- Cinema e divano

Notte prima degli esami 3.0

Titolo originale: Notte prima degli esami 3.0

Regia: Tommaso Renzoni

Sceneggiatura: Fausto Brizzi, Tommaso Renzoni

Cast: Sabrina Ferilli, Tommaso Cassissa, Gian Marco Tognazzi, Adriano Moretti

Musiche: Maurizio Filardo

Produzione: Italia 2026

Genere: Commedia

Durata: 98 minuti

Bea Barret, Adriano Moretti, Alice Lupparelli, Tommaso Cassissa, Aleandro Falciglia, Alice Maselli in Notte prima degli esami 3.0
Crediti foto: Chiara Calabrò © 2025 Sky Italia s.r.l.

Trama

Giulio (Tommaso Cassissa) si trova ad affrontare con grande difficoltà l’arrivo dell’esame di maturità, colpito da ansie sociali e dal tormento di un amore forse impossibile. Insieme a lui, un gruppo di liceali romani intraprende l’ultima grande avventura adolescenziale prima del passaggio all’età adulta, tra studio, feste e il timore provato per la professoressa Castelli (Sabrina Ferilli), soprannominata “La Belva”.

Recensione

Come si può raccontare il terrore che ogni studente deve affrontare una volta nella vita? Dopo il successo dei primi due capitoli firmati da Fausto Brizzi, arriva Notte prima degli esami 3.0 diretto da Tommaso Renzoni, che prova a riportare sul grande schermo quella magica atmosfera adolescenziale, ma con un approccio nuovo, contemporaneo.

Il film vuole raccontare le amicizie, le ansie e i primi amori di un gruppo di amici nell’era dei social, aggiornando perciò una storia iconica per una nuova generazione. L’opera prima di Renzoni, che ha firmato la sceneggiatura insieme a Brizzi, non si presenta come un sequel diretto, ma piuttosto come una rivisitazione del racconto primo. Come ha dichiarato lo stesso Brizzi: “volevamo che somigliasse alla ricetta originale, ma in maniera diversa”.

Il protagonista Giulio affronta il passaggio delicato all’età adulta con la tipica incertezza di chi vive la scuola come un peso, essendo per di più stato ammesso agli esami completamente impreparato. Accanto a lui Cesare (Adriano Moretti), che bilancia perfettamente le preoccupazioni di Giulio con il suo carattere leggero e spontaneo, impegnato in una relazione apparentemente stabile con Sole (Alice Maselli).

Giulio, proprio come il “predecessore” Luca Molinari, si affida a una figura adulta di riferimento, soprannominata dagli studenti “La Belva”. Quest’ultima è impersonata per la prima volta da una donna, la professoressa Castelli, interpretata dalla magnifica Sabrina Ferilli. Il personaggio non si limita a offrire supporto nello studio, ma si apre a confidenze legate al proprio passato.

Diventa così oggetto di un gioco psicologico guidato da Giulio e il suo gruppo di amici, introducendo il tema dell’intelligenza artificiale, che porta a riflettere sul rapporto complesso tra identità e realtà virtuale nella vita dei giovani di oggi. Il racconto travalica il contesto scolastico, estende l’interesse alle dinamiche familiari e ai rapporti affettivi – come il legame tra Allegra (Alice Lupparelli) e il padre Bruno (Gian Marco Tognazzi) – riuscendo a evidenziare nostalgia e il peso delle aspettative generazionali.

Gli amici del gruppo sono interpretati tra gli altri da Aleandro Falciglia, Bea Barret e Christian Dei, a cui si sommano le partecipazioni di Ditonellapiaga e Sebastiano Somma, che contribuiscono ad arricchire il racconto con umorismo e sentimento.

La particolarità della pellicola è quella di esplorare più tematiche contemporanee, il poliamore, l’asessualità e l’ecoansia. Giulio stesso, pur affidandosi all’aiuto della professoressa, continua a interrogarsi sul senso dello studio e del futuro, tirando fuori quel pessimismo tipico della generazione eco- consapevole.

Questi temi, seppur descrittivi e caratteristici dei tempi attuali, si concentrano su un unico gruppo di amici, generando una sensazione di accumulo necessario ma a tratti forzato: il film tratta questi aspetti in maniera quasi meccanica. È difficile integrare queste tematiche così importanti in una commedia di 98 minuti, una durata che non permette di approfondire al meglio questioni tanto complesse.

A differenza dei primi capitoli della “saga”, il film fatica a creare una sintonia con i protagonisti, come se le vicende scorressero al pari del racconto di una storia osservata dall’esterno, rendendo difficile allo spettatore entrare in empatia con i personaggi, tranne per alcuni momenti in cui emerge il tema della solitudine e della malinconia.

Notte prima degli esami 3.0 prova a raccontare l’adolescenza avvicinandola alla Generazione Z, tra ansie, pressioni sociali e trasformazioni digitali. L’opera cerca di bilanciare leggerezza e riflessione, pur risultando a volte un mosaico di argomenti che fatica a trovare un centro narrativo unico.

Eppure è una storia che non può invecchiare sotto nessun punto di vista, così come non può farlo il sentimento che accomuna tutti gli adolescenti che affrontano la tanto temuta maturità, la paura di non farcela e l’ansia del futuro. La maturità, del resto, non rappresenta soltanto un traguardo scolastico. Nel film, così come nella realtà, diventa un vero e proprio rito di passaggio, un momento in cui i ragazzi iniziano a confrontarsi con se stessi, con le prime responsabilità della vita adulta ma soprattutto come le proprie paure.

Curiosità

Nelle note di sceneggiatura, Fausto Brizzi ha specificato che tornare oggi alla storia tracciata dal primo Notte prima degli esami è stato come aprire una vecchia scatola di foto di famiglia, ritrovando l’indimenticabile Giorgio Faletti, Nicolas Vaporidis e Cristiana Capotondi con tutti i ragazzi di quel cast da lui definito meraviglioso.

Rebecca Scialpi

Sono Rebecca, ho 23 anni e sono una studentessa fuori sede laureata in Scienze della Comunicazione all'Università di Roma Tre. Sono appassionata di cinema e di spettacolo in generale. Ho una forte passione per la scrittura e per questo vorrei combinare le due passioni e farne di questo la mia professione. Sono un'aspirante giornalista nell'ambito della critica cinematografica. Il mio interesse si orienta sull'analisi dei film con uno sguardo curioso e attento ai dettagli.
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