- Cinema e divano

L’ultima missione: Project Hail Mary

Titolo originale: Project Hail Mary

Regia: Phil Lord, Christopher Miller

Sceneggiatura: Drew Goddard

Cast: Ryan Gosling, Sandra Hüller, Milana Vayntrub, Ken Leung

Musiche: Daniel Pemberton

Produzione: USA 2025

Genere: Fantascienza

Durata: 156 minuti

Ryan Gosling stars as Ryland Grace in PROJECT HAIL MARY, from Amazon MGM Studios.
Photo credit: Jonathan Olley
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Trama

Il professore di scienze Ryland Grace (Ryan Gosling) si risveglia a bordo di un’astronave lontana anni luce dalla Terra. Inizialmente senza memoria, ricostruisce poco alla volta il proprio passato, scoprendo di essere stato scelto per portare a termine una missione di importanza cruciale: trovare l’unica stella che pare indenne a una sostanza in grado di far collassare ogni corpo lucente, Sole compreso.

A lui viene affidata la salvezza del pianeta e della popolazione umana. Un’impresa quasi impossibile, alla quale sembra interessarsi anche una misteriosa entità aliena.

Recensione

Project Hail Mary è la trasposizione dell’omonimo romanzo di Andy Weir, autore dell’apprezzato The Martian. Phil Lord e Christopher Miller, duo amatissimo grazie a successi come Spider-Verse e The Lego Movie, si trovano quindi davanti al compito di adattare una storia enorme, complessa e davvero ambiziosa. È così che il film stesso diventa molto ambizioso. Si parla di solitudine, amicizia, coraggio ma anche di paura.

Le emozioni scorrono facilmente all’interno di scenari favolosi e intrattenenti. Perfetta quindi la scelta di Ryan Gosling, attore versatile – capace di passare dai momenti più drammatici a quelli più leggeri con una naturalezza davvero straordinaria – chiamato a tornare fra le stelle dopo aver interpretato nel 2018 l’astronauta Neil Armstrong in First Man – Il primo uomo di Damien Chazelle.

Visivamente, questo sci-fi movie si presenta spettacolare. L’utilizzo dei LED screen, unito a un’ottima CGI, rende le immagini pregevoli e coinvolgenti. Lord e Miller sanno perfettamente come lavorare con la macchina da presa e il modo in cui giocano con gli spazi – nei meravigliosi set realmente costruiti – aiuta lo spettatore a immergersi completamente nella storia.

Impossibile non menzionare la fotografia di Greig Fraser, che gioca con molti colori, la luce e il buio, variando continuamente e mostrando una ricchezza cromatica notevole. Quando poi compare Rocky – realizzato con effetti pratici straordinari e rifinito con una CGI impeccabile – il vero co-protagonista della storia entra finalmente in scena. Il rapporto di amicizia che nasce tra lui e Grace diventa il cuore pulsante di una narrazionelunga  156 minuti. Una durata che potrebbe spaventare, vivificata tuttavia da un ritmo sempre sostenuto.

Il viaggio nello spazio è affascinante, ma anche il passato del protagonista lo è. Il montaggio alterna quindi le linee temporali con grande attenzione e logica. Ogni informazione arriva al momento giusto. Un problema importante emerge però negli ultimi venti minuti. In seguito a un evento cruciale viene presa una decisione che, come vediamo in un flashback, rappresenta la totale crescita del personaggio di Grace.

Quando arriva quel momento, però, la scena sembra avere meno enfasi del necessario, quasi come se la pellicola volesse accelerare un punto di svolta fondamentale per evitare di allungare ulteriormente la durata. Un difetto che incide relativamente, ma che rappresenta forse l’unica vera debolezza. Per il resto, L’ultima missione: Project Hail Mary si conferma spettacolo di altissima qualità.

Curiosità

Il protagonista Ryland Grace ha le stesse iniziali di Ryan Gosling. Il film riporta tanti altri curiosi riferimenti.

Alessio Valtolina

Nato e cresciuto in provincia di Milano. Ho studiato Cinema fin dalle superiori per poi specializzarmi in seguito in Filmmaking in un accademia Milanese. Scrivo recensioni e sceneggiature. Passo molto tempo al cinema o davanti a un qualunque schermo per vedere più film possibili. Leggo anche molti libri. Vivo sempre in provincia di Milano.
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