Dove vederlo: Al cinema
Titolo originale: Marty Supreme
Regia: Josh Safdie
Sceneggiatura: Ronald Bronstein, Josh Safdie
Cast: Timothée Chalamet, Gwyneth Paltrow, Odessa A’zion, Kevin O’Leary
Musiche: Daniel Lopatin
Produzione: USA 2025
Genere: Drammatico
Durata: 149 minuti

Foto da I Wonder Pictures
Trama
Una storia di rocambolesca esistenza, quella dello scapestrato Marty Mauser (Timothée Chalamet), ossessionato dal ping pong e imbrigliato in un dedalo metropolitano di truffe, scommesse, ambizioni e il gusto del proibito assecondato con passione ed eccentricità smodata nella New York City degli anni ’50.
Recensione
Ispirato alla vita di Marty Reisman e interpretato da Timothée Chalamet, che ne è anche produttore, Marty Supreme racconta la storia di un protagonista lontano dal classico “viaggio dell’eroe”. Marty è un giocatore di ping pong (“table tennis”) dall’aspetto un po’ buffo. È carismatico, energico, furbo, instancabile. Non accetta compromessi e, soprattutto, non contempla la possibilità di fallire.
Ama le donne (in ogni loro forma), ma il film non romanticizza questo lato del personaggio. Al contrario, mette in scena una relazione tossica e un esempio di dipendenza affettiva. Mauser è uno di quei characters che spesso risultano presuntuosi, ma rimangono comunque coerenti con la propria ossessione nonostante le difficoltà e gli ostacoli.
Marty vendeva scarpe: un lavoro dignitoso, certo, ma simbolo di un destino che gli è stato imposto e che rifiuta. Emerge così che il protagonista non si accontenta di un secondo posto, e tanto meno di una carriera “agiata”. Per lui i soldi sono un mezzo e non un fine. Punta al successo e al denaro, ma il guadagno è solo uno strumento per realizzare il suo vero obiettivo e spingersi oltre. Un’assolutezza che affascina, ma che allo stesso tempo diventa inquietante.
Ambientato nella New York del 1952, il racconto si muove in realtà attraverso diverse parti del mondo. È l’epoca del secondo dopoguerra e, in questo scenario, emerge il ruolo del Giappone, mostrato nel suo processo di affermazione anche nel ping pong, uno sport inizialmente non preso troppo sul serio dal grande pubblico. La dimensione storica resta sullo sfondo, ma contribuisce a costruire un contesto teso e competitivo.
Le racchette utilizzate dal campione giapponese sono “speciali e insonorizzate” e diventano il simbolo di un’innovazione tecnica capace di cambiare il gioco: un mix di ingegno e strategia.
Un aspetto particolarmente interessante è il business delle palline da ping pong. L’intuizione nasce da un problema osservato da Mauser: le palline bianche non si vedono bene in campo, soprattutto quando l’avversario è vestito dello stesso colore. Da qui prende forma l’idea di creare un prodotto brandizzato e, soprattutto, colorato. Il ping pong, in questo caso, non è né un hobby né uno show da intrattenimento: è il futuro di Marty.
Il protagonista è convinto di avere uno scopo e si sente quasi obbligato a portarlo a termine, anche quando questo significa sacrificare la propria dignità. Il film osserva questa dinamica e ne mostra, passo dopo passo, le conseguenze. esaltate da musiche cariche e intense.
L’interpretazione magistrale di Timothée Chalamet rende Marty Mauser un personaggio iconico e magnetico, una performance che gli è valsa il Golden Globe come miglior attore in un film commedia o musicale e il Critics Choice Award. La vera notizia da considerare eccezionale, però, è un’altra, vale a dire il ritorno sul grande schermo di Gwyneth Paltrow dopo sei anni di assenza.
L’attrice Premio Oscar® per Shakespeare in love (1999), ora imprenditrice di successo, si riprende parte della scena e ha colto un’occasione d’oro perché Marty Supreme non è soltanto la nuova pellicola mainstream di Josh Safdie bensì un film evento, uno dei must-see della stagione cinematografica.
CINEFOCUS
Il carismatico Marty Mauser: determinazione e affermazione di un geniale narcisista
Curiosità
Fran Drescher, l’indimenticabile protagonista della serie tv degli anni ’90 “La Tata” (The Nanny), interpreta Rebecca Mauser.
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