Shih-Yuan Ma, Teng-Hung Hsia

Produzione: Taiwan, Francia, USA, Regno Unito 2025

Genere: Drammatico

Durata: 108 minuti

Trailer

Left-Handed Girl. (L-R) Janel Tsai as Shu-Fen, Nina Ye as I-Jing and Shih-Yuan Ma as I-Ann in Left-Handed Girl. Cr. LEFT-HANDED GIRL FILM PRODUCTION CO, LTD © 2025.

Trama

Shu-fen (Janel Tsai) è una donna che, dopo la fine del proprio matrimonio, torna a Taipei per intraprendere una nuova vita. Affrontando le difficoltà economiche, decide di aprire un piccolo chiosco nel vivace mercato notturno della città. Attorno a lei ruotano due figlie: la piccola I-Jing (Nina Ye) e la maggiore I-Ann (Shi-Yuan Ma) che con le loro azioni influenzano le dinamiche familiari.

Recensione

La mia famiglia a Taipei, diretto dalla regista taiwanese Shih-Ching Tsou, è prodotto, co-sceneggiato e montato da Sean Baker – vincitore di quattro premi Oscar con l’acclamato Anora. Lo stile indipendente di Tsou e Baker emerge in un racconto che ci posiziona d una finestra per osservare colpe, sofferenze e segreti tipici del microcosmo familiare.

Ambientato tra la frenesia e i colori dei mercati notturni di Taipei, il film – interamente girato con Iphone – cattura l’energia pulsante della città, raccontata attraverso un montaggio che accelera il battito a ritmo delle azioni della piccola I-Jing, spesso riprese alla sua altezza. Si percepisce una tensione, proveniente dallo stesso processo produttivo con cui il film è stato realizzato, che ci porta a immaginare troupe e maestranze muoversi in spazi ridotti e a stretto contatto con le comunità locali.

La storia nasce dall’esperienza personale di Tsou e dai suoi ricordi d’infanzia a Taiwan, dove le pressioni di una famiglia tradizionale si manifestano anche attraverso il ruolo conservatore dei nonni. Risalta ad esempio la superstizione legata all’utilizzo della mano sinistra da parte della nipote I-Jing, pregiudizio che riflette quanto le convinzioni imposte rischiano di limitare l’azione o peggiorarla.

La ribellione della figlia maggiore I-Ann – raccontata anche attraverso le sue corse in scooter – la spinge verso un’indipendenza che la madre fatica a raggiungere, intrappolata in una generazione che per adempiere ai doveri si è dovuta far carico anche di responsabilità non sue, privandosi spesso della leggerezza di concedersi un sorriso.

Il magico mondo dei piccoli non resta lontano da quello dei grandi, si intreccia ad esso donando sia valore alla spontaneità infantile, sia alla capacità degli adulti di riscrivere la propria storia, scegliendo anche quando smettere di soffrire. Tsou ha effettuato un casting attento, ricercando soprattutto nei volti delle interpreti quella genuinità espressiva che sullo schermo lascia più spazio al non detto che alle parole.

La mia famiglia a Taipei è un’opera in cui ci si emoziona incontrando chi è capace a restare quando sarebbe più facile andarsene. Il finale dona un nuovo significato a tutti gli elementi della storia, proprio come lo sguardo che attraverso un caleidoscopio consente alle figure di scomporsi per generare nuove forme.

Curiosità

Il film ha vinto il premio per il Miglior Film alla Festa del Cinema di Roma 2025 e il Gan Foundation Award for Distribution con il Prix du Rail d’Or alla Semaine de la Critique di Cannes.

Martina Carlino

Laureata a Roma nella triennale IED di Event Management nel 2013, comincio la mia carriera nello show business per produzioni di concerti e grandi eventi con artisti internazionali. Nel 2016 mi specializzo in produzioni multimediali lavorando per programmi televisivi targati RAI e Discovery. Contemporaneamente supervisiono allestimenti per sfilate a Milano e dal 2023, per due anni, ricopro il ruolo di producer dell'On Hair Show di Cosmoprof Bologna. Attualmente faccio parte del coordinamento didattico del CFP Bauer di Milano, occupandomi di formazione e orientamento professionale in ambito audiovisivo.
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