Dove vederlo: Al cinema
Titolo originale: Lavoreremo da grandi
Regia: Antonio Albanese
Sceneggiatura: Antonio Albanese, Piero Guerrera
Cast: Antonio Albanese, Giuseppe Battiston, Niccolò Ferrero, Nicola Rignanese
Musiche: Giovanni Sollima
Produzione: Italia 2025
Genere: Commedia
Durata: 91 minuti

Crediti foto: Claudio Iannone
Trama
L’irrequieto Toni (Niccolò Ferrero) è appena uscito di prigione e suo padre Umberto (Antonio Albanese), musicista fallito con due matrimoni alle spalle, intende festeggiare l’evento insieme agli amici Beppe (Giuseppe Battiston), idraulico che ancora vive sotto il tetto della vecchia madre, e Gigi (Nicola Rignanese), al quale la zia defunta non ha lasciato nulla in eredità – a parte alcune parrucche bionde e trucchi – costringendolo ad abbandonare la vita da nullafacente.
La serata trascorsa nel bar del paese sotto i fumi dell’alcol piomba nel caos dopo un incidente d’auto. Inizia così una lunga notte, durante la quale i quattro scelgono la fuga sguazzando in una melma di paradossi, situazioni al limite del ridicolo, imbattendosi in strani personaggi e affrontando una sequela interminabile di colpi di scena fino all’alba.
Recensione
Lavoreremo da grandi corrisponde alla sesta regia di Antonio Albanese, un film che cambia completamente registro rispetto all’ultima fatica del 2023, 100 domeniche. È infatti una commedia grottesca e surreale, basata su una vicenda corale anziché del singolo.
Una storia avventurosa e bizzarra ma mai banale, scritta da Albanese con Piero Guerrera, e che il regista interpreta insieme a Giuseppe Battiston, Nicola Rignanese – al quale il copione riserva un virtuale fumetto con un perpetuo zzz (onomatopeica del sonno) – e Niccolò Ferrero, artista giovane e poliedrico con una carriera già plasmata da lavori di teatro, televisione e cinema.
L’arco narrativo si consuma in una notte privilegiando tanto dialogo e poca azione, quasi una room comedy dominata dal macchiettismo evidente dei personaggi e dalla sorpresa continua dell’evento prossimo futuro. Nella casa in cui tutto di svolge fanno a turno capolino improbabili individui, che Albanese immagina come estremizzazioni metaforiche di un’attualità divenuta indecifrabile e dalla quale, pur fuggendo, non si può scappare.
Persino l’autoconfinamento sulle rive di uno specchio lacustre non salva da incontri poco graditi. Quello specchio d’acqua dolce è il lago d’Orta (reale co-protagonista della pellicola), sul quale vi si bagnano San Giulio d’Orta, Pella, San Maurizio d’Opaglio, Ameno e Miasino, le placide location individuate dalla Film Commission Torino Piemonte.
Lavoreremo da grandi mette in scena un contemporaneo teatro dell’assurdo intriso, tuttavia, di piccole verità che assurde non lo sono affatto, e fra queste l’immaturità di alcuni adulti reticenti alla presa di responsabilità e ancor più restii ad affrontare un mondo che ha ripudiato il pensiero analogico lasciandoli indietro senza più motivazioni e obiettivi concreti.
CINEFOCUS
Giulia, figlia indomita e arrabbiata alla ricerca di un padre
Curiosità
Bebo Storti ha un piccolo ruolo interpretato in partecipazione amichevole.
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